Search results for " demenza"
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Diagnosi differenziale tra sindrome neurologica alterna e idrocefalo normoteso: un caso clinico
2016
L’idrocefalo consiste in una dilatazione del sistema ventricolare dovuta ad un disturbo della circolazione liquorale. Nell’anziano l’idrocefalo è di frequente riscontro in associazione a demenza, come forma ex vacuo. L’idrocefalo normoteso colpisce prevalentemente soggetti d’età superiore ai 65 anni con un esordio clinico subdolo, che spesso è causa di ritardo nella diagnosi. Le sindromi neurologiche alterne sono espressione di lesioni di varia natura a carico del tronco encefalico, caratterizzate dalla coesistenza di un deficit neurologico centrale controlaterale alla lesione ed un deficit neurologico periferico omolateralmente alla lesione. Descriviamo il caso di un paziente di sesso masc…
IL TESTAMENTO BIOLOGICO NEL PAZIENTE AFFETTO DA DEMENZA: CONSIDERAZIONI BIOETICHE E SUGGERIMENTI NELLA PRATICA CLINICA
2017
La demenza rappresenta oggi una delle principali priorità del sistema sanitario, in termini sia clinici che assistenziali, con un importante impatto sulla popola-zione mondiale. Un recente report redatto dalla comunità scientifica ha evidenziato come circa 46 milioni di soggetti hanno ricevuto diagnosi di demenza nel corso del 2015. Il trend intrapreso suggerisce che questa cifra possa aumentare progressivamente in futuro: è stimato che circa 130 milioni di persone saranno affette da demenza nei prossimi quarant’anni. Nonostante la cruda sincerità di tali numeri, il progresso delle conoscenze cliniche nel campo delle demenze non sempre ha progredito di pari passo con il miglioramento dei mo…
SENTIRE BENE PER ALLENARE LA MENTE
2016
L’ipoacusia negli anziani rappresenta un fattore in grado di contribuire alla compromissione delle facoltà cognitive. I deficit delle funzioni sensitive, diminuendo la riserva funzionale di ogni individuo, rendono il soggetto anziano ancora più esposto all’insorgenza e alla progressione del decadimento cognitivo; è stato dimostrato come le persone affette da sordità di grado lieve, mode-rato e grave abbiano rispettivamente una possibilità di 2, 3 e 5 volte maggiore di sviluppare un deterioramento delle funzioni cognitive rispetto a soggetti normoudenti. Nell’ambito del nostro ambulatorio C.D.C.D., ex U.V.A. n°6, durante quest’anno accademico 2015-2016 abbiamo avuto l’occasione di essere i r…