Search results for "Etnodialettologia"

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I proverbi nella cultura popolare

2013

Il contributo offre un inquadramento complessivo della paremiologia e paremiografia siciliane a partire dai repertori ottocenteschi sino alle occorrenze letterarie.

Settore L-FIL-LET/12 - Linguistica Italianaetnodialettologia Sicilia proverbi
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Tradizioni alimentari convergenti e tradizioni alimentari esclusive: alcuni esempi

2013

Il contributo offre un panorama di pietanze, procedure, usi alimentari legati a specifiche aree dell'isola. A partire dall'uso del cibo cotto nello zolfo, per arrivare all'impiego della carne di pecora cotta al forno nelle peregrinazioni devozionali dei Nebrodi.

Settore L-FIL-LET/12 - Linguistica Italianaetnodialettologia alimentazione dialetto siciliano
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I nomi dei venti in Sicilia tra toponomastica, geomorfologia e “mondo magico”. Possibili itinerari di ricerca

2014

Il sistema anemonomastico siciliano appare leggibile su due livelli: da un lato i nomi dialettali dei venti ripropongono in larga misura quelli presenti nell’italiano tramontana, maestrale, greco, scirocco, libeccio, dall’altro si rileva un numero impressionante di anemonimi rifatti su un toponimo e, più spesso, sull’etnico corrispondente, se il paese che dà il nome al vento è situato lungo la direzione da cui esso spira. Ciò è particolarmente evidente per i nomi dei venti “freddi”. Per essi, mediante una ricerca su una piccola porzione del territorio siciliano le Madonie , è stato possibile raccogliere almeno due anemonimi di origine toponimica in ciascuno dei centri indagati. Mediante lo …

Settore L-FIL-LET/12 - Linguistica Italianaetnodialettologia meteoronimi anemonimi venti e mondo magico geografia linguistica Atlante Linguistico della SiciliaSicilY Lexicography Cartography Ethnonyms Wind Nouns Wind Nouns meaning "Devil"
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Diversi piatti per una procedura: da "a ccunìgghiu" a "cunìgghiu", tra antonomasia e metonimia

2011

Un piattio tipico di Polizzi Generosa è il "cunìgghiu". Si tratta di un piatto freddo a base di baccalà – o, in alternativa, di ventresca di tonno –, cavolfiori, cardi, patate, melanzane, carciofi, pomodori secchi, capperi, olive bianche e olive nere (cfr. Sottile e Genchi 2010), con aggiunta di aceto (e zucchero). Gli informatori del luogo sono soliti spiegarne paretimologicamente il nome secondo una prospettiva che tende a opporre la cucina (povera/senza carne [di coniglio]) delle classi subalterne a quella (ricca/con la carne [di coniglio]) delle classi egemoniche. Gli informatori, finiscono, dunque, per proporre una pietanza “in salsa gramsciana” che trova i presupposti nel fatto che me…

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