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IL DIRITTO AL SILENZIO RICONOSCIUTO DALLA CONSULTA NEGLI ILLECITI FINANZIARI, RILEVA IN AMBITO FISCALE?
2022
La Corte Costituzionale, recependo i principi di diritto enunciati in una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, da essa stessa suscitata, ha esteso il perimetro di applicabilità del diritto al silenzio oltre il tradizionale ambito penalistico, riconoscendone la rilevanza nell’ambito degli illeciti finanziari puniti con sanzioni amministrative pecuniarie “sostanzialmente penali”. La portata che tale pronuncia può avere con riguardo ai procedimenti amministrativi di accertamento del tributo è dirompente. Tuttavia l’efficace applicazione dei principi in questione, e quindi del diritto al silenzio, alla materia tributaria richiede uno sforzo esegetico, dovendosi comprendere se …
LA LITIGIOSITA' DEGLI ITALIANI E' LA VERA CAUSA DEL DISSESTO DELLA GIUSTIZIA CIVILE?
2014
"Riconosciuta l’immanenza della parte civile in un caso di regressione del procedimento con celebrazione di «patteggiamento anticipato».
2010
La questione affrontata attiene all' immanenza della costituzione della parte civile in un'ipotesi di regressione del procedimento. Analizzati i principali contributi dottrinali e giurisprudenziali sul tema, si pone attenzione alle conseguenze invalidanti delle nullità che inibiscono una corretta instaurazione della dialettica processuale.
Il volto processuale della particolare tenuità del fatto
2015
La previsione dell'istituto della "particolare tenuità del fatto", ad opera del D.Lgs. 16 marzo 2015, n. 28, prende spunto dalla normativa già esistente per i "microsistemi" procedimentali minorile e penitenziario. L'introduzione di una fattispecie applicabile ad ampio raggio, in relazione al processo di cognizione nei confronti di soggetti adulti, è volta alla realizzazione di obiettivi di deflazione processuale e di riduzione del fenomeno del sovraffollamento carcerario. L'innovazione, salutata come una vera e propria "svolta" del nostro sistema processuale, chiama l'interprete a una complessa attività ermeneutica. Consapevole di ciò, l'Autore fornisce una lettura della disciplina, analiz…
Sulla testimonianza del Presidente della Repubblica nel procedimento sulla c.d. Trattativa Stato-mafia
2014
Il contributo analizza la 'spinosa' questione della testimonianza del Presidente della Repubblica Napolitano nel processo sulla c.d. trattativa Stato mafia, i cui punti nevralgici sono individuati nell'oggetto della prova, nel diniego della revoca dell'ordinanza ammissiva e nel diniego della partecipazione degli imputati all'assunzione della prova dichiarativa. In particolare si critica quest'ultimo profilo in patente violazione col diritto sancito dal giusto processo di cui al comma 3 dell'art. 111 Cost.
Mancanza dei gravi indizi di colpevolezza e infondatezza della notizia di reato: un parallelismo del tutto sconfessato dalla Corte Costituzionale
2009
Non stupisce che anche l'ipotesi di "imputazione coatta" di cui all'art. 405, comma 1 bis, c.p.p., introdotta dalla "Legge Pecorella", sia stata dichiarata incostituzionale nel contesto di un disegno volto a ripristinare lo status quo delle norme processuali prima dell'incisivo intervento del legislatore del 2006. L'Autrice ripercorre il ragionamento della Corte avallandone interamente i passaggi logici argomentativi con i quali è stato troncato il tentativo di limitare l'autonomia del pubblico ministero nell'esercizio del potere d'azione.
Sulla legittimazione dell’amministratore di s.p.a. revocato ad impugnare la deliberazione assembleare di revoca
2013
Prendendo le mosse dal provvedimento reso dal tribunale di Palermo, il presente commento procede ad una ricostruzione del dibattito circa la legittimazione dell’amministratore revocato di s.p.a. ad impugnare la stessa deliberazione assembleare di revoca. Rilievo centrale assumono, da un canto, la ricognizione degli interessi tutelati dal meccanismo delle impugnazioni di cui agli artt. 2377 ss. c.c.; e, dall’altro, l’interpretazione di tali disposizioni da parte del tribunale, in ordine alla legittimazione attiva ad impugnare, riconosciuta dal decidente anche all’amministratore revocato. Particolare importanza assume, inoltre, il processo di valutazione comparativa, ex art. 2378, quarto comm…
Le amministrazioni europee. I piani d'azione e il regime dell'attività
2015
Il capitolo, inserito nella seconda parte del volume "L'amministrazione europea e le sue regole" si occupa delle amministrazioni europee dei loro piani di azione e il loro regime di attività, con particolare riferimento alla centralità del procedimento amministrativo europeo e alle prospettive dell'amministrazione europea e alle sue disfunzioni.
Potere d'azione del pubblico ministero
2010
All’epoca della riforma del codice di procedura penale del 1989 era maturata nel dibattito scientifico l’esigenza di un parallelo ‘riordino’ dell’assetto istituzionale dell’ufficio del pubblico ministero: occorreva sagomare una disciplina dell’organo inquirente in linea con le sostanziali modifiche processuali che volgevano verso un giudizio dai caratteri tendenzialmente accusatori. L'Autrice si sofferma su alcuni punti focali. Anzitutto sul valore irrinunciabile dell’indipendenza del pubblico ministero; poi sula superfluità del processo quale criterio guida per l’esercizio e il controllo del ‘potere d’azione’. In seguito viene analizzato il principio di obbligatorietà in relazione al ‘pote…
Commento agli artt. 341-346 c.p.p.
2008
Il commento ha ad oggetto le condizioni di procedibilità, in particolare l'istanza di procedimento, la richiesta di procedimento e l'autorizzazione a procedere, che vengono anzitutto inquadrate nel sistema e poi analizzate dall'Autrice mettendo in evidenza gli orientamenti giurisprudenziali e dottrinali più significativi. Viene analizzata altresì la disciplina in caso di difetto di una condizione di procedibilità, con apertura alla riproponibilità dell'azione, nonché quella relativa alla sorte degli atti compiuti in mancanza di una condizione di procedibilità.