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Il cibo come fatto culturale
2013
Il contributo propone una classificazione delle pratiche alimentari tradizionali in Sicilia, a partire dagli studi promossi alla fine del XIX sec. da Giuseppe Pitrè, sino agli studi sul campo effettuati per la realizzazione dell'Atlante Linguistico della Sicilia. Viene proposto, a partire da un piatto arcaico, la farinata, il complesso sistema di usi, procedure, simboli, lessemi, connessi all'universo alimentare isolano.
Dal plurilinguismo domestico al plurilinguismo letterario. Casi di studio in Sicilia
2012
La connessione – serena o conflittuale − tra la lingua madre di uno scrittore e l’elaborazione di una lingua letteraria sembrerebbe imprescindibile, almeno in molti autori dell’Italia diglottica o dialettale del dopoguerra che, superata la fase della ricerca di una lingua ‘di grado zero’,2 mediana e unitaria, hanno varcato la soglia del plurilinguismo. Infatti, le motivazioni della scelta plurilingue vanno spesso cercate in quanto dichiarato da Luigi Meneghello:
Contact between Italian and dialect in Sicily: the case of phrasal verb constructions
2017
The Phrasal Verb Constructions (PVCs) are an interesting example of the intertwining between Italian and dialects of Italy. These constructions are formed by a verbal base (especially of motion), and a locative or direction marking particle and exist in standard Italian as well as in regional varieties of Italian and dialects (i.e. Italian andare via 'go away', mettere giù 'put down'). Because of their progressive diffusion in different varieties of regional Italian, PVCs can be construed as an emerging feature increasingly accepted in regional standards. In this perspective, PVCs are an example of the contact between varieties that contribute to the restandardization of contemporary Italia…
Ristorazione della tipicità: dialetto, tradizione e territorio nei menu siciliani
2011
Dalla risorgenza alla restaurazione: il dialetto fra nostalgia, rivendicazioni identitarie e appropriazioni indebite
2021
Viene proposta una riflessione sullo stato del dibattito pubblico sul dialetto, un codice che oggi perde parlanti, ma guadagna nuovi ambiti di uso e una considerazione positiva che lo rende attraente e utilizzabile in ambiti diversi rispetto a quello della comunicazione ordinaria. Vengono presentate alcune iniziative, collocabili a pieno titolo fra le “risorgenze dialettali” che sempre più spazio e successo stanno trovando negli ultimi anni in conseguenza della perdita dello stigma negativo nei confronti delle varietà locali (sdoganamento). Viene discusso il fenomeno delle “Accademie” che, fondate con lo scopo di “promuovere” il dialetto, ne forniscono sistemi di scrittura, saggi di grammat…
L’uso del dialetto e delle marche dialettali nei menu siciliani.
2011
Recensione a G. Ruffino, "Variazione diatopica in Sicilia. Cartografia elementare"
2019
Si recensisce il voume di G. Ruffino, “Variazione diatopiaca in Sicilia. Cartografia elementare”, Centro di studi filologici e linguistici sicilani, Palermo 2018. Il saggio ripropone, con minimi aggiornamenti, il fondamentale studio sull’assetto linguistico della Sicilia che lo stesso Autore aveva presentato – con il titolo di “Isoglosse siciliane” – in occasione del congresso su “Tre millenni di storia linguistica della Sicilia, svoltosi a Palermo nel 1983 (atti curati da Adriana Quattordio Moreschini, Giardini Editori e stampatori, Pisa 1984).
Postille al VSES, tra integrazioni e approfondimenti
2018
Nel redigere la Prefazione al VSES (2014), fornendo le linee-guida dell’impostazione dell’opera a completamento e integrazione del suo VES (1986), Alberto Vàrvaro affermava: “Gli aggiornamenti sono ridotti all’essenziale, la completezza è rimasta un miraggio” (XV). Nonostante questa giustificazione preventiva, che si potrebbe riproporre a esergo di qualunque opera pretenda il marchio dell’esaustività, le oltre 4000 voci delle 600 famiglie lessicali studiate nel VSES ci consegnano uno straordinario modello di trattazione della storia delle parole, grazie alla fusione della prospettiva filologica con quella storico-linguistica che si staglia sullo sfondo di una speciale attenzione alla dimens…
TRA ACQUA E TERRA, TRA CULTURA ALTA E RACCONTO POPOLARE: I NOMI DELLA TRILOGIA DELLE METAMORFOSI DI ANDREA CAMILLERI
2022
La dimensione onomastica della cosiddetta “Trilogia fantastica” di Andrea Camilleri è costituita da un misto di evocazioni mitologiche, di residui leggendari, di storie popolari raccontate alla fiamma serale, dove il reale incontra il favolistico. Maruzza Musumeci (2007), Il casellante (2008), Il sonaglio (2009), la raccolta di romanzi nota come «trilogia delle metamorfosi» per definizione dello stesso Camilleri, rappresenta una sorta di diversivo consapevole rispetto alle altre scelte di genere. Qui le scelte onomastiche si fanno voce di contesti narrativi in cui la storia e la cronaca trascendono verso memorie astratte e simboliche, vere perché nutrite di evocazioni poetiche. Donne-sirene…