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IL CANTIERE DEL COMPLESSO CARMELITANO DELL’ANNUNZIATA A TRAPANI NELLA SECONDA METÀ DEL CINQUECENTO
2016
Il complesso carmelitano dell’Annunziata a Trapani, costituito dalla chiesa e dal convento annesso (oggi sede del Museo Regionale Agostino Pepoli), appare come un’architettura fortemente stratificata, frutto di una lunga e complessa vicenda progettuale che si snoda dal XIV secolo fino alla metà del Settecento. Il presente studio intende contribuire alla conoscenza del cantiere dell’Annunziata nella seconda metà del Cinquecento, un periodo ancora poco indagato dalle ricerche finora condotte sulla fabbrica, offrendo in particolare alcune riflessioni sui maestri impegnati nella costruzione del complesso architettonico, a partire dall’esame della documentazione relativa alla gestione amministra…
Architettura nelle alte Madonie tra Quattro e Cinquecento
2011
“Cent’anni di solitudine”? L’architettura dei Chiaromonte tra storiografia e nuove prospettive
2020
Il contributo prende le mosse da una ricognizione storiografica sugli studi dedicati all'architettura del Trecento in Sicilia, evidenziando miti, pregiudizi e assenze che hanno a lungo condizionato i giudizi critici su questa fase della storia della produzione architettonica nell'Isola. Intuizioni, limiti e fraintendimenti di tali letture pregresse sono rimessi in discussione da una riflessione sulle principali residenze dei Chiaromonte, individuando nuove prospettive di ricerca che ribaltino il paradigma dell'isolamento culturale, valutando le possibili relazioni mediterranee di una committenza ambiziosa e che attua anche attraverso l'architettura la propria politica di immagine.
Ritratti di architettura: rappresentazioni e rilievi di edifici del Trecento (XVIII-XIX secolo)
2020
Il contributo presenta alcune fonti iconografiche (un dipinto, incisioni e disegni) appartenenti alle collezioni della Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis, databili tra XVII e XIX secolo, che ritraggono architetture trecentesche siciliane. Frammento di un vasto patrimonio visuale, che spazia dalle vedute urbane e di paesaggio, al disegno di prospetti ed elementi architettonici, allo studio dei dettagli ornamentali, l'iconografia in esame rientra nel fenomeno delle “riscoperte” dell’architettura medievale siciliana, nel quale si inseriscono anche alcune delle più significative opere trecentesche, direttamente o indirettamente legate all’età dei Chiaromonte.
PIETRO SCIBILIA Ingegnere Architetto (1889-1971)
2013
Il volume analizza l’attività professionale di Pietro Scibilia (1889-1971), architetto e ingegnere palermitano che opera nell’arco temporale compreso fra gli anni venti e gli anni sessanta del Novecento, comparandone la produzione progettuale con il coevo panorama locale e nazionale. La ricerca, raccontata attraverso l’analisi dei suoi progetti e della sua vasta produzione architettonica, si è basata in primo luogo sullo studio del fondo documentario costituente l’archivio Scibilia, ed è stata supportata da un’indagine incrociata svolta anche presso altri archivi siciliani, primo fra tutti l’Archivio Storico del Comune di Palermo, che si è rivelato una fonte di primaria importanza per il re…
Fonti e modelli dell'architettura dipinta nella Sicilia del Settecento
2006
Il saggio traccia, per la prima volta, un quadro di orientamento storico-critico delle esperienze siciliane svolte nell'ambito del quadraturismo, genere pittorico specializzato nella creazione di scenari architettonici illusori, in cui l'Italia (e in modo particolare la scuola emiliana) detenne, tra il XVI e il XVIII secolo, un indiscusso primato europeo. Trattandosi, nel caso della Sicilia, di un fenomeno inizialmente di importazione, lo studio verte innanzi tutto all'individuazione dei modelli peninsulari da cui dipesero le prime esperienze svolte nell'isola. Si è proceduto quindi alla delineazione dei profili dei principali autori attivi nell'isola, delle tendenze linguistiche e composit…
SCENE DI FIGURE E FINTE ARCHITETTURE NEL PALAZZO ARCIVESCOVILE DI PALERMO
2008
Il saggio ripercorre le vicende della decorazione pittorica a carattere illusionistico nel palazzo Arcivescovile di Palermo e in altri contesti architettonici attraverso le esperienze di uno dei più significativi protagonisti del Settecento, il romano Gaspare Fumagalli, giunto in Sicilia alla metà del secolo e presto inseritosi nell'équipe lavorativa di Pietro Martorana.
Una committenza nobile in Sicilia tra Cinque e Seicento. Le architetture dei Branciforte di Raccuja (1552-1661)
2014
Oggetto di studio della tesi sono i programmi costruttivi avviati tra il Cinque e il Seicento dal casato dei Branciforte di Raccuja. In particolare la tesi affronta lo studio delle architetture fondate da Nicolò Placido Branciforte nel corso del Seicento: il palazzo di famiglia a Palermo e il castello di Leonforte. I programmi costruttivi sono stati analizzati in relazione al cursus honorum, alla politica economica e culturale del casato e posti a confronto con gli omologhi interventi edificatori intrapresi da pari e sodali, secondo una metodologia conoscitiva auspicata da studi precedenti e non ancora messa in atto in Sicilia. In this thesis we study the architectural programs initiated by…
1537-1538. Una nuova loggia per i Catalani? in: Nobile M.R., Scaduto F., Architettura e magnificenza nella Palermo del primo Cinquecento: il prospett…
2008
A una attenta analisi, la misteriosa facciata nota come prospetto della chiesa di Santa Eulalia dei Catalani a Palermo risulta essere il frammento superstite di una Loggia pubblica realizzata (e forse mai completata)a partire dalla fine degli anni trenta del Cinquecento. La comunità e i banchieri catalani presenti a Palermo sono certamente i promotori di una architettura all'antica che si avvia dopo il trionfale ingresso dell'imperatore Carlo V in città (1535). Lo studio di questo edificio e le ipotesi sulla spazialità interna risultano estremamente illuminanti per comprendere una fase architettonica ancora poco nota nella capitale del Regno di Sicilia.
Opere del XX secolo e formazione di nuovi contesti
2015
Con riferimento al titolo «Architettura del XX secolo e nuovi contesti», si rinvia a una serie consistente di rimandi teorici, di progetti e di architetture realizzate. Tutti i possibili esempi mantengono la loro validità a prescindere dalle scale. Con immediatezza si potrebbe fare riferimento al rapporto tra architettura e città e, contemporaneamente, si potrebbe riflettere sul rapporto tra la città e il suo intorno e, dalla parte opposta, tra una sedia, un tavolo e lo spazio interno di una abitazione. Oppure, ancora, tra un particolare luogo eminente della chiesa (battistero, ambone e altare) e lo spazio dell’aula. In modo diverso i contesti, sono la somma di luoghi e architetture ma, sem…