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Classicismo politico. Palinsesti petrarcheschi nella lirica civile italiana del Cinquecento (1525-1565)
«Et pongon man ne le tue treccie sparte»: appunti sulla ricezione del Petrarca politico nella lirica cinquecentesca
2017
Il contributo si interroga sulla ricezione del Petrarca civile nella lirica cinquecentesca, soffermandosi sull’analisi di alcuni componimenti di produzione compresa tra gli anni Trenta e Cinquanta del Cinquecento che a vario titolo riportano la figurazione femminile dell’Italia attingendo rime, lessico e argomenti dalle canzoni politiche dei Fragmenta. Accanto alla continuità dello stesso codice retorico se ne segnalano le istanze di sperimentazione interna e i differenti contesti di riutilizzo.
Recensione a L.B. Alberti, De pictura, a cura di L. Bertolini
2014
L’edizione della redazione volgare del De pictura curata dalla Bertolini inaugura la sezione «Trattati d’arte» dell’«edizione nazionale» delle opere dell’Alberti e costituisce in certo modo un primo tomo del volume che si completerà con la pubblicazione della redazione latina. La sequenza editoriale ripropone l’ordine cronologico che, secondo la tesi ripresa e riformulata da Lucia Bertolini nel 2000 e qui sviluppata in un’ampia premessa, vide nascere per mano dell’Alberti prima la stesura volgare e poi quella latina.
Il Brescianino ritrovato. Un’opera d’arte del ’500 nel Museo Diocesano di Palermo
2009
Il contributo, tramite un approccio pluridisciplinare, affronta lo studio di una tavola del primo quarto del '400 di oscura provenienza, ricostruendo la provenienza, individuando la letteratura critica in merito, e restituendo l'attribuzione al pittore attivo a Siena.
Il "genio" dal Trecento al Cinquecento
2008
Il concetto di genio si forma nella temperie romantica, ma le sue radici etimologiche affondano nell’antichità. Nel Medioevo (Dante, Petrarca, Boccaccio) la teoria dell’ingenium si articola in relazione al concetto di ars e non rinnega il rispetto delle regole. Nel Quattrocento la teoria platonica del furor divino dilaga nei versi e nelle trattazioni degli umanisti, quali Cristoforo Landino e Poliziano, mentre rimane estranea alle teorie artistiche, incentrate sul metodo razionale e sull’imitazione della realtà (Alberti, Leonardo), almeno fino al trattato sulla pittura di Francisco de Hollanda, in cui compare per la prima volta il concetto di genio creatore. Nei dibattiti del Cinquecento su…
Editoriale
2008
Leon Battista Alberti e il "doctus artifex"
2011
Attraverso l’esame della nozione di “artista dotto” - tracciata dallo stesso Alberti nel De pictura – si avvia un’indagine sui destinatari dei trattati albertiani relativi alle arti figurative. Infatti il lettore di Alberti non è più l’artigiano che nel manuale cerca regole operative, ma è un personaggio più colto che deve avere competenze in ambiti differenti (dal latino alla musica, dalla matematica alla retorica). Probabilmente i veri destinatari si potrebbero individuare tra i dotti uditori delle corti signorili, a cui l’umanista aveva già rivolto altre opere (il Philodoxeos, il De equo animante, il Teogenio, i Ludi Matematici). Pertanto un nuovo tipo di lettore si affaccia nel panorama…