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La 'cestinazione' delle pseudonotizie di reato. Ristampa emendata e aggiornata
2010
Il lavoro intende prospettare un’esposizione sintetica e nel contempo completa che introduca le più importanti questioni interpretative sottese solitamente a quelle ‘prassi devianti’, troppo spesso presenti nelle dinamiche processuali, che mettono in luce proprio i limiti connaturali all’attuale assetto dei doveri e dei poteri del pubblico ministero. Restare inerti davanti alla loro crescente diffusione senza riflettere sui possibili rimedi, rintracciabili anche nei labirinti del processo, rischia di condurre allo svuotamento di principi costituzionali, tra cui quello dell’obbligatorietà dell’azione penale, che vanno difesi in vista di preavvertiti indizi che vorrebbero vederli fortemente a…
Archiviazione e opposizione all'archiviazione:profili generali
2012
Fenomenologie inquisitorie o guarentigie costituzionali nelle dinamiche dei poteri ex art. 409, 4° comma, c.p.p. del g.i.p. sull'inazione del p.m.?
2022
Le sezioni unite hanno riconosciuto in capo al g.i.p. il potere di ordinare al p.m. di procedere, quale atto di indagine suppletivo disposto a norma dell'art. 409, 4° comma, c.p.p., all'interrogatorio dell'indagato, anche per un reato diverso da quello per il quale il magistrato requirente aveva richiesto l'archiviazione, essendo dovuta, in tal caso, solo la previa iscrizione nel registro ex art. 335 c.p.p.
Rapporti tra mancanza dei gravi indizi e infondatezza della notizia di reato
2007
L'Autrice affronta le molteplici insidie derivanti dall'innesto operato dalla "Legge Pecorella" nell'art. 405 c.p.p., inserendovi il comma 1 bis, che, prevedendo un'ipotesi di "archiviazione coatta", finisce col introdurre nel sistema d'inazione del pubblico ministero un inedito obbligo di non agire sulla base di un discutibile parallelismo tra insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, confermata in cassazione, e infondatezza della notizia di reato.
Imputazione coatta "abnorme": alle Sezioni unite la questione sulla legittimazione a impugnare
2018
Le Sezioni Unite sono chiamate a risolvere un contrasto interpretativo in merito alla legittimazione dell'indagato a impugnare con ricorso per cassazione l'ordine d’imputazione coatta emesso dal giudice per le indagini preliminari per un reato diverso da quello per il quale l’organo inquirente aveva richiesto l'archiviazione. Dopo avere illustrato i diversi orientamenti, l'Autrice spiega le ragioni per le quali non può non riconoscersi all'indagato la legittimazione a impugnare tale provvedimento, trattandosi di atto abnorme che lede sia le prerogative del pubblico ministero in merito all’esercizio dell’azione penale sia il diritto al contraddittorio.
La legge-delega sulla tenuità del fatto nel procedimento ordinario
2014
L'Autrice si sofferma anzitutto sui criteri ispiratori della delega in materia di pene detentive non carcerarie, quindi focalizza l'attenzione sulla direttiva ove è stabilito di configurare la tenuità del fatto come causa di esclusione della punibilità, nonché sulle direttive in tema di parametri di tenuità, vale a dire la tenuità dell'offesa e la non abitualità del comportamento. Non manca una riflessione sul ruolo della persona offesa e sulla tutela dell'azione civile. Infine si prospettano le necessarie modifiche al sistema processuale che dovranno essere approntate in seguito all'innesto del nuovo congegno nei segmenti processuali, tenuto conto anche della dimensione costituzionale dell…
Commento agli artt. 405, 406, 407, 408 e 411 del codice di procedura penale
2012
L'Autrice, riportando la giurisprudenza più recente oltre che le posizioni dottrinali più accreditate, commenta gli articoli del codice di procedura penale riguardanti la chiusura delle indagini preliminari, la proroga del termine, i termini di durata massima delle indagini preliminari, la richiesta di archiviazione per infondatezza della notizia di reato e gli altri casi di archiviazione.
Mancanza dei gravi indizi di colpevolezza e infondatezza della notizia di reato: un parallelismo del tutto sconfessato dalla Corte Costituzionale
2009
Non stupisce che anche l'ipotesi di "imputazione coatta" di cui all'art. 405, comma 1 bis, c.p.p., introdotta dalla "Legge Pecorella", sia stata dichiarata incostituzionale nel contesto di un disegno volto a ripristinare lo status quo delle norme processuali prima dell'incisivo intervento del legislatore del 2006. L'Autrice ripercorre il ragionamento della Corte avallandone interamente i passaggi logici argomentativi con i quali è stato troncato il tentativo di limitare l'autonomia del pubblico ministero nell'esercizio del potere d'azione.
L'inazione del pubblico ministero
2009
L'Autrice affronta il tema dell'azione penale, soffermandosi anzitutto sui rapporti tra il concetto di azione e quello di pretesa punitiva che vengono analizzati tenendo conto dei profili storici della loro evoluzione e della successiva crisi di categorie dovuta al mutamento dei contenuti delle norme. L'analisi si sposta sul potere di azione del pubblico ministero e sul canone di obbligatorietà, per poi dirigersi sulle zone franche dai controlli sull'inazione del pubblico ministero nell'alternarsi delle vicende legislative in materia di archiviazione. Segue una riflessione sulla discrezionalità del pubblico ministero, ove è rimarcata la degenerazione di determinate forme di inazione diretta…
Osservazioni a Cass., VI, 6 dicembre 2007, Magazzù; Cass., III, 10 ottobre 2007, Cavalli; Cass., V, 5 dicembre 2006, Balzarini (in tema di "archiviaz…
2008
La nota affronta taluni aspetti problematici della fattispecie di imputazione 'coatta' di cui all'art. 405 comma 1-bis c.p.p.