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Cronache d’Arte ne “La Cerere” di Palermo (1823-1847)
2007
Il contributo ha passato in rassegna tutte le annate di un periodico siciliano, “La Cerere”, organo ufficiale del governo borbonico (1823-1847), quindi fonte estremamente utili per verificare le linee di tendenza della critica d'arte nella prima metà del secolo a Palermo, considerando che i collaboratori erano alcuni dei principali conoscitori attivi a Palermo. Lo spoglio dei quotidiani ha interessato tutti i 25 anni della collezione individuando episodi particolarmente significativi, nonché cronache sull'attività edilizia e storico-artistica a Palermo, molto importanti per la ricostruzione del tessuto culturale locale.
Santa Lutgarda, “doglie leste e gagliarde” Una cera siciliana di fine Ottocento
2010
La Madonna del Latte dal monastero chiaromontano di Santo Spirito di Agrigento
2020
The essay deals with the panel depicting the Madonna del Latte from the Chiaromontano monastery of Santo Spirito in Agrigento, reconstructing the historical and restoration events and the artistic context.
I “camerini di porcellana” a Palazzo Comitini. Una significativa variante tra le cineserie della Palermo rococò
2011
Il saggio approfondisce un andito molto particolare del grandioso palazzo dei principi Gravina di Comitini, ovvero le salette dette “gabinetti di porcellana”. Esse sono un sintomatico esempio di aggiornamento culturale dei committenti secondo la moda e il gusto della cineserie dovuta anche alla smania collezionistica di porcellane cinesi (o europee in stile) che a Palermo, diversamente da quanto si credeva alcuni decenni fa, era molto estesa e competeva in grandiosità con i maggiori esemplari di porzellankammer europei, francesi e tedeschi. Ciò che emerge da questo contributo è la sincronia dell’aristocrazia palermitana con i fenomeni mondani d’oltralpe e la loro precisa attenzione a quei e…
Riflessi del gusto per la cineseria e gli esotismi a Palermo tra Rococò e Neoclassicismo: collezionismo, apparati decorativi e architetture
2008
Il testo prende le mosse dal più importante contributo in ambito europeo sull’argomento, il volume di H. Honour stampato a Londra nel 1961 e a Firenze nel 1963. In quel saggio lo studioso vi afferma che uno dei più famosi episodi di cineseria a Napoli e nell’Italia meridionale, il salottino di Maria Amalia a Portici, fosse frutto di una personale iniziativa di gusto dei Borbone e non del clima generale nel Regno delle due Sicilie. Al contrario gli studi più recenti in ambito siciliano e napoletano mettevano in evidenza molti altri episodi pur meritevoli, ma in Sicilia mancava uno sguardo di insieme, che si è provato ad offrire tramite l’individuazione ed analisi di apparati esotici a Palerm…
Una collezione per il corallo nel XXI secolo
2019
Da un iniziale excursus sul collezionismo europeo di opere in corallo di manifattura trapanese si passa ad analizzare la collezione di preziose opere realizzate con il materiale marino raccolte da Dario Ghio From an initial excursus on the European collection of coral works of Trapani manufacture, we move on to analyze the collection of precious works made with marine material collected by Dario Ghio
Un collezionista d'altri tempi a Palermo: l'ingegnere Antonio Virga
2012
Il saggio è dedicato all'ingegnere Antonio Virga, raffinatissimo collezionista palermitano, ormai scomparso, la cui variegata e selezionata raccolta di esemplari di arte medievale e moderna, soprattutto di arte decorativa, non soltanto siciliana, ha rappresentato uno degli ultimi episodi del grande collezionismo tematico di cui la Sicilia è stata caratterizzata nelle epoche precedenti.
Il fasto del Catai a Palermo tra il 1752 e il 1790
2009
I Colonna di Paliano e la Sicilia Committenza e collezionismo
2011
Dal Museo della Regia Università al Museo Nazionale di Palermo
2015
Il contributo, richiesto dalla direzione della Galleria Regionale di Palazzo Abatellis in occasione dei 60 anni del nuovo museo, ripercorre le tappe che portarono alla formazione delle collezioni museali, a partire dalla donazione del principe di Belmonte con la creazione del Museo della Regia Università, passando per le donazioni dalle collezioni dei sovrani Borbone (Ferdinando I, Francesco I e Ferdinando II delle due Sicilie), fino a quelle di alcuni tra i più rinomati nomi del Regno, autori di altri doni di pezzi provenienti dalla proprie raccolte, come il principe Lucchesi Palli di Campofranco e il marchese Haus.