Search results for " mutamento sociale"
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Un uso economico della violenza o una sua nuova declinazione?
2021
Il nesso tra mafia e violenza è, anche simbolicamente, tra i più rilevanti. “Capitale elementare” delle mafie, la violenza crea legami e relazioni; è un fattore identitario, strumento d’esibizione simbolica del potere, mezzo per demarcare il limite dell’appartenenza e della legittimità, assumendo, quando occorre, forme più raffinate e qualificate. Tenendo presente la sua declinazione in termini qualitativi più che la sua maggiore o minore incidenza in termini quantitativi, vanno lette le risposte alla domanda se oggi, rispetto al passato, la mafia sia più o meno incline alla violenza (o se sia “violenta” come prima).
Il sapere capovolto. Mafia e organizzazione politica del sapere.
2006
Il saggio propone una riflessione sul rapporto che intercorre tra esercizio del potere e costruzione della legittimità, tra teoria criminologica e politiche di repressione/prevenzione dei fenomeni criminali. Sul sapere inteso come luogo di esercizio e scontro tra poteri. Sul ruolo che un sapere, anche accademico, che si accredita come neutrale osservatore della realtà può, consapevolmente o meno, svolgere a sostegno o in contrasto con i poteri del momento.
Le ragioni del patto tra Chiesa e mafia
2010
L'articolo si interroga sulle motivazioni dello strano connubio tra chiesa e mafia, analizzando le concrete situazioni in cui esso ha trovato forme di attuazione, nel tempo.
Sacco di Palermo
2005
Gli assestamenti politici ed economici verificatisi in Italia nel secondo dopoguerra producono in Sicilia processi di mutamento e di mobilità sociale, che si traducono in una perdita di rilevanza del blocco agrario e degli interessi legati al grande latifondo. Un massiccio processo di urbanizzazione interessa un po’ tutti i capoluoghi di provincia, ma è Palermo, sede del parlamento regionale e di tutti i suoi uffici centrali, la città dell’isola che nell’arco di pochi anni diventa luogo-simbolo della speculazione edilizia privata e sede di un vorticoso giro d’affari legato al mondo degli appalti per le opere pubbliche. Sono gli anni in cui il sistema di potere democristiano diffonde in tutt…
I collaboratori di giustizia
2004
Breve disamina del fenomeno della collaborazione con la giustizia di soggetti appartenenti ad organizzazioni criminali mafiose
Il silenzio infranto
2006
Il saggio ripercorre le principali tappe del fenomeno della collaborazione di giustizia che ha interessato soggetti provenienti dal mondo delle organizzazioni mafiose italiane.
''Ai pentiti non credo...''. La percezione sociale dei collaboratori di giustizia in Sicilia.
2006
Il saggio presenta i risultati di una ricerca sulla percezione sociale dei collaboratori di giustizia condotta nelle nove province siciliane.
Mafia, salotti e colletti bianchi
2004
Il saggio analizza i legami, risalenti nel tempo, tra Cosa nostra e classi dirigenti italiane
Terzo Livello
2006
L’espressione “terzo livello” – nell’accezione criminologica che l’ha resa famosa – è stata utilizzata per la prima volta da Giovanni Falcone e Giuliano Turone nella relazione dal titolo “Tecniche di indagine in materia di mafia”, presentata all’incontro della Commissione per la riforma giudiziaria e l’amministrazione della giustizia, svoltosi a Castelgandolfo, dal 4 al 6 giugno 1982. A partire dalle riflessioni dei due magistrati si analizzano le semplificazioni mediatiche dell'espressione, proponendone alcune differenti chiavi interpretative.