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Che cos’è la mafia? Le dimensioni del fenomeno mafioso
2012
Conversando com Gaspare Spatuzza, Un relato de vida, una história de chacinas
2018
Gaspare Spatuzza conviveu e compartilhou durante muito tempo com a lógica impiedosa e não raro cruel da Cosa Nostra, tornando-se chefe no mundo mafioso e ocupando papel significativo nos massacres da década de 1990. Preso em 1997, desde 2008 se declara arrependido e passa a ser um resoluto colaborador da justiça. Em seu testemunho direto e pulsante, coletado pela autora em local secreto, Spatuzza conta a história do jovem do subúrbio de Palermo atraído e cooptado pela máfia, e permite um mergulho nas complexidades envolvidas nesse percurso junto ao crime.
Antimafia e movimenti femminili
2018
L’analisi sul tema della partecipazione dei movimenti femminili alla lotta alla mafia – nel rilevare l’inesistenza di una specifica e strutturata bibliografia sull’argomento – richiede a chi voglia occuparsene (seppur in una dimensione esplorativa) il chiarimento delle cornici teoriche che porrà a fondamento delle proprie riflessioni. L’approccio scelto in questo saggio mette insieme gli studi sulla mafia come sistema di potere violento e totalitario – ostacolo concreto alla convivenza democratica e strumento di controllo della sfera del quotidiano e del privato – con la relazione tra i sessi, intesa come scontro di poteri, in cui un peso determinante ha la dimensione culturale.
LE NUOVE STRATEGIE COMUNICATIVE DEI BOSS
2009
Sono bastate poche parole, poche righe recapitate alle agenzie di stampa dall’avvocato di Salvatore Riina, per riaccendere – tra i tanti – anche il dibattito sul rapporto che lega mafia e informazione. Si è discusso di quanto la mafia antica sia cresciuta nel silenzio e sia stata alimentata dall’indifferenza dell’opinione pubblica e dell’informazione; e si è auspicato, di conseguenza, che di mafia si parlasse sempre, comunque e in qualsiasi modo, prescindendo dai contenuti, dall’opportunità e dalle modalità dell’informazione
Gli ultimi padrini. Indagine sul governo di Cosa Nostra
2011
Riina e Provenzano hanno trascorso alcuni decenni di serena latitanza con lo spirito – potremmo dire – del buon padre di famiglia: viaggiando, scrivendo, curando gli affari e la salute, frequentando amici e conoscenti, vivendo per un lungo periodo di tempo accanto ai propri figli e alle proprie mogli, senza troppo doversi preoccupare di uno Stato che non aveva né la voglia, né la forza per catturarli. La loro storia è nota; sono in tanti ad averla narrata, ad averne ricostruito i dettagli di cronaca, ad averne ricucito la trama esistenziale anche attraverso l’analisi e l’esegesi di testimonianze, racconti e pizzini. Ma su un importante dettaglio della loro vita, nessuno ha detto o scritto o…
Una difficile normalità
2023
La notizia della concessione della libertà vigilata a Gaspare Spatuzza - l'assassino, insieme a Grigoli, del parroco palermitano don Giuseppe Puglisi e di molti altri - riapre la discussione sul tema del difficile futuro dei collaboratori di giustizia richiedendo una lucida distinzione tra giudiziario e religioso. È anche un'utile occasione per portare in primo piano non solo il dolore delle vittime e dei loro familiari, ma anche la ragione del perdono. Che rischia di dare spazio a un'etica iperbolica che richiama, secondo Derrida, la sua "impossibilità, inopportunità, se non addirittura immoralità" The news of the granting of parole to Gaspare Spatuzza - the killer, together with Grigoli, …
"Il traditore”: la parabola esistenziale di Tommaso Buscetta tra visioni oniriche e ricostruzioni processuali
2019
Attraverso una narrazione drammatizzata, costruita per essere esibita più che raccontata, la pellicola di Marco Bellocchio consegna agli spettatori la storia di Tommaso Buscetta: il più noto (non il primo) collaboratore di giustizia di Cosa Nostra, personaggio di rilievo (più per carisma e doti personali che per inquadramento formale nelle gerarchie mafiose) dello schieramento dei perdenti nella seconda guerra di mafia dei primi anni ’80, in Sicilia. Raccontare le mafie è un’operazione complessa. Sappiamo già troppo e ancora troppo poco; ce ne accorgiamo quando stentiamo nel rispondere alla domanda su quale sarà il loro futuro, su cosa stia accadendo oggi e sul perché rimangano ancora tanti…
A colloquio con Gaspare Spatuzza. Un racconto di vita, una storia di stragi
2016
C’è un periodo della storia del nostro Paese che avremmo potuto raccontare come fosse il momento si sono aperte le porte dell’inferno. Questo sono state le stragi di mafia dei primi anni Novanta, con i lutti e le distruzioni provocate dall’attacco allo Stato da parte di Cosa Nostra e di altri poteri occulti. Si tratta di vicende narrate e indagate in tanti modi. La novità di questo studio è la strada, il percorso attraverso cui il lettore può esplorare la quotidianità di Cosa Nostra, quell’inferno dei vivi che – dopo aver tentato di fare guerra allo Stato – ancora oggi brucia vite umane, tiene sotto giogo interi quartieri, città, economie nazionali e internazionali. Il libro è il racconto d…
«Com’è un mafioso?» Raccontare dall’interno il “mestiere” del poliziotto
2018
Il saggio analizza il racconto autobiografico che Maurizio Ortolan, (ispettore di polizia in servizio dal 1987 al 2013 presso il Nucleo centrale anticrimine) fa della sua esperienza lavorativa, con taglio asciutto ed essenziale, denso di rimandi a importanti episodi delle cronache criminali italiane degli ultimi trent’anni e carico di un vissuto che ha incrociato le biografie di alcuni dei più significativi protagonisti di quel periodo. Utilizzando uno sguardo etnografico e partendo dal racconto di Ortolan, l'autrice fa emergere quegli aspetti che, pur strettamente legati al singolo vissuto, gettano luce sulle pratiche condivise del "mestiere" del poliziotto.
Errori e depistaggi
2018
La relazione conclusiva della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, (XVII Legislatura, Relazione conclusiva, Relatrice on. Rosy Bindi, 07.02.2018), affronta di petto il problema delle stragi andando al cuore del problema e spingendo a collocare il processo “trattativa” in uno scenario più ampio da cui far partire una seria riflessione (storica, politica, sociologica), lasciando ai magistrati (depositari della “semplice” verità giudiziaria) l’individuazione delle singole fattispecie di reato e ai giudici l’emissione delle sentenze. Fa riflettere, poi, che la stessa lucida analisi fosse stata prospettata da Gabriel…