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La simbologia del potere nella comunicazione diplomatica: i doni di Cambise al re degli Etiopi macrobioi
2010
Language acquired great importance in ancient diplomacy. The success or failure of a diplomatic mission depended greatly upon the ambassador’s skills of persuasion, a product of the efficacy of his words and their suitability to his audience. The ambassador had to be able to choose the most appropriate words to reach the objectives of his mission. The measure of his competence was his capacity to recognize the position of his listener, without undervaluing ideas, preconceptions, and potential reactions. Nevertheless, in certain cases, an ambassador’s ethnographic knowledge of the context where he had to operate determined the successful outcome of a mission. Such knowledge manifested itself…
Jouer avec les dieux : la katábasis de Rhampsinite dans l’Hadès (Hdt., II, 122)
2016
The second book of Herodotus’ Histories on Egypt tells the story of the katábasis of the wealthy and happy pharaoh Rhampsinitus, who descended into Hades while still alive. In the Underworld the ruler played dice with Demeter: sometimes he won, sometimes he lost. Returning from Hades he brought back a small golden cloth as a gift from the goddess. According to Herodotus, the Egyptians celebrate the return of the king with a festival during which one of the priests is blindfolded and led to the road to the sanctuary of Demeter. From here on he is guided by two wolves that later take him back to the starting point. The elements of this story, and in particular the links between katábasis, kin…
«COME I PADRI NEI CONFRONTI DEI FIGLI» SUI «GIURAMENTI SOLENNI» TRA CARTAGINESI E FENICI (HDT. III 19)
2018
Un passo del terzo libro delle Storie di Erodoto racconta del legame parentale che univa i Cartaginesi ai Fenici della madrepatria, suggellato da “grandi giuramenti”, che risalivano al tempo della fondazione di Cartagine. Gli studiosi hanno spesso interpretato questa testimonianza come una proiezione sul mondo fenicio-punico delle relazioni che solitamente univano i coloni alla loro madrepatria. Tuttavia, l’esame della documentazione da cui emerge la solidarietà profonda tra Fenici d’Oriente e d’Occidente e un confronto con i “patti” che Terei e Cirenei stipularono al tempo della fondazione di Cirene, conservati sulla cosiddetta “Stele dei Fondatori”, consentono di ricostruire la relazione …
Homaimos e syngenes. Consanguineità e identità etnica nelle Storie di Erodoto.
2013
I «nomi» degli dèi greci. I poteri della denominazione nella riconfigurazione di un pantheon
2012
This paper analyzes a matter of polytheistic semantics in the Greek Classical age since the process of naming gods and heroes. Two case studies are compared. The first focuses on the Homeric Hymn to Apollo where the examination of different forms of poetic proferation of divine allows to explain strategies and procedures for the integration of a new deity in the pantheon. The second case study aims to examine in the Euripides drama Erechtheus how changes in the naming of Gods could reflect a new political situation leading to a functional and cultual redefinition of tutelary gods in Athens.
“Primavera siciliana”: nota a Hdt. VII 162
2021
L'articolo propone una rilettura dell'epilogo del logos siciliano, incluso nel settimo libro delle Storie di Erodoto. L'episodio racconta la visita degli ambasciatori greci alla corte di Gelone, tiranno di Siracusa, che giunsero in Sicilia per chiedere il suo aiuto contro l'imminente attacco dei persiani. Un riesame del dialogo tra gli ambasciatori e il siracusano permette una reinterpretazione della frase finale con cui Gelone congeda gli ambasciatori greci, diversa da quella che si ritrova nei commenti ad Erodoto. The article offers a rereading of the epilogue of the Sicilian logos, included in the Seventh book of the Histories of Herodotus. The episode relates the visit of the Greek amba…
Sogni di gloria: un pattern narrativo in Omero, Erodoto e Tucidide
2007
Si evidenzia il rapporto di variatio-emulatio che si stabilisce tra le relazioni dialettiche intercorrenti tra Serse, Mardonio ed Artabano, riportate da Erodoto e precedenti l’invasione persiana della Grecia, e quelle tra il demos, Alcibiade e Nicia, descritte da Tucidide alla vigilia della spedizione ateniese in Sicilia. L’assenza del sogno in Tucidide, che in Erodoto permette di risolvere le divergenze di opinioni, indica la preferenza dello storico ateniese per la concettualizzazione dei motivi, delle cause e delle conseguenze degli eventi, dissacrando l’idea di una storia condizionata dal caso.
Le tradizioni letterarie sulle origini degli Etruschi: status quaestionis e qualche annotazione a margine
2012
Alle radici della syngeneia. Parentele etniche nel mondo greco prima della guerra del Peloponneso
2020
Negli anni del grande scontro tra Atene e Sparta i richiami ai legami di sangue tra città e popoli hanno giocato certamente un ruolo di rilievo nelle trattative diplomatiche volte a cementare le alleanze all’interno rispettivamente del blocco ionico formato dalla Lega Delio-Attica e del mondo dorico guidato dalla Lega del Peloponneso. Non è altrettanto certo, però, se già in precedenza il principio della solidarietà etnica abbia svolto una funzione parimenti importante nelle relazioni interstatali del mondo greco, né se gli appelli alla consanguineità abbiano determinato una sorta di contrapposizione di tipo “genetico” tra Ioni e Dori ancora prima della guerra del Peloponneso. A queste doma…
Il demos in Erodiano
2018
In Herodian’s historical view the demos appears to play an important political role in critical stages of the Roman empire. The political success of an emperor depends on the popular approval in Rome or in the provincial cities, besides the support of the soldiers. The analysis of the words demos and ochlos, used by Herodian with different values, reveals that the historian cannot be defined filo-popular, but shows throughout interest in the popular participation in civil struggles.