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AUTHOR
Clio Nicastro
showing 11 related works from this author
IL BUIO FUORI. IL TEMPO DEI LUPI DI HANEKE
2009
AUTORITRATTO DI SABBIA: LES PLAGES D'AGNES
2012
Agnès Varda ripercorre la sua vita raccontando l’intreccio inscindibile tra set cinematografico e vita quotidiana all’interno del quale l’incontro con persone, luoghi e oggetti scandisce il ritmo stesso dell’esperienza. Sfondo privilegiato sono le spiagge del sud della Francia, scenario reale della crescita della regista belga che al contempo incarna emblematicamente l’attitudine vardiana all’esplorazione e alla “spigolatura” come raccolta di quel materiale che la società dei consumi velocemente dismette. Agnès Varda retraces her life recounting the overlap between the film set and the everyday life. Meeting people, place and things beats the time of the authentic experience. For the Belgia…
L’esperienza dell’immagine: il Denkraum der Besonnenheit di Aby Warburg
2014
Il lavoro si fonda sull’idea che il periodo del ricovero (1921-1924) di Aby Warburg nella clinica di Bellevue (Kreuzlingen), allora diretta da Ludwig Binswanger, debba essere considerato centrale per lo sviluppo teorico dello studioso amburghese. Piuttosto che liquidare come lungo momento di buio gli anni della malattia, si è ritenuto utile riflettere sulle connessioni tra l’esperienza e l’attitudine esistenziale di Warburg e gli sviluppi della sua ricerca. Prendendo in esame la celebre conferenza sul rituale del serpente (A lecture on Serpent Ritual) che lo storico dell’arte tedesco tenne nel 1923 a Kreuzlingen, con il consenso di Binswanger, per attestare la sua guarigione davanti a un pu…
La forma del "Denkraum": tecnica e rappresentazione nella conferenza di Kreuzlingen
2012
Nel 1895 Aby Warburg decide di affiancare allo ricerca teorica l’osservazione antropologica sul campo, facendo esperienza diretta di usi, riti e costumi degli indiani Hopi. Lo studioso amburghese documenta meticolosamente il suo viaggio portando con sé una Box Camera Kodak, uno dei primi apparecchi prodotti dalla casa. All’interno di una visione del sapere unitario, spazio di dialogo e integrazione tra metodi e discipline differenti, la scelta del mezzo espressivo diventa un modo per esplorarne e sperimentarne le potenzialità peculiari. L’interesse per la tecnica si sposa con una concezione estetica non formalistica, secondo la quale l’arte coincide con una necessità biologica specificatame…
THE HURT LOCKER. LO SPAZIO DI POSSIBILITà DEL DISACCORDO
2009
The form of "Denkraum":Tecnique and Representation in the Kreuzlingen Lecture
2013
In 1895 Aby Warburg decides to complement his theoretical research with field anthropological observation, directly experiencing habits, rituals and customs of the Hopi natives. Warburg meticulously documents his journey with his Box Camera Kodak, one of the first devices ever produced by the firm. Within the theoretical framework of unitary knowledge, that is a space of integration between different methods and disciplines, his choice of expressive media offers the opportunity to explore and experiment its peculiar potential. His interest in technique is combined with a non-formalistic aesthetic stance, according to which art coincides with a specifically hum biological need. It is then a …
Pensare con le mani:il modello storiografico di Jean-Luc Godard in dialogo con la fenomenologia della percezione di Merleau-Ponty
2012
Si può ritenere questo testo una proposta concettuale che si sviluppa parallelamente alla carriera accademica dell'autrice perché costituisce la rielaborazione di un nucleo teorico che, per esigenze di ricerca dottorale, era stato messo in sordina in attesa di un recupero o una riscoperta. Il saggio, impostato secondo il tradizionale accostamento di temi filosofici alla produzione di celebri registi tanto caro alla produzione dei Cahiers du Cinéma, viene proposto come possibile primo passo di una riflessione a puntate sulle tematiche inerenti il cinema e la filosofia della percezione.
La ritualità dei gesti: Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti di Weerasethakul
2012
Sullo sfondo di un mondo che viaggia verso l’anonimato e l’astrazione come distanza dalla realtà, la vita di Boonmee, l’agricoltore e apicoltore protagonista del film di Apichatpong Weerasethakul (2010), è al contrario permeata da un legame magico e ancestrale, e insieme semplice e concreto, tra esseri umani, animali e tutti gli elementi presenti in natura. Il tempo che scandisce gli ultimi giorni dell’apicoltore afflitto da una grave malattia è infatti quello circolare del rito, della gestualità e della reiterazione in grado di demolire e costruire gli spazi simbolici del reale. In a modern world of anonymity and distance from reality, the life of Boonmee, the protagonist of Apichatpong We…