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AUTHOR
Grazia Tagliavia
showing 25 related works from this author
Il compito della filosofia nella "Filosofia della Rivelazione" di Schelling
2006
Il dolore, una ferita incurabile? Linee di fenomenologia e/o antropologia del dolore umano: limite esistenziale, crisi del senso, solidarietà possibi…
2011
La distinzione tra dolore e sofferenza, evidente sul piano medico, sembra impossibile sul piano filosofico. Ma ciò accade solo se la filosofia viene concepita come il regno dell'imperturbabilità della ragione astrattiva e generalizzante. Inteso come frattura che permette al pensare e alla vita di palesarsi, segnando la distanza fra vita ed esistenza, il dolore impedisce che l'esistenza asfissi la vita. Del dolore, infatti, l'esistenza conosce solo la sua passività,, perciò tende all'indolenza, e cioè a negare che il dolore, elemento integrante della stessa sanità dell'essere umano, possa essere l'unico antidoto possibile perché il cuore non si assordi e la ragione conosca libertà.
I tempi della ragione. Porre e presupporre
2006
Patocka e la cura dell'anima. Atti del convegno organizzato dal Centro di studi di Gallarate e del Dipartimento di Filosofia e Scienze umane dell'Uni…
2006
Libertà e necessità della metafisica
2011
La riflessione kantiana sulla distinzione tra Grenze e Schranke offre l’opportunità di riconsiderare il tema della parvenza trascendentale e dunque la distanza tra trascendente e trascendentale, secondo una lettura che non può che riconoscere in Kant l’autore di una metafisica capace di manifestare non solo la libertà della ragione e della sua attività, ma anche la necessità che questa libertà rimanga affidata esclusivamente a se stessa.
Il Rosmini di Sciacca
2006
Pensare contro: Hegel e Arendt
2011
Nel ruolo che Arendt attribuisce al pensare, come unica attività capace di tenere la coscienza umana, non solo ben desta ma, proprio per questo, capace di autentica responsabilità, tornano inevitabilmente i motivi hegeliani; e ciò soprattutto quando è in gioco la riflessione sulla storia umana e la considerazione del significato che questa stessa riflessione può assumere nell'evoluzione dello stesso pensare.
Che cosa significa "filosofia della storia"
2004
L'aporia del dare parola al pensare
2009
Nella storia della filosofia, intesa come storia dei tentativi del pensare, il sorgere della meraviglia come inizio del pensare può essere inteso come riflesso dell'espressione evangelica "Se non diventerete come bambini, non entrerete nel Regno dei cieli"(Mt18,13). Questo, però,ci aiuta a capire che pensare, secondo l'avvertenza socratica del "sapere di non sapere", può anche significare dovere imparare a rinunciare al sapere, per potere apprendere quella passione dell'inizio che riguarda in proprio il pensare e che coincide con la scoperta e l'esercizio della libertà.
Il critico-trascendentale tra logica e metafisica
2010
Il critico trascendentale kantiano, fondato sistematicamente nella "Scienza della Logica" di Hegel, costituisce un passaggio ineludibile per comprendere la fondazione della metafisica come logica e le sue ripercussioni sul pensiero contemporaneo.
Critica della parvenza. Kant, Hegel, Schelling
2006
L'analisi del tema della 'parvenza' (Schein) condotta all'interno dell'orizzonte kantiano, hegeliano, schellinghiano, permette di evidenziare non solo il ruolo eminentemente positivo dello Schein sul piano critico-trascendentale, ma anche il debito kantiano che anima tanto la filosofia di Hegel quanto quella di Schelling.
L'etica della storia
2008
Socrate era un corruttore?
2007
Il socratico sapere di non sapere, riletto e individuato come rapporto tra piano teoretico e piano pratico (in Aristotele, Kant, Schelling)permette il rilievo di quel piano di assoluta alterità che compete propriamente alla libertà dell'uomo.
Criticità e trascendentale
2007
Globalismo e coscienza etica
2005
La persona come accesso alla trascendenza
2009
Nella stessa storia dell'idea di "persona" è possibile scorgere il riflesso del dialogo continuo e incessante tra piano metafisico e piano teologico, che ha permesso all'Occidente, non solo di maturare libertà, ma di maturarla sino al punto di concepire persino l'"oltrepassamento" di tutto ciò che a questa libertà ha saputo condurci.
Assoluto e manifestazione nella Differenzschrift
2004
Ospitare l'avversario. L'ospite ai confini della ragione
2010
La lunga storia del pensiero occidentale trae la sua origine dalla capacità - propria della poesia di Omero e della storia di Erodoto - di concepire "alla stessa stregua l'amico e il nemico, il successo e la sconfitta" (Arendt). Questo conferma non solo l'antica potenza aristotelica di un logos capace dei contrari, ma anche il fatto che la capacità critico-dialettica della ragione nasce proprio dal suo sapere "ospitare l'avversario".
Il monachesimo tra "theoria" e vita.
2008
La lingua della violenza
2010
Il tema della violenza in W. Benjamin può essere pienamente compreso,considerando non solo il saggio esplicitamente dedicato all'argomento, ma anche quelli in cui l'Autore analizza il tema della lingua e della traduzione. Allora si fa evidente un rapporto particolarmente interessante tra l'eterno ed il temporale, tra il compito divinamente affidato all'uomo e la responsabilità umana pienamente vissuta.
Inizio della libertà e fine della storia nella I Lezione della Filosofia della Rivelazione
2004
L'enigma della natura alla luce della storia
2006
Dare visibilità all'etica. A proposito dell'Annuario di Etica 2004
2005
La parola e l'Eterno. Sui sentieri di Divo Barsotti
2012
Il volume è dedicato all'analisi del rapporto dialettico, presente nel pensiero di Divo Barsotti, tra l'esigenza di additare l'Eterno e di portare ad espressione l'incontro con Lui da una parte e, dall'altra, la consapevolezza dei limiti e, insieme, della responsabilità, che così la parola semplicemente umana viene ad assumere.