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La rivoluzione del 1798-99 al confine tra le repubbliche romana e napoletana
2000
G. Foscari, La gran machina della sollevatione. Due città e un capopopolo nella rivolta di Masaniello (1647-1648),
2016
Recensione
La corte del re di Napoli Ferrante I d'Aragona (1458-1494): tradizione e innovazioni
2015
In seguito alla conquista del regno di Napoli da parte di Alfonso il Magnanimo, la corte, stabilitasi nella capitale, mantenne la struttura ed il funzionamento previsti dalla tradizione aragonese codificata nelle ordinanze di Pietro il Cerimonioso. Sulla base di fonti documentarie recentemente venute alla luce e delle ultime acquisizioni storiografiche, il contributo pone in evidenza come Ferrante, erede del Magnanimo al trono napoletano, sebbene mantenne l’organizzazione palatina ereditata dal padre, per le sue tendenze accentratrici introdusse nell’amministrazione finanziaria centrale talune innovazioni funzionali, al fine di un più ampio controllo delle risorse e delle spese della corte,…
Travestimenti, corpi e questioni di genere. I femminielli napoletani
2017
Il saggio riflette sulla costruzione del maschile e del femminile nell'ottica dell'antropopoiesi concentrandosi sul fenomeno dei femminilelli napoletani
Scultori e statue lignee dal Rinascimento al Neoclassicismo a Caltabellotta
2022
Il contributo esamina le sculture lignee custodite nelle chiese di Caltabellotta, piccolo centro siciliano della provincia di Agrigento. Si tratta di opere, perlopiù in discreto stato di conservazione, realizzate dalla metà del Cinquecento agli inizi dell’Ottocento. I simulacri, tangibili manifestazioni della devozione locale, sono stati eseguiti talora da scultori perlopiù attivi nell’hinterland, come i Lo Cascio, talaltra da altri documentati nelle diverse province dell’Isola, come Antonino Ferraro, Gaspare De Miceli, Antonino Barcellona, Filippo Quattrocchi, fra’ Benedetto Valenza e Girolamo Bagnasco. The contribution examines the wooden sculptures kept in the churches of Caltabellotta, …
Due sculture lignee del Settecento tra Napoli e Palermo: l’Immacolata Concezione di Piazza Armerina e il San Michele Arcangelo di Cerami
2022
Oggetto del contributo sono l'Immacolata Concezione e il San Michele Arcangelo custoditi rispettivamente nella Cattedrale di Piazza Armerina e nella Chiesa Madre di Cerami, centri dell'entroterra siciliano. La prima opera è ricondotta per la prima volta ad ignoto scultore napoletano del primo quarto del Settecento, la seconda, invece, è attribuita a Filippo Quattrocchi. I manufatti lignei, restaurati di recente, vengono indagati in riferimento alla pertinente temperie culturale e, pertanto, raffrontati con altri simulacri coevi Subject of the contribution are the Immaculate Conception and the Archangel Michael kept respectively in the Cathedral of Piazza Armerina and in the Mother Church of…
Legni mediterranei Simulacri intagliati nella Sicilia del Settecento
2023
Il volume esamina, per la prima volta, i simulacri lignei del Settecento custoditi nelle chiese, nei Musei Diocesani e nelle collezioni private dell’Isola. Sono opere che, a grandezza naturale e di forte impatto emotivo, furono commissionate da prelati, confraternite, devoti e nobili. Le sculture, alcune restaurate altre in cattivo stato di conservazione, sono state approntate, secondo la pertinente temperie culturale, da artisti siciliani e napoletani, talora su prototipi di manufatti presenti a Roma. Divulgatori della produzione artistica capitolina in Sicilia furono l’architetto Giacomo Amato, il pittore Vito D’Anna, gli scultori Giovan Battista Ragusa e Ignazio Marabitti, non a caso doc…
La scultura lignea del Settecento nella Sicilia occidentale tra importazioni da Napoli e scuole locali
2022
Dopo una premessa sui committenti, si indagano i più rappresentativi simulacri lignei del XVIII secolo della Sicilia occidentale. Le statue sono state eseguite, secondo la pertinente temperie culturale, da scultori locali, talvolta ignari dei tratti innovativi del tempo, che hanno reiterato stilemi dei secoli precedenti. Tra gli artisti con bottega a Palermo, aggiornati alle più moderne istanze, si annoverano Barcellona, Quattrocchi e Valenza. Altri manufatti, perlopiù ubicati nelle chiese degli ordini religiosi, sono stati approntati da autori napoletani su esplicita richiesta di attenti committenti. Alle opere partenopee va il merito di aver contribuito all’aggiornamento del linguaggio ar…