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Ælfric e il vino delle nozze di Cana
2013
Il saggio studia l'uso di ags. wynlic nell'omelia di AElfric sulle Nozze di Cana, rilevando un uso intenzionale dell'aggettivo dal significato 'di vino', che rimanda al contempo ad ags. wynlic 'meraviglioso'. L'omelia e' studiata in rapporto ad altre omelie di AElfric. L'iconografia medievale delle Nozze di Cana è messa a confronto con la rappresentazione dell'episodio biblico nell'omelia.
La prima edizione di un testo anglosasone: un falso(?) elisabettiano.
2010
Nel 1567 a Londra, M. Parker, arcivescovo di Canterbury, cura l'edizione a stampa del primo testo anglosassone. Si tratta di un'omelia di Aelfric (X sec.) abate di Eynsham e illustre rappresentante della rinascita benedettina anglosassone. La scelta di dare alle stampe, accompagnato da una traduzione e da un'introduzione, quest'omelia sul mistero eucaristico, si inserisce nelle attività di propaganda della nuova chiesa anglicana, alla ricerca di una legittimazione storica e dottrinaria.
'Ælfric’s or Not? The Making of a Temporale Collection in Late Anglo-Saxon England'
2007
L’articolo prende in esame un omeliario anglosassone che sopravvive in due manoscritti (London, British Library, Cotton Faustina A. ix e Cambridge, Corpus Christi College, 302) e che è stato attribuito (almeno per ciò che concerne il nucleo principale) a Ælfric of Eynsham. Nell’articolo si esamina la possibilità che questa attribuzione non sia accurata, dimostrando che le prove finora addotte per giustificare tale attribuzione sono in realtà facilmente confutabili.
'Filologia germanica- Germanic Philology' 5 (2013)
2013
Un volume monografico della rivista dedicato alla Prosa anglosassone
‘Il Colloquio di Ælfric e il colloquio di Ælfric Bata’
1983
'A possible source for the seofonfealdan Godes gifa'. In M. SWAN. Essays for Joyce Hill on her Sixtieth Birthday
2006
L’articolo prende in considerazione l’omelia anglosassone ‘De septiformi spiritu’ attribuita ad Ælfric – con successiva rielaborazione di Wulfstan – e dimostra come la parte iniziale, in latino, finora ritenuta opera originale dello stesso Ælfric, sia in realtà ripresa fedelmente da un commento all’Apocalisse di Ambrogio Autperto.