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DISTURBI COMPORTAMENTALI E SINDROME DA OVERLAPPING PER POLITERAPIA ANTIPSICOTICA

2016

I disturbi comportamentali delle demenze (BPSD) accompagnano la storia naturale di queste malattie sin dall’esordio, con vesti diverse che vanno dalle sindromi nevrotiche a quelle psicotiche vere e proprie. Si distinguono alterazioni dell’umore in senso ansioso-depressivo, del ritmo sonno-veglia, facile irritabilità e sintomi psicotici veri e propri con deliri e allucinazioni, disturbi di personalità e agitazione psicomotoria, comportamenti specifici quali aggressività, vocalizzi persistenti e perseverazioni. La prevalenza è elevata e variabile a seconda della tipologia della demenza, del momento storico della sua evoluzione, del setting in cui il paziente è gestito; la loro entità non semp…

Settore MED/09 - Medicina Internademenza disturbi comportamentali invecchiamento politerapia antipsicotico
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CASE REPORT: UN CASO DI DEMENZA A CORPI DI LEWY

2017

La demenza a corpi di Lewy (Dementia with Lewy Bodies, DLB) rappresenta la seconda più comune causa di demenza su base degenerativa nella popolazione anziana dopo la demenza di Alzheimer. La prevalenza della DLB oscilla tra lo 0 e il 30,5% nei pazienti affetti da demenza. La DLB è caratterizzata dall’accumulo all’interno delle cellule neuronali e gliali di aggregati insolubili di alfa-sinucleina denominati corpi di Lewy. L’età di esordio clinico della DLB oscilla dai 50 agli 85 anni, con un media di 68 anni. Nella DLB la compromissione della sfera cognitiva si caratterizza tipicamente per la presenza di episodi di disorientamento e confusione mentale in un contesto di progressivo deficit co…

Settore MED/09 - Medicina Internademenza invecchiamento corpi di Lewy cognizione declino
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DEFICIT COGNITIVO E DIABETE MELLITO. STUDIO OSSERVAZIONALE

2009

Settore MED/09 - Medicina Internadiabete mellito demenza Alzheimer
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Diagnosi differenziale tra sindrome neurologica alterna e idrocefalo normoteso: un caso clinico

2016

L’idrocefalo consiste in una dilatazione del sistema ventricolare dovuta ad un disturbo della circolazione liquorale. Nell’anziano l’idrocefalo è di frequente riscontro in associazione a demenza, come forma ex vacuo. L’idrocefalo normoteso colpisce prevalentemente soggetti d’età superiore ai 65 anni con un esordio clinico subdolo, che spesso è causa di ritardo nella diagnosi. Le sindromi neurologiche alterne sono espressione di lesioni di varia natura a carico del tronco encefalico, caratterizzate dalla coesistenza di un deficit neurologico centrale controlaterale alla lesione ed un deficit neurologico periferico omolateralmente alla lesione. Descriviamo il caso di un paziente di sesso masc…

Settore MED/09 - Medicina Internaidrocefalo invecchiamento demenza declino cognitivo
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IL TESTAMENTO BIOLOGICO NEL PAZIENTE AFFETTO DA DEMENZA: CONSIDERAZIONI BIOETICHE E SUGGERIMENTI NELLA PRATICA CLINICA

2017

La demenza rappresenta oggi una delle principali priorità del sistema sanitario, in termini sia clinici che assistenziali, con un importante impatto sulla popola-zione mondiale. Un recente report redatto dalla comunità scientifica ha evidenziato come circa 46 milioni di soggetti hanno ricevuto diagnosi di demenza nel corso del 2015. Il trend intrapreso suggerisce che questa cifra possa aumentare progressivamente in futuro: è stimato che circa 130 milioni di persone saranno affette da demenza nei prossimi quarant’anni. Nonostante la cruda sincerità di tali numeri, il progresso delle conoscenze cliniche nel campo delle demenze non sempre ha progredito di pari passo con il miglioramento dei mo…

Settore MED/09 - Medicina Internainvecchiamento demenza Alzheimer assistenza
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SENTIRE BENE PER ALLENARE LA MENTE

2016

L’ipoacusia negli anziani rappresenta un fattore in grado di contribuire alla compromissione delle facoltà cognitive. I deficit delle funzioni sensitive, diminuendo la riserva funzionale di ogni individuo, rendono il soggetto anziano ancora più esposto all’insorgenza e alla progressione del decadimento cognitivo; è stato dimostrato come le persone affette da sordità di grado lieve, mode-rato e grave abbiano rispettivamente una possibilità di 2, 3 e 5 volte maggiore di sviluppare un deterioramento delle funzioni cognitive rispetto a soggetti normoudenti. Nell’ambito del nostro ambulatorio C.D.C.D., ex U.V.A. n°6, durante quest’anno accademico 2015-2016 abbiamo avuto l’occasione di essere i r…

Settore MED/09 - Medicina Internainvecchiamento sordità declino cognitivo demenza
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MAGNESIUM AND ALZHEIMER’S DISEASE: IMPLICATIONS FOR DIET AND NUTRITION

2015

Settore MED/09 - Medicina Internamagnesium Alzheimer aging dementia nutrition
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FRATTURE OSTEOPOROTICHE IN PAZIENTI CON DEMENZA

2009

Settore MED/09 - Medicina Internaosteoporosi demenza Alzheimer fratture cadute
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Rey-Osterrieth Complex figure performance in patients with degenerative dementia using Boston Qualitative Scoring System

2013

Settore MED/26 - NeurologiaRey-Osterrieth Complex figure dementia
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Back to the life: a case of tretable dementia

2009

Settore MED/26 - Neurologiadementia
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