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Marie Rebecchi
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Recensione: G. Didi-Huberman, "Quand les images prennent position", Ed. de Minuit, Paris 2009, in www.giornaledifilosofia.net, gennaio/2010
2010
Quand les images prennent position è il penultimo lavoro dello storico dell’arte e filosofo francese Georges Didi-Huberman uscito presso Les Éditions de Minuit nella collana "Paradoxe" – il suo ultimo libro, Survivance des lucioles, uscirà il prossimo 8 ottobre nella stessa collana – ed è il primo di una promettente serie intitolata "L’Oeil de l’histoire". Il saggio in questione – pubblicato nel 2008 in spagnolo con il titolo Cuando les imàgenes toman posición e, in seguito, in francese–tenta di ricostruire il metodo di lavoro e la riflessione teorica condotta da Bertolt Brecht dal 1933 al 1955, durante il suo lungo ed errabondo esilio iniziato il 28 febbraio del ’33 all’indomani dell’incen…
L'ESTETICA DEL MONTAGGIO NEL SURREALISMO
2012
Recensione: F. Saxl, "La fede negli astri dall'antichità al Rinascimento", Bollati Boringhieri, Torino 2008, in Rivista di studi filosofici "Syzetesi…
2008
La Fede negli astri di Fritz Saxl è stato recentemente ripubblicato, dopo la prima edizione del 1985, presso la collana Universale dell’editore Bollati Boringhieri. Questa edizione si segnala per la cura e la ricca introduzione di Salvatore Settis – oggi direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa e da sempre tra i più illustri esperti del lascito warburghiano –, in cui si ripercorrono gli snodi essenziali della biografia intellettuale di Fritz Saxl, inizialmente discepolo di Wölfflin e poi tra più noti epigoni dello storico dell’arte amburghese Aby Warburg. Fedele continuatore del progetto del suo maestro, Saxl contribuì a creare un vero e proprio spazio di pensiero – Denkraum – costi…
"Benjamin e Heidegger: dalla cesura al nuovo inizio Un confronto sul linguaggio poetico e l’esperienza del divino in Hölderlin", in www.syzetesis.it,…
2008
Nell’affrontare la riflessione benjaminiana Sul concetto di critica nel romanticismo tedesco, ripensando la nozione stessa di critica, irrompe prepotentemente il riferimento alla poesia di Hölderlin. L’interesse di Benjamin nei confronti di Hölderlin, maturato all’interno del circolo George-Kreis[1], è teso a individuare la linea di demarcazione tra mito e verità, stigmatizzando l’idea illusoria della vita come opera d’arte e sottraendo al poeta l’aura di “mitico eroe”, di depositario di un genio creativo. Per comprendere il modo in cui Benjamin intende affrontare la lettura di Hölderlin è necessario introdurre il concetto di ‘privo d’espressione’ – centrale nell’interpretazione benjaminian…
Recensione: André Breton, Il surrealismo e la pittura, Abscondita, Milano 2010, in Rivista di studi filosofici "Syzetesis", febbraio/2011, http://www…
2011
La vicenda editoriale del saggio Il surrealismo e la pittura ripercorre in parte la biografia intellettuale di André Breton: la prima edizione del 1928, uscita per i tipi di Gallimard, è frutto di un assemblaggio di articoli che Breton pubblica sulla rivista «La Révolution surréaliste» dal luglio 1925 all'ottobre 1927. A questa prima, seguiranno altre due edizioni riviste e ampliate dallo stesso Breton: Le surréalisme et la peinture suivi de Genèse et perspective artistique du surréalisme et de fragments inédits, Brentano's, New York 1945; Le surréalisme et la peinture, Paris, Gallimard 1965 (ripubblicato recentemente nelle Œuvres complètes IV, a cura di M. Bonnet, Paris, Gallimard 2008). Q…
"Cosa significa conoscere attraverso il montaggio. Intervista a G. Didi-Huberman", in www.giornaledifilosofia.net, novembre 2010
2010
Quando Lei afferma in Devant le temps (tr. it. Storia dell'arte e anacronismo delle immagini, Bollati Boringhieri, 2007, ndr.) che «la storia dell'arte non può essere che anacronistica», introduce la questione del montaggio definendolo come un principio epistemologico in grado di realizzare questo modello anacronistico di storia dell'arte. A questo proposito, secondo Lei, è possibile rintracciare una genealogia filosofica del concetto di montaggio? Quali potrebbero essere i pensatori che hanno maggiormente contribuito – in modo particolare prima della nascita del montaggio come strumento tecnico-cinematografico – alla teorizzazione del montaggio come principio epistemologico?
Recensione: Pietro Montani, L'immaginazione intermediale. Perlustrare, rifigurare, testimoniare il mondo visibile, Laterza, Roma-Bari 2010, in Giorna…
2011
Il presente saggio di Pietro Montani può essere collocato nella prospettiva già indicata nelle conclusioni del suo penultimo lavoro intitolato Bioestetica: proprio in questo testo Montani aveva individuato nell'idea di «immagine intermediale» una possibile risposta alla questione posta dalla necessità di «rigenerare e testimoniare il fuori campo dell'immagine» (Bioestetica. Senso comune, tecnica e arte nell'età della globalizzazione, Carocci, Roma 2007, p. 109), nel tentativo di recuperare l'irriducibile differenza tra l'immagine e il mondo. Se Bioestetica si conclude orientando la riflessione sul "destino delle arti" verso un orizzonte di convergenza tra un'«etica della forma» e un paradig…
Recensione: Rosalind Krauss, L’inconscio ottico, a cura di Elio Grazioli, Bruno Mondadori, Milano 2008, in Rivista di studi filosofici "Syzetesis", n…
2009
L'attualità delle riflessioni condotte in questo volume, uscito nell'edizione originale inglese nel 1993 e tradotto in italiano solamente nel 2008, è oggi più che mai evidente. Rosalind Krauss affronta, infatti, una questione assai dibattuta nella teoria dell'arte visuale degli ultimi dieci anni, che può essere posta direttamente in questi termini: cosa accade al regime della visione quando questo viene oscurato dalla presenza opaca e talvolta invisibile dell'inconscio? Questo interrogativo mette profondamente in discussione i fondamenti stessi della percezione e, rilanciando il concetto di opposizione, chiama direttamente in causa la dialettica interna alla logica visiva, facendo così vaci…