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AUTHOR
Renato Tomasino
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Pietro Carriglio: la scenografia come rifondazione del teatro
2007
Lo sguardo di Dio
2006
Il filosofo, la ballerina, il sadico e la "cosa" nella notte di necercity
2012
Reportage da Berlino megalopoli
2009
Live: Iconologia della star
2009
La star neofigurativa
Prefazione
2005
Ariosto barocco e neobarocco
2010
A partire dall’analisi di quello spettacolo di svolta nella storia del teatro contemporaneo che è stato lo Orlando Furioso di Ronconi-Sanguineti, si sviluppa un prolungato ed analitico excursus sulla vitalità del “mitemi” del gran poema dell’Ariosto dal Rinascimento ai nostri giorni, attraverso le innumerevoli rielaborazioni delle spettacolo - teatro di drammaturgia, teatro d’opera, pastorale, danza, teatro di varietà, etc. - e quelle dei media - cinema, TV, fumetto, arti in genere. Dal “Concerto Caccini” al “balletto equestre”, da Lulli ad Händel, da Vivaldi ad Haydn, da Millos alla “modern dance”, emerge così l’importanza degli archetipi mitici che hanno ispirato per cinque secoli tutte l…
I cavalieri del caos
2004
La catastrofe delle Twin Towers ha inferto un’accelerazione espansiva a quella “teoria della complessità” che, provenendo dalle diverse scienze (Prigogine, Lyotard, Baudrillard, Deleuze, Lacan, etc.) e dalle tecnologie informatiche (McLuhan, Mandelbrot, Thom, Maldonato, etc.) alla fine del secondo millennio aveva già investito le arti e tutte le “pratiche dell’immaginario”. Attorno al crinale atroce dello 11 settembre 2001 e dello “skyline d’occidente” sconvolto, assume nuova emblematicità l’immaginario espanso e conflagrato di architetti “telematici” come Frank Gehry, Daniel Libeskind, i giovani leader della cyber-architecture; di artisti della metamorfosi corporea come Tony Oursler; Orlan…
Quella festa dello spettacolo del 1980
2012
L'officina di un maestro del nostro tempo (Ionesco)
2010
Conversando con Pasolini nel teatro di poesia
2006
A partire dal corpus drammaturgico di Pier Paolo Pasolini e dai suoi scritte teorici sul teatro e sulla filmologia, si offre un’analisi accurata del “Teatro di poesia” come formulazione estetica e poetica parallela a quella del “Cinema di poesia”. Si delinea così un progetto drammaturgico d’autore che rompe i canoni imperanti del realismo borghese e di quello proletario, per rifarsi al mito come germe originario e necessario della teatralità e di ogni rappresentazione. Su questa opzione di fondo l’andamento poetico del linguaggio evoca una funzione liturgica recuperata in vista di una scena artaudianamente “necessaria” per la fondazione e coesione di ogni comunità umana. Parallelamente, per…