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Città e comunità aumentate del neoantropocene
2021
Il futuro dell'urbanistica – in quanto disciplina tecnica e forma dell'habitat umano – ha bisogno di una innovazione dirompente dei paradigmi, una esplosione di sperimentazioni e una continua revisione delle abitudini radicate. Negli ultimi decenni l'urbanistica più conformista – con alcuni, inascoltati, critici – è stata troppo impegnata a cementificare la natura, ad aumentare le emissioni di gas serra e a consumare risorse naturali e culturali, invece di sviluppare strategie urbane e umane più sensate, integrate e proattive. Ma i tempi sono cambiati, perché stiamo attraversando una profonda metamorfosi: di paradigmi (sempre più basati sulla conoscenza), di orizzonti (orientati all'ecologi…
Analisi dei sistemi urbani e territoriali
2009
Sintesi del contributo didattico prestato nell'ambito del Master in Landscape Design promosso dall'Accademia di Belle Arti di Brera
CITTÀ CREATIVE, INTELLIGENTI E RESILIENTI PER I TEMPI CHE CAMBIANO
2016
Cinquemila anni fa la città è stata la migliore invenzione del genere umano come un luogo privilegiato di una comunità che costruisce relazioni feconde, produce nuo-ve economie e accelera l'innovazione. Negli ultimi decenni l'urbanistica più respon-sabile ed innovativa ha accettato la sfida di progettare città capaci di tornare ad es-sere circolari e non dissipative, generatrici di valori e non erosive di qualità. Città che consumino meno suolo, che diminuiscano le emissioni di gas serra, che non ero-dano le risorse naturali e culturali, che perseguano strategie più sensibili al contesto, integrate e soprattutto in grado di contribuire attivamente al raggiungimento degli obiettivi dello svi…
LA CITTÀ DELLE COMUNITÀ DEL NEOANTROPOCENE : cambiamenti climatici, nuova urbanistica e civismo politico
2021
La pandemia sanitaria si è aggrovigliata con la crisi ambientale e con quella economica, generando una drammatica condizione “sindemica” cioè l’aggregazione di più epidemie simultanee in una popolazione con diversi gradi di fragilità che aggravano l’onere della malattia. La Covid-19, infatti, è una malattia delle diseguaglianze, che colpisce maggiormente le persone svantaggiate, con redditi bassi e socialmente escluse o affette da malattie croniche, spesso prodotte dall’inquinamento, dovute a fenomeni che richiedono nuove politiche pubbliche per le città relative ad ambiente, salute, istruzione e abitare, e non solo risposte epidemiologiche. Siamo, infatti, alla fase apicale di una crisi pa…
A PROPOSITO DELL'ISTITUZIONE DEI LIBERI CONSORZI COMUNALI E DELLE CITTA' METROPOLITANE: TUTTO E'COMPROMESSO MA NULLAè ANCORA PERDUTO
2014
FEARSCAPES. SENTIMENTI DI PAURA, RETORICHE SULLA SICUREZZA E PIANIFICAZIONE URBANA NELLA CITTA' CONTEMPORANEA.
2012
NUOVE FONDAZIONI NEI PROTETTORATI FRANCESI DEL MAGHREB
2012
La Francia della Terza Repubblica (1870-1940), ormai lontana dagli incerti e puntiformi esordi coloniali del Grand Siècle (rivolti soprattutto alle Americhe e all’Oceano Indiano) e dalla discontinua e perdente politica di acquisizioni di vasti territori d’oltremare del XVIII secolo, nei cinquant’anni successivi all’occupazione della Tunisia (1881) rilancia i propositi della Seconda Repubblica e del Secondo Impero di espandere i domini in Africa, in Asia ed in Oceania. Denominato ufficialmente Second Empire Colonial Français e dotato di uno specifico motto «Trois couleurs, une drapeau, un empire» il “mondo francese” d’oltremare all’inizio del secondo decennio del XX secolo era divenuto una r…
IL PAESAGGIO COME INFRASTRUTTURA ECOLOGICA
2013
Il contributo, pubblicato nel volume Architettura/Infrastruttura, sviluppa il tema del ruolo delle nuove infrastrutture nel disegno del paesaggio della città contemporanea. Nello specifico si presenta il progetto di un parco urbano che costruisce una nuova centralità di una piccola città del Piemonte.
Dalla città compatta all’arcipelago metropolitano: riflessioni a margine di una lezione di Francesco Indovina
2010
New Urban Metabolism
2014
Le città contemporanee sono oggi guardate attraverso migliaia di occhi nuovi, sia con rinnovate e più sofisticate ottiche tecniche, sia con nuove e più sensibili ottiche sociali. E il risultato non è solo una migliore e più precisa analisi delle risorse esistenti, ma soprattutto la scoperta di nuovi fattori di qualità e sviluppo. I nuovi sguardi fanno emergere preziose “riserve di resilienza” nelle città che si trovano ad affrontare le proteiche crisi in cui siamo immersi: sono luoghi di una geografia inversa indispensabili per riattivare i meccanismi vitali in evoluzione e necessarie per riprogettare le città come organismi in metamorfosi, piuttosto che come cadaveri da resuscitare o tessu…