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Andrea de Peri, Reliquiario architettonico di San Gregorio Papa, 1540-1541, Monreale, Tesoro del Duomo (scheda I.70)
2001
scheda catalogo
Baculo pastorale, argentiere palermitano, 1745, Monreale, Tesoro del Duomo (scheda I.68)
2001
scheda catalogo
Coppia di paci, argentiere palermitano, 1742, Monreale, Tesoro del Duomo (scheda I.72)
2001
scheda catalogo
Il Museo Diocesano
2019
Viene presentato il percorso del Museo Diocesano di Monreale, sito nel Palazzo Arcivescovile e in stretto dialogo con il duomo. Dal salone San Placido, che accoglie molte opere provenienti dalle chiese in disuso o in abbandono della Arcidiocesi di Monreale, dominato tra l’altro dal grande arazzo raffigurante Il sogno di Guglielmo, alle sale dei piani successivi: la sala Normanna, quella rinascimentale, la sala dedicata al collezionista Salvatore Renda Pitti, che donò la sua importante raccolta alla Diocesi di Monreale, il grande salone dedicato alla committenza dei vescovi, tra i quali emerge la figura di Ludovico II Torres. La visita si completa nella cappella Roano che raccoglie tutte le …
Saint-Quentin, un culte et un site au coeur de l'Europe
2011
catalogue édité à l'occasion de l'exposition "Aux origines de Saint-Quentin. De la tradition littéraire à la réalité archéologique, présentée au musée Antoine Lécuyer, à Saint-Quentin, du 16 novembre 2011 au 13 février 2012
L'archéologie d'un site : les origines de Saint-Quentin révélées
2011
catalogue édité à l'occasion de l'exposition "Aux origines de Saint-Quentin. De la tradition littéraire à la réalité archéologique, présentée au musée Antoine Lécuyer, à Saint-Quentin, du 16 novembre 2011 au 13 février 2012
Archéologie et GEoarchéologie du premier Remiremont et de ses abords
2021
La montagne comme espace peu et tardivement peuplé en marge des grands axes d’échanges, fait depuis quelques temps déjà l’objet d’une attention particulière. Le massif vosgien n’échappe pas à ce phénomène. En écho aux travaux déjà réalisés sur les hautes-chaumes et le versant alsacien du massif, une équipe pluridisciplinaire tente de mesurer, sur la longue durée, la dynamique d’un espace forestier du versant lorrain. Le choix, comme objet d'étude, du massif du Fossard, qui domine le piémont occidental du massif et s'étend sur près de 150 km² entre Epinal et Remiremont (Vosges), résulte de son lien étroit, topographique et historique, avec cette dernière ville née d'une abbaye fondée au VIIe…
Il “Fondo Pottino-Collura”. Per una storia delle collezioni del Museo Diocesano di Palermo
2008
Il saggio è il risultato di una complessa ricerca d'archivio presso il fondo del Museo Diocesano di Palermo nell'Archivio Diocesano della città. Dopo aver passato in rassegna criticamente le vicende che hanno segnato i diversi allestimenti ed ordinamenti del museo dal 1927, con nuovi apporti tratti dalle fonti documentarie relativi all'attività dei singoli conservatori, sono stati esposti i risultati della ricerca volta ad individuare il traffico di opere d'arte che transitavano dal museo giungendo da chiese distrutte o non sicure per poi essere destinate ad altre chiese.
Le Stanze dei Vescovi al Museo Diocesano di Palermo. Il riordinamento espositivo per il nuovo percorso
2018
Il contributo illustra l’allestimento del nuovo Museo Diocesano di Palermo prendendo le mosse dalla storia del museo, descrivendo i criteri tipologici, tematici e cronologici utilizzati per i precedenti assetti negli anni 1927 (anno della fondazione), 1952 e 2004. Il progetto di ordinamento segue ai lunghi lavori di restauro del Palazzo Arcivescovile, integrando nel percorso il piano nobile secondo la tipologia della casa museo. Si vogliono così creare due canali di comunicazione museale, uno tradizionale e uno dissimulato nell’ambito delle splendide decorazioni e nei fastosi arredi del palazzo, fondato nel secondo quarto del XV secolo dall’arcivescovo Simone Beccadelli di Bologna (1434-144…
Da Riccardo Quartararo a Cristoforo Faffeo. Un capolavoro del Museo Diocesano di Palermo restaurato e riscoperto
2016
Il volume, concepito secondo una metodologia multidisciplinare, propone all'attenzione degli studiosi nuovi dati per la conoscenza di una tavola dipinta dell'ultimo quarto del XV secolo proveniente al Museo Diocesano di Palermo dalla Cattedrale; finora attribuita a Riccardo Quartararo e identificata come Santa Cecilia solo per la presenza dell'angelo musico, l'opera viene qui correttamente riconosciuta, dopo il restauro, come Santa Barbara per l'imponente torre retrostante e attribuita al pittore napoletano Cristoforo Faffeo sulla base non solo di analogie stilistico-formali, ma di evidenze tecnico-esecutive e scientifiche nel confronto con altre opere riferite allo stesso e al Quartararo; …