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Da spazio di risulta a piazza-luogo di sosta. Riqualificazione area dell'ex Chiesa S. Maria del Carmelo a Lascari
2014
L’area urbana individuata come campo di applicazione dell’intervento progettuale è posta nella parte alta del centro storico del comune di Lascari, in provincia di Palermo, facente parte del sistema territoriale delle “basse Madonie”. Fino alla metà degli anni ’50 del Novecento, tale area era occupata dalla presenza dei resti di una chiesa di modeste dimensioni (il settecentesco Oratorio della Madonna del Carmelo), ma in seguito alla demolizione di quest’ultima fu trasformata in uno spazio aperto di relazione tra il sistema dell’edilizia elencale che ne definisce i limiti costruiti. La particolare morfologia del sito, in forte pendenza, ha comportato una ripartizione in tre piani a quote di…
Il centro civico polivalente di Modica, Arch. Emanuele Fidone, 2005-2009. Gli ambiti spaziali di un centro sociale in un terreno acclive
2015
Santo Giunta ritorna a scrivere sul centro civico polivalente di Modica di Emanuele Fidone dopo l’articolo per Domus (n. 929/2009). Il centro civico, che ha ottenuto importanti riconoscimenti, come la menzione speciale alla Medaglia d’oro di Architettura Italiana alla Triennale di Milano (2009), è un’architettura volutamente “piena”, che sembra levitare sul suolo. Il progetto disciplina, non solo funzionalmente, un accurato sistema di percorsi, che guarda sia alle relazioni che la fabbrica intesse al contorno, sia alla peculiare situazione orografica del sito. È una successione percettiva di spazi – il lungo corpo dei servizi, l’alta galleria a doppia altezza e la sala polivalente – che cos…
Nel labirinto dell'ordinario. Perché rileggere "L'invention du quotidien"
2012
L’invention du quotidien è l’opera di Michel de Certeau più conosciuta da chi si occupa della casa e della città, dei loro abitanti, del disegno e del destino dello spazio domestico e urbano. L’organizzazione in due tomi concentra nel primo l’apporto di Certeau alla definizione dell’orizzonte teorico e metodologico, la scelta e la definizione dei terreni concreti di indagine. Il secondo, opera di P. Mayol e L. Giard, sviluppa i temi dell’abitare e del cucinare, riportando il corpus di due lunghe indagini elaborate sulle relazioni di una famiglia del quartiere della Croix Rousse a Lione con lo spazio urbano, e sulle tattiche della popolazione femminile francese nella preparazione dei pasti f…
Piazzetta di S. Maria del Carmelo in Lascari
2020
Fino alla metà degli anni ’50 del Novecento, l'area d'intervento era occupata dalla presenza dei resti di una chiesa di modeste dimensioni (il settecentesco Oratorio della Madonna del Carmelo), ma in seguito alla demolizione di quest’ultima fu trasformata in uno spazio aperto di relazione tra il sistema dell’edilizia elencale che ne definisce i limiti costruiti. La particolare morfologia del sito, in forte pendenza, ha comportato una ripartizione in tre piani a quote differenti, di cui due collegati tra loro tramite gradini e un terzo di pertinenza di un’abitazione privata. Il progetto interpreta l’insieme dei segni preesistenti e le relazioni tra le parti e si apre verso nuove possibilità …
De l’habitat au logement : Thèmes, procédés et formes dans la poétique architecturale de Roland Simounet
2006
C’est à partir de la deuxième moitié du XX siècle que les architectes considèrent les modes de vie comme enjeux marquants la conception. Cependant, bien avant que la théorie architecturale entérine le recours au populaire comme source d’inspiration, avant même que les codes de l’architecture participationniste soient établis, l’oeuvre de Roland Simounet, et notamment sa formation, accomplie au tournant des années 1950, témoignent des modalités de définition d’une nouvelle approche à la conception du logement dans ses relations à l’habitat. Depuis la contribution fournie par Simounet en 1953 à la Grille du groupe Alger du IX CIAM (l’Habitat pour le plus grand nombre), où le jeune concepteur …
Orizzontale vs Verticale. Lo spazio pubblico in sezione
2019
Alla richiesta di citare l’edificio recente che più avrebbe influenzato l’architettura americana, il critico architettonico del New Yorker, Paul Goldberger (2011),rispose senza esitazione: «Può sembrare strano, ma penso che la High Line potrà condizionare il prossimo decennio più di qualsiasi edificio convenzionale». Dietro questa risposta c’è molto della condizione contemporanea dell’architettura in cui si esprime un’innovativa visione dello spazio pubblico. Questo progetto - insieme ad ulteriori esempi dimostrativi che costituranno la massa critica del corpo tematico del futuro saggio - sancisce il definitivo ed epocale distacco da un’interpretazione dello spazio pubblico come livello zer…
Taranto città arcipelago. Un caso di emergenza abitativa
2022
Lo scritto restituisce in chiave critica gli esiti della sperimentazione progettuale, sviluppata in occasione del seminario itinerante di progettazione architettonica Villard, sul tema della rigenerazione dei quartieri di Edilizia Residenziale Pubblica a Taranto. Una città fortemente segnata dalla sensibile questione legata alle oltre millecinquecento richieste di accesso da parte dei cittadini aventi diritto ad una casa. Una condizione che determina un forte disagio sociale nelle famiglie meno abbienti escluse dall’assegnazione di alloggi per la limitata offerta di abitazioni pubbliche. Le aree oggetto di studio del Seminario coincidono con tre distinte parti della città di Taranto: Tambur…
ABITARE ALTRI MONDI
2012
Editoriale della rivista E.JOURNAL/palermo architettura, introduttivo al numero dedicato alla speculazione proiettivo/progettuale rivolta agli ambienti antropizzabili di corpi extraterrestri, naturali o artificiali.
Arredo urbano, Spazi pubblici e luoghi condivisi
2013
Ancora una volta lo spazio pubblico torna in primo piano secondo un’angolatura particolare: quella dell’arredo urbano inteso nella sua accezione più ‘nobile’, ovvero in quanto operatore strutturale dello spazio pubblico e non solo ‘abbellimento’ estetico (dal francese embellissement) del disegno dello spazio aperto. In questo senso viene trattato il saggio, che inquadra il tema all’interno di un ampio repertorio di casi italiani ed europei, al centro di un dibattito critico sull’architettura e la città, rielaborato anche in forma di ‘Dialogo aperto’ all’interno di Convegni Internazionali tenuti presso il Politecnico di Milano e curati dagli autori del saggio.
Il quartiere Zen-San Filippo Neri. L'identità degli spazi aperti
2012
Il confronto fra il progetto di F. Amoroso, S. Bisogni, V. Gregotti, H. Matsui e F. Purini per lo Zen 2 a Palermo e lo stato di fatto attuale dei luoghi mette in luce alcune dissonanze che riguardano soprattutto la natura degli spazi aperti dentro e intorno al quartiere. Questo, come un tassello compatto, doveva leggersi per differenza in una piana prevalentemente coltivata, punteggiata da nuclei storici. Invece, l’intorno risulta quasi del tutto urbanizzato e il quartiere meno denso rispetto alle previsioni. Infatti, lo sprawl ha saturato il verde storico delle ville sette-ottocentesche e i campi fra le borgate, lambendo il perimetro esterno dello Zen 2. Il mancato completamento del quarti…