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AUTHOR
Lavinia Scolari
showing 11 related works from this author
La fides e la fraus: i doni del tiranno nel Thyestes di Seneca
2019
Nel Thyestes, Seneca riscrive la pratica del dono (536, 984) come strumento della vendetta del tiranno, che ne sfrutta il potere di attrazione. Combinando la categoria della fides con il meccanismo della fraus, Atreo intende mettere in scena un inganno in grado di soddisfare le “inique aspettative” (spes improba, 295) di Tieste, che spera di ottenere il regno (regna nunc sperat mea, 289), e fornirgli una garanzia tangibile di pace (fides pacis, 294). Una tale dinamica prende la forma di un “dono simulato”, una pratica di reciprocità in cui Atreo svolge il ruolo del donatore (dans) e Tieste è indotto ad assumere quello del destinatario (accipiens). Il tiranno lo rappresenta come un modo per …
I doni di Medea. Tra reciprocità e vendetta
2019
Qual è la funzione dei doni nella storia di Medea, e che cosa ci comunicano? Attraverso di essi Medea sembra in grado di costruire relazioni e, all’opposto, di vendicarsi sui suoi nemici. È sulla base dei doni che interpreta offese e vendetta come inversioni dei meccanismi di reciprocità positiva in cui è calata. Partendo dunque dall’assunto che Medea sia, innanzitutto, una “donatrice al femminile”, il contributo esamina le più rilevanti rappresentazioni della sua storia mitica alla luce della categoria del dono. Pertanto, nella prima parte (“i doni per Giasone”) si presterà particolare attenzione alle “Medee” di Pindaro, Apollonio Rodio, Ovidio e Valerio Flacco, senza tralasciare le …
Pragmatics of fraus: Encoding and Decoding of Deceit in Seneca’s Troades and Thyestes
2020
The paper aims at exploring the most relevant strategies of encoding and decoding of fraus and simulatio in Seneca’s tragedies, especially in Troades and Thyestes, from both a pragmatic and a dramaturgical point of view. In this perspective, it also provides a working definition of fraus, having regard to the Roman cultural categories involved in the communication dynamics portrayed by Seneca.
Beneficium e iniuria. Rappresentazioni del dono e dell’offesa nel De beneficiis di Seneca
2018
Contentio honestissima e certamen nequitiae nelle opere di Seneca
2017
Nel De beneficiis (I 4.3-4; III 21-22; V. 1-5), Seneca si serve del motivo della contentio per rappresentare il meccanismo virtuoso che suggerisce di impiegare nella prassi dei benefici, in cui la sconfitta non è mai considerata vergognosa. Come mostrano i più recenti studi sul trattato (in particolare, i contributi a cura di G. Picone, R. R. Marchese e R. Raccanelli), questo modulo non vanifica le diseguaglianze sociali delle relazioni asimmetriche, ma offre un modello di comportamento positivo consistente in una forma di alternanza virtuosa. Così, alla luce degli studi antropologici sul dono e sulla reciprocità nella società romana, il contributo si propone di mettere a confronto la dinam…
Home is behind. L’esilio, il viaggio e il ritorno tra Tolkien e Virgilio
2016
Il contributo mira a esaminare le relazioni vigenti tra le opere tolkieniane e l’Eneide di Virgilio, con particolare riferimento al motivo mitico del viaggio. Dal confronto ragionato tra l’epos latino e la mitopoiesi di Tolkien si intende sviluppare un’analisi dei temi principali riguardanti i motivi del viaggio e dell’esilio: il fardello del potere e dell’eletto del fato (Enea fato profugus e Aragorn Re Ramingo), con attenzione a Enea, spossato dai labores e asservito al volere dei fata, e al ritorno di Aragorn come Re. Ciò si lega direttamente al tema dell’esilio e del ritorno: Virgilio rappresenta i Troiani giunti nel Lazio come eredi dell’italico Dardano tornati a casa; in Tolkien, il m…
La fides e la promessa: forme di reciprocità tra dèi e uomini nella riscrittura di Ovidio
2017
Nelle rielaborazioni ovidiane dei racconti mitici greci, emergono diversi casi in cui la relazione tra esseri umani e divinità è riscritta alla luce della nozione romana di fides. Ma se la quasi totalità di questi miti, in cui il dio promette all’interagente mortale un pegno, un dono o un privilegio, è giustificata dalla presenza di vincoli di tipo amoroso, parentale o devozionale, un caso a parte rappresenta il racconto di Numa Pompilio e Giove (Fast. 3. 285-392) – un racconto Romano – in cui l’agente umano merita i pignora certa del dio e instaura con lui un rapporto di reciprocità. Il contributo si propone di esaminare questa rappresentazione della fides pollicita attraverso un confronto…
Doni funesti. Miti di scambi pericolosi nella letteratura latina
2018
«I doni sono come gli ami» avverte Marziale. «Catturano anche gli dèi» afferma Ovidio. «Sono l’inganno in cui di solito incappano i re» osserva Seneca. La forza calamitante del dono, la sua natura seducente e pericolosa, emerge con chiarezza dall’analisi del sapere mitico romano e delle sue riscritture letterarie. I Romani, del resto, conoscevano bene il potere attrattivo dei doni, la loro capacità di condizionare i comportamenti e le dinamiche di relazione. Erifile è soggiogata dalla collana di Armonia, Mida è accecato dalla sua fame d’oro, Creusa è ingannata dai doni nuziali; Didone brucia con sé quelli dell’amato, Semele e Fetonte ne saranno bruciati. Il dono promesso è un rischio, il do…
La vita degli oggetti: il ruolo della cosa donata in Seneca
2014
This paper highlights the very active role of objects in the practice of gift exchange, focusing on the representation of munus and donum which emerges from Seneca's De beneficiis and Medea's tragedy. Examining the function of the gift and its cultural patterns permits a critical comparison with anthropological studies concerning the theory of the spirit of the gift (hau) formulated by Marcel Mauss and the theme of inalienable gifts, elaborated by Annette Weiner. Such an analysis emphasizes the objects' propensity to stimulate the memory of the receiver and to arouse his gratitude. Moreover, the gift, imbued with the giver's identity, is suitable to replace him not only in gift-giving relat…
Debito e ingratitudine: la sovversione del tumulo donum nelle Troades di Seneca
2017
Il contributo indaga il sovvertimento delle dinamiche di dono e debito nelle Troades senecane, alla luce dei modelli etici illustrati nel De beneficiis. Nella tragedia, Seneca riscrive la relazione di reciprocità vigente tra Achille e i Greci secondo il modello analogico del debito. L’ombra di Achille, infatti, accusa gli Achei di sottrarre gli honores dovuti ai suoi Mani, dando prova di ingratitudine. Come praemium, l’eroe esige quindi il sacrificio di Polissena, che rappresenta un sovvertimento della pratica rituale dei doni ai morti. Per comprendere il significato antropologico di questa lettura, si opererà un confronto ragionato tra la rappresentazione della prassi cultuale con cui a Ro…
Beneficio e vendetta. Due dinamiche relazionali nel "De beneficiis" e nelle tragedie di Seneca
2011
Nelle sue tragedie Seneca elabora una rappresentazione dei sistemi relazionali di iniuria e vendetta, operando una riconsiderazione delle categorie morfologiche di male facere e bene facere e del loro valore culturale e letterario. Il confronto tra iniuria – il più importante strumento di nocere nelle fabulae di Seneca – e beneficium mira a chiarire i termini strutturali della ridefinizione senecana intorno a offesa e beneficio, al fine di individuare una rete di temi che possano fornire un’interpretazione culturale di queste due forme diverse di relazione, segnate da una polarità ideologica che il confronto fra le tragedie e il trattato de beneficiis lascia emergere. Il mescolamento di e…