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LE NUOVE STRATEGIE COMUNICATIVE DEI BOSS
2009
Sono bastate poche parole, poche righe recapitate alle agenzie di stampa dall’avvocato di Salvatore Riina, per riaccendere – tra i tanti – anche il dibattito sul rapporto che lega mafia e informazione. Si è discusso di quanto la mafia antica sia cresciuta nel silenzio e sia stata alimentata dall’indifferenza dell’opinione pubblica e dell’informazione; e si è auspicato, di conseguenza, che di mafia si parlasse sempre, comunque e in qualsiasi modo, prescindendo dai contenuti, dall’opportunità e dalle modalità dell’informazione
Gli ultimi padrini. Indagine sul governo di Cosa Nostra
2011
Riina e Provenzano hanno trascorso alcuni decenni di serena latitanza con lo spirito – potremmo dire – del buon padre di famiglia: viaggiando, scrivendo, curando gli affari e la salute, frequentando amici e conoscenti, vivendo per un lungo periodo di tempo accanto ai propri figli e alle proprie mogli, senza troppo doversi preoccupare di uno Stato che non aveva né la voglia, né la forza per catturarli. La loro storia è nota; sono in tanti ad averla narrata, ad averne ricostruito i dettagli di cronaca, ad averne ricucito la trama esistenziale anche attraverso l’analisi e l’esegesi di testimonianze, racconti e pizzini. Ma su un importante dettaglio della loro vita, nessuno ha detto o scritto o…
Una difficile normalità
2023
La notizia della concessione della libertà vigilata a Gaspare Spatuzza - l'assassino, insieme a Grigoli, del parroco palermitano don Giuseppe Puglisi e di molti altri - riapre la discussione sul tema del difficile futuro dei collaboratori di giustizia richiedendo una lucida distinzione tra giudiziario e religioso. È anche un'utile occasione per portare in primo piano non solo il dolore delle vittime e dei loro familiari, ma anche la ragione del perdono. Che rischia di dare spazio a un'etica iperbolica che richiama, secondo Derrida, la sua "impossibilità, inopportunità, se non addirittura immoralità" The news of the granting of parole to Gaspare Spatuzza - the killer, together with Grigoli, …
"Il traditore”: la parabola esistenziale di Tommaso Buscetta tra visioni oniriche e ricostruzioni processuali
2019
Attraverso una narrazione drammatizzata, costruita per essere esibita più che raccontata, la pellicola di Marco Bellocchio consegna agli spettatori la storia di Tommaso Buscetta: il più noto (non il primo) collaboratore di giustizia di Cosa Nostra, personaggio di rilievo (più per carisma e doti personali che per inquadramento formale nelle gerarchie mafiose) dello schieramento dei perdenti nella seconda guerra di mafia dei primi anni ’80, in Sicilia. Raccontare le mafie è un’operazione complessa. Sappiamo già troppo e ancora troppo poco; ce ne accorgiamo quando stentiamo nel rispondere alla domanda su quale sarà il loro futuro, su cosa stia accadendo oggi e sul perché rimangano ancora tanti…
A colloquio con Gaspare Spatuzza. Un racconto di vita, una storia di stragi
2016
C’è un periodo della storia del nostro Paese che avremmo potuto raccontare come fosse il momento si sono aperte le porte dell’inferno. Questo sono state le stragi di mafia dei primi anni Novanta, con i lutti e le distruzioni provocate dall’attacco allo Stato da parte di Cosa Nostra e di altri poteri occulti. Si tratta di vicende narrate e indagate in tanti modi. La novità di questo studio è la strada, il percorso attraverso cui il lettore può esplorare la quotidianità di Cosa Nostra, quell’inferno dei vivi che – dopo aver tentato di fare guerra allo Stato – ancora oggi brucia vite umane, tiene sotto giogo interi quartieri, città, economie nazionali e internazionali. Il libro è il racconto d…
Au royaume des discours incomplets : ambigüité et malentendu dans la conversation entre mafieux
2013
Im Reich der Andeutungen : Bewusst mehrdeutige und missverständliche Aussagen in Mafiosi-Gesprächen. Beim mündlichen Austausch müssen sich Mitglieder der Cosa Nostra gleichzeitig an die Schweigepflicht nach außen und die Wahrheitspflicht nach innen halten. Die Sprache der Mafiosi muss daher eine semantisch indirekte Form annehmen, die dem Sprechenden seinen Spielraum lässt, um die Unvorhersehbarkeit seiner Absichten zu bewahren. Diese Sprachform hat Tommaso Buscetta dazu gebracht, dieses Milieu als „das Reich der Andeutungen“ zu bezeichnen. Die Ordnung der Mafia beruht auf einem wohl verstandenen doppelten Spiel bewusst missverständlicher Aussagen, im Sinne von Jankélévitch, die keine falsc…
Mondi contaminati, narrazioni di donne
2019
La prospettiva narrativa femminile sull’universo mafioso è un utile grimaldello per destrutturare i luoghi comuni attraverso uno sguardo decentrato e originale. Una narrazione che interroga il senso del raccontare, pervenendo a stili “contaminati”. Ci si trova così a soggiornare dentro un circolo ermeneutico che lega soggetto e oggetto della ricerca dentro la sfera fluida di “identità circolari”: un testo senza precisi confini poiché – come ricorda Julia Kristeva – il soggetto parlante è impensabile fuori dal suo racconto e dal suo raccontarsi. Per non farsi sopraffare dalla magia dello specchio, dalla seduzione auto-riflettente della Medusa, occorre scegliere dove posizionarsi, ancorandosi…
Alle chiese locali l’ultima parola
2014
Sono decise le parole pronunciate da Papa Francesco sulla piana di Sibari, il 21 del 2014 di fronte a una folla di fedeli radunata per assistere alla celebrazione eucaristica. Parole efficaci che affrontano nel vivo l’ambiguo e nodale rapporto che lega gli uomini di mafia agli uomini di Chiesa, le organizzazioni criminali e le sacre liturgie. Parole taglienti che immediatamente provocano altrettanto decise e inequivocabili risposte da parte dei clan colpiti da questo nuovo anatema papale. È un passo avanti di non poco conto che prende atto del complesso reticolo criminale che mischia violenza denaro e potere e che può rendere protagonista la Chiesa di un radicale processo di rinnovamento. S…
La Verità è come una spada che divide, in “InformaCaritas”, anno XII, n. 2, marzo-aprile 2012, pp. 13-14.
2012
L'articolo ripercorre le tematiche affrontate durante la tappa palermitana del “Cortile dei Gentili” - svoltasi il 29 e 30 marzo 2012 - dedicata al tema Cultura della legalità e società multireligiosa, interrogandosi sulla questione della presenza mafiosa, sul condizionamento e sulla limitazione da essa imposto nella fruizione dei valori e dei diritti democratici, sul ruolo svolto dalle istituzioni - in particolare dalla Chiesa - nel contrasto al fenomeno mafioso e sulle condizioni per favorire il dialogo inter-religioso.
«Com’è un mafioso?» Raccontare dall’interno il “mestiere” del poliziotto
2018
Il saggio analizza il racconto autobiografico che Maurizio Ortolan, (ispettore di polizia in servizio dal 1987 al 2013 presso il Nucleo centrale anticrimine) fa della sua esperienza lavorativa, con taglio asciutto ed essenziale, denso di rimandi a importanti episodi delle cronache criminali italiane degli ultimi trent’anni e carico di un vissuto che ha incrociato le biografie di alcuni dei più significativi protagonisti di quel periodo. Utilizzando uno sguardo etnografico e partendo dal racconto di Ortolan, l'autrice fa emergere quegli aspetti che, pur strettamente legati al singolo vissuto, gettano luce sulle pratiche condivise del "mestiere" del poliziotto.