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Entre Trapani et Tunis. De la période du Risorgimento à la fin du Protectorat français: parcours de travailleurs et d’entrepreneurs au-delà du Canal …
2019
Sin dai tempi più antichi, il Canale di Sicilia e la città di Trapani hanno costituito un ponte naturale fra il Maghreb e la Sicilia. Il saggio mette a sistema alcuni studi sugli architetti ed imprenditori di origine trapanese che emigrarono in Tunisia fra il XVIII e XIX secolo e ne propone una lettura inedita. Il fil rouge che lega Giuseppe Abita, la famiglia di imprenditori Canino e Domenico Basciano riguarda sia la loro provenienza dalla città siciliana, ma soprattutto l'importante contributo che essi hanno trasferito nell'architettura del periodo coloniale e post-coloniale francese nel Maghreb.
Aalto’s Principles of Urban Space and Planning in connection to William Wurster and Lewis Mumford
2015
Il saggio affronta il tema dei principi sullo spazio urbano e sul progetto urbano di Alvar Aalto, in rapporto alla influenza di Willam Wurster a Lewis Mumford. Aalto ha fatto circa 50 progetti urbanistici, molti dei quali poco conosciuti dagli studiosi. Essi variano da progetti contestuali dentro la città a progetti residenziali, centri civici, università, cimiteri, piani regionali. Sia in Finlandia, che soprattutto durante i soggiorni di Aalto in USA i contatti di Aalto e Wurster sono conosciuti, quelli con Mumford inevitabili. I progetti urbani e gli scritti di Aalto sono analizzati in relazione a quest duplice influenza. The paper focuses on Aalto's principles about urban space and plann…
Trasformazione e riuso dei vuoti urbani: quattro casi studio
2016
Il saggio indaga su contesti urbani consolidati che contengono tracce appartenenti a preesistenze industriali oggi in disuso, ma che costituiscono originali trame urbane da reinterpretare, riqualificare e riutilizzare in alternativa alle nuove espansioni. Il progetto della trasformazione/cambiamento diviene una metodologia d’intervento che richiede approcci, sensibilità e strumenti adeguati, che vanno dal controllo urbanistico a quello architettonico, dalla verifica tecnologica e strutturale a quella sociale e fruitiva. Sono presentate alcune ipotesi progettuali che illustrano come la valorizzazione delle aree industriali possa contribuire alla rigenerazione urbana di interi quartieri o por…
Centri minori fra modelli nuovi o ritrovati. Le alte Madonie tra opportunità e suggestioni
2022
«Un’architettura basata sulla complessità e sulla contraddizione richiede un impegno speciale verso l’insieme: la sua reale validità deve essere nella sua totalità, o nelle sue implicazioni di totalità» afferma Robert Venturi (Venturi, 2005, p. 16). Questo suggerimento è ancora essenziale per tutti coloro che intendono affrontare da vicino il ruolo del progetto nel territorio dei Centri minori? Sigfried Giedion, nel suo Space, Time and Architecture leggeva l’edificio per l’abitante della città. Aveva voglia di «godersi il panorama, le brezze ed il sole, godere in tutta calma quella naturale libertà di cui il suo lavoro lo privava» (Giedion, 1953, p. 505). A distanza di molti anni, il nostro…
La casa ipertestuale. Le stanze e lo spazio-soglia
2008
Il saggio descrive i risultati di un'esperienza di seminario/workshop extracurriculare, svoltosi a Palermo nel 2005 (dal titolo: “Futura. Come abiteremo domani”). La metafora dell’ipertesto, spesso utilizzata da architetti, filosofi e urbanisti come metafora significativa per descrivere la condizione metropolitana contemporanea, risulta particolarmente efficace quale rappresentazione sintetica dell’idea di casa che abbiamo inteso indagare, per alcune sue qualità essenziali che trovano immediato riscontro nelle nuove modalità dell’abitare. All’interno del tema più generale della casa “ipertestuale”, la sperimentazione diretta dal Emanuele Palazzotto ha inteso esplorare alcune possibilità di …
L’ABITARE MINIMO NECESSARIO TRA TEMPORANEITÀ E PERMANENZA, il progetto degli alloggi per i lavoratori stagionali di Campobello di Mazara (TP)
2021
Quando i corpi svelano lo spazio
2020
Living means transfiguring the place and loading it with meanings that transcend its pure objectivity, allowing our body to feel itself among "its things", close to itself. The path of "transfiguration" inherent in living interprets the complementarity between man and his environment and reveals the poetic capacity of architecture. Thus, it may be interesting to understand how the interaction between body and space can make us regain possession of the most problematic places, within a mental and transcendent dimension.
Back (and forth) to the future. E.Journal [on line], 9(9), 185-193.
2012
Progetti di città del futuro nel passato e ipotesi di possibilità di vita su Marte. Si fa cenno alle due principali emergenze naturali di Marte, il Mons Olympus e le Valles Marineris. Nella trattazione, a proposito delle questioni connesse con la eventuale terraformazionedel pianeta, l’autrice introduce la necessità di considerare tali emergenze quali elementi da sottoporre a salvaguardia. È chiaro che un processo di terraformazione, per quanto arduo, una volta che superasse le difficoltà maggiori, che sono quelle dell’avvio, del primo mantenimento e della complessiva indirizzabilità, non potrebbe evitare di coinvolgere questi e altri siti che, tuttavia, già adesso e nella prospettiva di un…
Homeward : caratteri, strategie compositive, poetiche dell’abitare
2020
Il volume raccoglie dei saggi elaborati a partire da alcune lectures universitarie che, attraverso l’esposizione e il commento di alcuni edifici esemplari, testimoniano la possibile ricerca di un testo “ideale”. Una traccia di fondo tiene insieme maestri come Soane, Schinkel, Loos, Asplund, Taut, Mies van der Rohe, Le Corbusier, Kahn, e si riflette nelle loro opere: tutti hanno avuto una grande passione per l’architettura classica. Dai più lontani nel tempo sino a quelli più prossimi, c’è stata una trasmissione di questioni, di principi e insegnamenti come discendenze, lungo trame riscontrabili in filigrana. Si indaga con ampi riferimenti critici il legame delle opere con le circostanze che…
Absidi poligonali e impianti basilicali della Sicilia tardomedievale
2015
Il disegno planimetrico adottato nelle cattedrali di età normanna, e in particolare nel duomo di Monreale, fino al principio dell’età moderna è un punto di riferimento nella progettazione di chiese di nuova costruzione in Sicilia. Non si tratta tuttavia di una inerziale ripetizione, ma di un riferimento non scevro di “riformulazioni”. Alcuni casi fanno registrare in particolare una variante nell’icnografia absidale, dove la sagoma semicircolare viene rimpiazzata da una pianta poligonale, relazionabile all’arrivo di soluzioni formali, tecniche e costruttive proprie della stagione gotica. L’esordio in Sicilia di una soluzione poligonale chiaramente concepita come alternativa all’icnografia se…