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I sistemi delle classi d’età. Il contributo teorico di Bernardo Bernardi e la loro riscoperta contemporanea in chiave identitaria e patrimoniale

2020

This chapter considers Bernardi’s contribution to two different processes of traditional institutions revival in East Africa. He was the main ethnographer of the Mugwe, a traditional dignitary of the Meru of Kenya, that ceased to exist soon after his field work. He used the attribution ‘failing prophet’ in the title of the first edition of his book, changed into ‘blessing prophet’ in the following edition, having in the meanwhile registered a growing symbolic consideration for the institution. The history of the gadaa generational class system of the Oromo is intertwined with the Oromo liberation struggle. The institution never disappeared entirely, having remained operative among the Oromo…

Settore M-DEA/01 - Discipline DemoetnoantropologicheIn Africa sono sempre più frequenti le iniziative volte al recupero di nuovi significati per le istituzioni e i valori tradizionali. Tali processi sono spesso basati sui resoconti etnografici raccolti nei periodi precedenti. In questo capitolo si esamina il contributo che il lavoro di Bernardi ha dato in relazione all’istituzione del Mugwe dei Meru del Kenya e al sistema di classi generazionali gadaa degli Oromo dell’Etiopia. Bernardi ha prodotto il principale resoconto etnografico del Mugwe e ha registrato il fenomeno del recupero simbolico dell’istituzione già dalle prime fasi. In questo quadro si colloca la restituzione da lui effettuata con la ristampa del testo inglese. Il contributo di Bernardi rispetto al sistema gadaa ha riguardato piuttosto l’elaborazione teorica sui sistemi delle classi d’atà iniziata con la tesi di dottorato e continuata con varie pubblicazioni di grande influenza. Riconosce la politicità di tali sistemi tra i gruppi etnici egalitari dell’Africa orientale anticipando il successo che il gadaa avrà come simbolo nazionale e simbolo politico di democraticità nel quadro della lotta di liberazione degli Oromo. Il gadaa è stato di recente riconosciuto dall’Unesco patrimonio culturale immateriale dell’umanità e si continua a discutere anche a livello accademico sulla sua potenzialità nella governance degli Oromo.
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Fazioni e popolo in una provincia del dominio pontificio fra XIII e XIV secolo

2021

Between the 13th and 14th centuries, a number of cities in the inchoative papal state experimented a system of self-government that allowed the Guelph and Ghibelline factions, formally represented in those same bodies on an equal footing, to work alongside the more strictly communal magistracies. The case of Todi is rather well known, given the role that Bartolo da Sassoferrato assigns to it in his Tractatus de guelphis et gebellinis (ca. 1350), but current research has already ascertained that this political tradition appeared at least around 1260. Some evidence can suggest, however, that some form of integration of factions into the local institutional framework was possible elsewhere, an…

Tra XIII e XIV secolo alcune città dello stato della chiesa in formazione sperimentano un regime di autogoverno che prevede accanto agli organi più propriamente comunali la presenza delle fazioni guelfa e ghibellina formalmente rappresentate in quegli stessi organi in modo paritario. Il caso di Todi è piuttosto noto data la funzione che Bartolo da Sassoferrato gli assegna nel suo Tractatus de guelphis et gebellinis (1350 circa) ma la storiografia ha già appurato che questa tradizione politica durava dal 1260 circa almeno. Alcuni indizi fanno ritenere che però la possibilità di una qualche forma di integrazione delle fazioni nel quadro istituzionale locale avvenisse anche altrove e non lontano ad Amelia a esempio. Qui nel nuovo statuto di popolo 1343 troviamo la ripartizione su base fazionaria dei ruoli del priorato. A Todi nel 1337 era avvenuto qualcosa di analogo: lo statuto emanato quell’anno fa seguito all’instaurazione di un regime esplicitamente popolare che in continuità con la tradizione locale integra al suo interno guelfi e ghibellini. Gli esempi di queste e forse altre comunità della provincia del Patrimonio di san Pietro in Tuscia possono così aggiungere qualche elemento utile alla discussione sul problema delle fazioni e del loro ruolo nell’ordine politico comunale e post-comunale e in particolare sul rapporto fra popolo come sistema istituzionale e parti.Settore M-STO/01 - Storia Medievale
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Unione Europea e diritto penale tra decisioni quadro e direttive. La pronuncia della Corte di Giustizia in materia ambientale

2006

decisioni quadrodecisioni quadro; armonizzazione diritto penale; tutela penale dell'ambientetutela penale dell'ambientearmonizzazione diritto penale
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Interpretazione conforme e processo penale

2012

interpretazione conformedecisione quadrosentenza Pupino
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Il volontariato religioso nell'ordinamento giuridico italiano (l'incompiuta integrazione tra società civile e società religiosa)

2011

principio di laicitàcomunità di baseart.20 Cost.legge 266/1991diritto pattiziopluralismo socialeart.7 Cost.registro del volontariatoart. 118 IV° co. Cost.fonti pattizieorganizzazioni di volontariatosolidarietàregistri del volontariatogruppi del dissensovolontariato confessionaleprivato socialestatutiCaritaassociazioni di fedelifattispecie ibrideLinee -guidavolontariatonon profitconfraterniteautorità ecclesiasticafonti unilateraliAgenzia per il Terzo settoreassociazioni di promozione socialediscriminazione irragionevolefedelienti ecclesiasticiart.3 Cost.20 maggio 1985 n. 222volontariato religiosolegge quadro sul volontariatol. 383/2000sussidiarietà orizzontaleenti religiosidemocraziasocietà civiledemocraticitàwelfareAgenzia per le Onlul. 222/198511 agosto 1991 n. 266principio di uguaglianzawelfare state
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Architettura dipinta. Prospetti chiesastici di Palermo in un quadro della collezione Alba di Siviglia

2009

prospetti chiese Palermo quadro BaroccoSettore ICAR/18 - Storia Dell'Architettura
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La decisione quadro 2008/913/Gai: due passi in avanti e uno indietro nella lotta europea contro il razzismo

2009

razzismo decisione quadroSettore IUS/17 - Diritto Penale
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Le istanze di conservazione nel restauro della chiesa di S. Nicola a Campofelice di Fitalia (PA)

2007

La conservazione dei beni monumentali è spesso oggetto di dibattito per quanto riguarda l’applicazione di nuove tecniche di intervento. Un aspetto fondamentale consiste nella compatibilità tra i materiali di nuovo impiego e gli elementi che necessitano di recupero, in quanto in stato di degrado. Lo studio attento dei caratteri della fabbrica, la conoscenza delle tecnologie e dei materiali impiegati per la sua realizzazione, l’approfondimento delle vicende storiche che hanno condotto alla sua genesi permettono di avere un quadro cognitivo indispensabile per la redazione del progetto di restauro. La chiesa cinquecentesca di San Nicola è un bene monumentale per il quale questa metodologia di r…

restauro filologico chiesa quadro fessurativo
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Riconfigurare i territori metroplitani. Forme di urbanizzazione e fenomeni di pressione insediativa sui sistemi di interesse naturale in Sicilia

2018

The consumption of the soil due to urbanization it is a phenomena already for many years under observations, but of which only the scientific environment has noticed the elevated environmental impact progress. From a disciplinary point of view, is possible to identify a line of research focusing on the analysis and identification of new morphologies of urbanization and on the interaction among different settlement patterns coexisting in a specific context. This reading complements with the scientific production about the forms of settlement pressure on environmental systems, producing change and deterioration on natural ecosystems and loss of biodiversity. A necessary reference for this lin…

tale percentuale se considerata per i comuni costieri supera il 75% del territorio urbanizzato. Nel caso dei sistemi naturali i fenomeni di pressione umana pesano su una situazione già critica data da una distribuzione puntuale delle aree protette. Il livello di frammentazione e isolamento di queste aree rischia di peggiorare. In Sicilia l'assenza di strumenti di valutazione ambientale e lo scollamento tra pianificazione urbana e regionale e pianificazione settoriale hanno determinato un inadeguato livello di controllo della pressione umana sui sistemi ambientali. Riguardo a questo quadro generale il presente documento presenta un chiarimento e una riformulazione del rapporto di reciprocità tra ambiente edificato e territorio aperto con l'obiettivo di individuare possibili strategie per gestire i fenomeni di dispersione urbana nel contesto metropolitano obiettivo principale delle politiche territoriali europee e di molte politiche nazionali degli Stati membri.Settore ICAR/20 - Tecnica E Pianificazione UrbanisticaIl consumo del suolo a causa dell'urbanizzazione è un fenomeno già da molti anni sotto osservazione ma di cui solo l'ambiente scientifico ha notato l'elevato impatto ambientale. Da un punto di vista disciplinare è possibile individuare una linea di ricerca incentrata sull'analisi e l'identificazione di nuove morfologie dell'urbanizzazione e sull'interazione tra i diversi modelli insediativi che coesistono in un contesto specifico. Questa lettura si integra con la produzione scientifica sulle forme di pressione insediativa sui sistemi ambientali producendo cambiamento e deterioramento degli ecosistemi naturali e perdita di biodiversità. Un riferimento necessario per questa linea sono gli studi sui processi di frammentazione (lineare concentrato misto) e quelli sulla segregazione degli habitat naturali e seminaturali (protetti o non protetti). Tali riferimenti si combinano con le analisi condotte sul processo di sostituzione dei sistemi naturali con l'ecomosaico artificiale. Lo stato dell'urbanizzazione in Sicilia è interessato dal fenomeno della dispersione urbana che a partire dagli anni Settanta ha contribuito fortemente a plasmare il territorio regionale sia dal punto di vista fisico che funzionale. Tale fenomeno ha interessato principalmente le aree marginali intorno alle aree metropolitane dove i terreni consumati dagli insediamenti a bassa densità abitativa rappresentano il 42% dell'intero territorio urbanizzatoSettore ICAR/21 - Urbanistica
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