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AUTHOR
Chinnici Daniela
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L'incursione della "prova negoziata" nel giudizio penale (alcuni rilievi critici)
2003
L'Autrice si sofferma sulle modifiche introdotte dalla c.d. legge Carotti nella disciplina del fascicolo per il dibattimento. In particolare l'attenzione è concentrata sul nuovo comma 2 dell'art. 431 c.p.p., nel quale è prevista la facoltà per le parti di concordare l'acquisizione al fascicolo per il dibattimento di atti contenuti nel fascicolo del pubblico ministero, nonché della documentazione relativa all'attività di investigazione difensiva, facoltà esercitabile anche in sede di formulazione delle richieste probatorie ai sensi dell'art. 493, comma 3, c.p.p. Si verifica l'impatto della nuova disciplina sul principio di oralità-immediatezza, sul quale l'assunzione delle prove nel contradd…
Commento all'art. 422 c.p.p.
2008
Il commento analizza l'attività di assunzione delle prove da parte del giudice nell'udienza preliminare, a seguito della riforma della norma operata dalla c.d. Legge Carotti. In particolare, dopo l'analisi sulla disciplina l'attenzione si sofferma sulla compatibilità dell'adempimento con la logica bifasica del sistema processuale.
Commento agli artt. 284, 285, 286 e 286 bis del codice di procedura penale
2010
L'Autrice commenta gli articoli del codice di procedura penale concernenti gli arresti domiciliari, la custodia cautelare in carcere, la custodia in luogo di cura e il divieto di custodia, riportando le tesi più accreditate in dottrina e la giurisprudenza più recente.
Commento all'art. 525 c.p.p.
2008
Il commento prende in rassegna sia l'immediatezza nella deliberazione della sentenza come esplicazione del principio di concentrazione, sia l'immediatezza sotto il profilo soggettivo della decisione, tradotto nel principio d'immutabilità fisica del decidente. L'analisi si sofferma soprattutto su questo aspetto, ritenendo, l'Autrice, come con tale disposizione il legislatore abbia dato formale riconoscimento al principio di oralità, che quindi, non è da intendere confinato nella sola legge delega n. 81 del 1987 (Direttiva n. 2).
In tema di inammissibilità del ricorso in cassazione relativo al difetto di giurisdizione non dedotto tra i motivi in sede d'appello
2003
Con la sentenza in commento la Cassazione si trova ad affrontare la questione circa i limiti di ammissibilità del ricorso in cassazione in relazione ai motivi dedotti in appello. In particolare si stabilisce come sia inevitabile una declaratoria di inammissibilità ove il difetto di giurisdizione venga dedotto per la prima volta con il ricorso, qualora nell'atto di appello non risultino censurate le valutazioni del fatto criminoso manifestate dal giudice di merito onde affermare la propria giurisdizione.
Le misure cautelari personali nella strategia del "minimo sacrificio necessario". (Legge 16 aprile 2015, n. 47)
2015
Il lavoro ha ad oggetto l'analisi della legge n. 47 del 2015 che ha impresso modifiche non di poco conto in più punti della disciplina delle misure cautelari personali. Si è voluto inquadrare la novella legislativa nel contesto culturale, prima ancora che normativo, di evoluzione della concezione della restrizione della libertà personale nell'ottica del carattere afflittivi che ne impone la residualità. Vengono analizzate poi le singole modifiche in punto di presupposti (esigenze cautelari), di recupero della eccezionalità quanto all'applicazione della misura restrittiva più grave; ancora la diversa fisionomia della motivazione cautelare e il rafforzamento dei diritti partecipativi del sogg…
Commento agli artt. 234-243 c.p.p.
2008
Il commenta riguarda la disciplina della prova documentale. Si analizza il concetto di documento valido come prova nel processo e le peculiarità rispetto alla prova orale (art. 234), i documenti che costituiscono corpo di reato (art. 235), quelli relativi al giudizio sulla personalità (art. 236); l'acquisizione dei documenti provenienti dall'imputato. Specifica attenzione è rivolta ai controversi istituti dei verbali di prove di altri procedimenti (art. 238) e delle sentenze irrevocabili. Infine l'analisi concerne l'acquisizione e l'utilizzazione dei documenti anonimi e dei documenti falsi, con un taglio sia sistematico sia applicativo, alla luce delle evoluzioni della giurisprudenza.
Il precario equilibrio dei diritti fondamentali nel Mandato di Arresto Europeo e il ruolo supplente della Corte di Giustizia
2021
Il contributo affronta il tema del Mandato d’Arresto Europeo nel prisma del principio di proporzionalità, mettendo in luce le evoluzioni giurisprudenziali, con particolare riferimento ad alcuni fondamentali arresti della Corte di Giustizia. L’analisi consentirà di evidenziare la progressiva valorizzazione del suddetto principio nella prospettiva della gestione dei rapporti giurisdizionali tra Stati, sebbene ancora sussista un evidente vuoto normativo.
L'erosione del "mito" dell'immediatezza. L'irruzione della "prova negoziata" nel giudizio: deroga "fisiologica" o congegno "eversivo"?
2003
Il lavoro ha ad oggetto le modifiche operate dalla c.d. legge Carotti sulla fisionomia del fascicolo per il dibattimento. Con tale riforma, infatti, si è data la possibilità alle parti di concordare l'acquisizione al predetto fascicolo di atti contenuti nel fascicolo del pubblico ministero. Prima dell'analisi della disciplina, si ripercorre seppur per cenni la storia del 'doppio fascicolo'. Si rileva poi come l'innovazione del 1999 sia di non poco conto, inserendosi nel solco della logica accusatoria, che tende a valorizzare, da un lato, il potere dispositivo delle parti, pur contribuendo, dall'altro, all'erosione della medesima logica accusatoria basata sulla separazione funzionale delle f…
Commento agli artt. 284. 285, 285 bis, 286 e 286 bis del codice di procedura penale
2017
L'Autrice, riportando la giurisprudenza più recente e significativa oltre che le posizioni dottrinali più accreditate, commenta gli articoli di procedura penale in tema di misure cautelari personali,in particolare gli arresti domiciliari, la custodia cautelare in carcere, la custodia cautelare in istituto a custodia attenuata per detenute madri, la custodia in luogo di cura, e infine il divieto di custodia cautelare.
Contraddittorio e giudizio di appello. Ortodossia europea, resistenze interne e graduale apertura in attesa del "sigillo" del legislatore
2017
La riflessione dello studio in oggetto riguarda la persistente incompatibilità del giudizio di appello con il principio del contraddittorio nella formazione della prova. La disarmonia del processo di secondo grado, sebbene attenuata, è ancora di spessore per il mancato allineamento del legislatore alla necessità dell'imputato di assumere, nell'immediatezza e nel contraddittorio, le prove dichiarative a carico. Vengono sottolineate i timidi mutamenti di prospettiva nella prassi applicativa grazie alle sentenze della Corte europea, che, con la pronuncia Dan c. Moldavia, suggella lo standard minimo per la condanna dopo la sentenza di proscioglimento in primo grado.
Commento all'art. 469 c.p.p.
2008
Il commento analizza il possibile epilogo proscioglitivi della fase degli atti preliminari al dibattimento. Dopo l'analisi dell'istituto, l'attenzione si sofferma sulla natura della sentenza, ossia se essa integri una species della disciplina del proscioglimento di cui all'art. 129 c.p.p. ovvero una figura autonoma, ricostruzione, quest'ultima, cui l'Autrice aderisce.
Immediatezza, incidente probatorio, usura probatoria, art. 238 bis c.p.p.
2015
Lo studio ha per oggetto l'assetto della prova penale nei processi di criminalità organizzata alla luce delle numerose deroghe ai principi di acquisizione della prova. In particolare viene focalizzata l'attenzione sulle deroghe al principio di immediatezza con l'estensione dei casi di incidente probatorio e della c.d. circolazione probatoria, sebbene con i temperamenti susseguenti alla legge attuativa sul giusto processo. L'approccio è di tipo critico in quanto la fisionomia disegnata in origine e poi modificata rimane ancora oggi sfigurata rispetto alle linee tracciate dal 'codice Vassalli'.