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Mistero, ragione, verità. La "filosofia" di Leonardo Sciascia
2020
Al di là del riferimento esplicito a temi, opere ed autori filosofici, la scrittura di Leonardo Sciascia appare percorsa dalle tracce di una unità mancata, di un bisogno di armonia tra i valori fondamentali dell'umano (verità, libertà, giustizia) che ne testimonia la vocazione filosofica profonda. La presenza di una componente critico-dialettica ne rende strutturalmente aperto, e quindi anche fallibile, il progetto sistematico. Ma proprio questo impedisce di leggere l'itinerario che va da "Il giorno della civetta" a "Una storia semplice" nel segno di un mero pessimismo antimetafisico, avvicinandolo piuttosto alle grandi (e incompiute) imprese filosofiche della tradizione.
La metamorfosi dell'artista. Leonardo Sciascia dalla narrativa alla saggistica
2010
L’oscillazione di Sciascia fra invenzione narrativa e riflessione critica è un aspetto rimasto in ombra nell’ambito della vasta bibliografia sull’autore. Obiettivo del volume è appunto quello di illustrare la metamorfosi dell’artista, dal momento che per lui la letteratura ha valore soltanto se razionalizza gli elementi più significativi della realtà. Scrittore di pensiero, come afferma Vincenzo Consolo, Sciascia si propone di proiettare nella sfera dell’arte le riflessioni sull’uomo e la natura, sotto l’egida di illustri modelli italiani ed europei attraverso cui procedere sicuro nel gran mare della cultura; da qui comincia la sua «avventura» d’intellettuale capace di dominare «tous les li…
C'era una volta Leonardo Sciascia, c'era una volta Regalpetra
2019
A trenta anni dalla morte di Leonardo Sciascia, un'analisi linguistico-letteraria della sua opera di esordio, "Le parrocchie di Regalpetra", con particolare attenzione alle questioni onomastiche
I nomi di Leonardo Sciascia
2020
Nella sua Racalmuto, di nome, Sciascia faceva comunemente Nanà. Era Leonardo all’anagrafe e, conformemente con l’anagrafe, nel resto del mondo, ma a Racalmuto era Nanà. L’alternativa onomastica è nota. Nei trenta anni trascorsi dalla morte dello scrittore, ne hanno fatto menzione tutti coloro che si sono presentati come testimoni diretti della sua vita. Meno noto e fin qui taciuto è che anche il suo cognome aveva due varianti, una corrente a Racalmuto e nelle aree vicine e linguisticamente coerenti, l’altra corrente nel resto del mondo. A distinguerle, una sottile, ma cruciale differenza di pronuncia. Il nome che aveva portato nell’infanzia e durante la formazione nella sua Heimat non era d…
La tavolozza di Don Chisciotte: il carteggio Sciascia-Guccione
2023
Trought the unpublished correspondence between Leonardo Sciascia and Piero Guccione (1975-1989), is possible to analyse the intrinsec relationship between aesthetics and ethics, artistic vein and civil engagement, but also to retrace Sciascia’s controversies in the 1970s, thus illustrating the antagonistic and conflictual relationship between intellectuals and power.
L'opacità linguistica del potere
2011
ll pittore che sfugge alla realtà. Leonardo Sciascia e Jean Calogero
2019
La scoperta del carteggio intercorso, dal 1970 al 1971, fra Leonardo Sciascia e il pittore di origine siciliana Jean Calogero, costituisce un’ennesima riprova della predilezione dello scrittore per quegli artisti il cui «sistema di conoscenza va dalla realtà alla surrealtà, dal fisico al metafisico». L’interesse per la pittura di Calogero – risposta siciliana all’arte avanguardista, espressione di un surrealismo sui generis – è testimoniato infatti da questo epistolario inedito che ci consente, ripercorrendo i rapporti di amicizia fra i due autori, di scorgere quella linea interpretativa che nello Sciascia critico d’arte è volta a configurare precise genealogie artistiche e letterarie.
Sciascia e il "silenzio" delle donne
2012
Il saggi analizza i personaggi femminili presenti nell'opera di Sciascia.
Sciascia e Vittorini
2012
Leonardo Sciascia, giornalista "malgrado tutto"
2010
Nell’attività letteraria di Sciascia, ma altresì nel suo stesso definirsi e pensarsi ‘scrittore’, sarebbe fuorviante distinguere il romanziere dall’elzevirista, il saggista dal polemista, il letterato dal commentatore. Se l’intellettuale, secondo Sciascia, si colloca statutariamente all’opposizione, e se finanche l’invenzione romanzesca va intesa e praticata quale inchiesta sul potere, quale denuncia del potere stesso –quand’anche sotto specie letteraria–, i giornali sono allora la necessaria tribuna dalla quale far sentire la propria voce e la prosa giornalistica una forma distinta ma non disgiunta da quella d’invenzione. Questo saggio ripercorre la pluriennale attività di pubblicista, cor…