Search results for "Letteratura italiana"
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«Nos iuvat herbas legere» o l’umile poesia della natura
2009
Non è difficile individuare, ripercorrendo l’opera di Camillo Sbarbaro, una significativa tangenza fra il desolato mondo dell’artista, dominato dall’immagine della «città di pietra» e della natura ruvida ed aspra, e il misterioso mondo dei licheni, che abitano petraie, rovine solatie, muri a secco di calce e sabbia. Al centro di questo studio è appunto il confronto intertestuale fra gli scritti inventivi e quelli scientifici del poeta ligure, entrambi all’insegna dell’umile poesia della natura.
Sbarbaro e Novaro: due poeti-pensatori dinanzi al «deserto della vita»
2008
Tra gli archetipi che popolano l’immaginario novecentesco, il deserto si connota per la sua ricorsività. Soprattutto in Sbarbaro, che spicca per una stoica accettazione della condizione desertica. Altro poeta-pensatore educato alla consegna leopardiana di «mirare intrepidamente il deserto della vita» è il ligure Mario Novaro, dall’attitudine meditativa della riflessione in versi. Tracce del magistero novariano, specie quello leopardista degli esordi, s’intravedono proprio nella poesia di "Pianissimo" e "Rimanenze", anche se alla panteistica trascendenza di Novaro si contrappone in Sbarbaro una ricerca di risarcimento estetico come antidoto alla desolazione.
La Sicilia e il suo cuore deserto: Sciascia poeta
2006
Pur nell’oscillazione di motivi e registri differenti, il primo ed unico esperimento poetico di Sciascia (“La Sicilia, il suo cuore”), rivela l’attitudine precoce ad un’interpretazione simbolica della realtà, che tuttavia non condivide l’ottimistica fiducia nel segno, tipica della poesia ermetica, né nel valore documentario dell’arte, postulato dalla coeva letteratura neorealista. Ciò che emerge soprattutto dall’analisi delle sue liriche, di cui s'indagano fonti letterarie e artistiche, è la partecipe contemplazione di una realtà arida e desolata, una Sicilia metafora del mondo che l’occhio del poeta, sulle orme del prediletto Chagall, abbraccia nella circolarità della visione.
Federico De Maria poeta e narratore
2012
Il capitano Guido Altieri, ovvero Emilio Salgari e il fascino esotico della contemporaneità
2011
rec. a A. Carta, "Il cantiere Italia: il romanzo. Capuana e Borgese costruttori"
2012
rec. a S. Quasimodo, Colloqui. “Tempo” 1964-1968
Ai confini di un Mezzogiorno orientalizzato. La Lucania di Levi e la Calabria di Pavese tra stereotipo e alterità
2015
Argomento di questo lavoro sarà la particolare immagine del Mezzogiorno italiano che alcuni scrittori ci hanno tramandato negli anni del secondo dopoguerra, rielaborando esperienze vissute per lo più in pieno Ventennio. Più nello specifico, ciò su cui intendo ragionare nelle pagine seguenti è la testualizzazione di due regioni del Sud Italia – la Basilicata e la Calabria – così come ci si presenta nelle opere di Carlo Levi e Cesare Pavese: "Cristo si è fermato a Eboli" e "Il carcere". Prodotti letterari per molti aspetti anche assai differenti, entrambi i testi presentano una comune scaturigine – tanto tematica, quanto storica – nell’esperienza del confino politico, vissuto durante gli anni de…