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Compatibilità dell'intervento iussu iudicis con le preclusioni del giudizio di primo grado.
2013
L'autore si interroga sulla compatibilità dell'intervento per ordine del giudice con le preclusioni del giudizio di primo grado, alla luce dei principi fondamentali del processo civile e di un orientamento della Corte Costituzionale.
Breve storia dei magistrati onorari in Italia
2019
Lo studio si ripropone di ricostruire le origine storiche della magistratura onoraria in Italia, dall'Unità alla "riforma organica", approvata con d.lgs. 116/2017. Vengono anche affrontati gli aspetti processuali della riforma medesima, mettendone in luce le criticità e contraddizioni.
Brevi osservazioni sul testo unificato dei Disegni di legge. S. 1438, S. 1516, S. 1555, S. 1582, S. 1714 in discussione al Senato di “riforma della r…
2020
L'autore esamina i disegni di legge, in discussione al Senato, di modifica al d.lgs. 116/2017 sulla magistratura onoraria, evidenziandone le numerose criticità: dalla mancata stabilizzazione dei “vecchi” GOT, VPO e Giudici di Pace, al carattere apparente del miglioramento delle condizioni economiche di questi, alla reintroduzione "monca e incompleta" del coordinatore del giudice di pace, all'assenza di tutele per i magistrati onorari, al regime - foriero di gravi conseguenze sul piano processuale - delle incompatibilità e dell’astensione, etc.
Imputazione coatta "abnorme": alle Sezioni unite la questione sulla legittimazione a impugnare
2018
Le Sezioni Unite sono chiamate a risolvere un contrasto interpretativo in merito alla legittimazione dell'indagato a impugnare con ricorso per cassazione l'ordine d’imputazione coatta emesso dal giudice per le indagini preliminari per un reato diverso da quello per il quale l’organo inquirente aveva richiesto l'archiviazione. Dopo avere illustrato i diversi orientamenti, l'Autrice spiega le ragioni per le quali non può non riconoscersi all'indagato la legittimazione a impugnare tale provvedimento, trattandosi di atto abnorme che lede sia le prerogative del pubblico ministero in merito all’esercizio dell’azione penale sia il diritto al contraddittorio.
La legge-delega sulla tenuità del fatto nel procedimento ordinario
2014
L'Autrice si sofferma anzitutto sui criteri ispiratori della delega in materia di pene detentive non carcerarie, quindi focalizza l'attenzione sulla direttiva ove è stabilito di configurare la tenuità del fatto come causa di esclusione della punibilità, nonché sulle direttive in tema di parametri di tenuità, vale a dire la tenuità dell'offesa e la non abitualità del comportamento. Non manca una riflessione sul ruolo della persona offesa e sulla tutela dell'azione civile. Infine si prospettano le necessarie modifiche al sistema processuale che dovranno essere approntate in seguito all'innesto del nuovo congegno nei segmenti processuali, tenuto conto anche della dimensione costituzionale dell…
L'imparzialità dell'organo giurisdizionale e le relative procedure di controllo
2011
L'oggetto dello studio è il principio della terzietà del giudice dall'angolazione dei meccanismi predisposti per garantirne l'effettività. Vengono passati in rassegna astensione, ricusazione e rimessione, con particolare attenzione al punto critico relativo alla 'sorte' processuale degli atti compiuti dal giudice poi sollevato.
Azione di danno e giurisdizione penale di pace: tra tecniche del processo, scelte di sistema e mitezza del diritto
2012
1. Child of a lesser god: per una premessa. –2. Risorse, vissuti, contraddizioni: linee di una storia. – 3. Parte civile e giurisdizione penale di pace: micromeccaniche e strategie generali di politica del processo. – 4. Rito penale di pace, interessi privati coinvolti, diritto "mite" e ruolo del giudice: qualche rilievo conclusivo.
Commento all'art. 525 c.p.p.
2008
Il commento prende in rassegna sia l'immediatezza nella deliberazione della sentenza come esplicazione del principio di concentrazione, sia l'immediatezza sotto il profilo soggettivo della decisione, tradotto nel principio d'immutabilità fisica del decidente. L'analisi si sofferma soprattutto su questo aspetto, ritenendo, l'Autrice, come con tale disposizione il legislatore abbia dato formale riconoscimento al principio di oralità, che quindi, non è da intendere confinato nella sola legge delega n. 81 del 1987 (Direttiva n. 2).
Commento agli artt. 278 e 279 c.p.p.
2008
Nel quadro della disciplina in materia cautelare, il commento degli artt. 278 e 279 c.p.p. si incentra, rispettivamente, sulla determinazione della pena agli effetti dell’applicazione delle misure e sull’individuazione del giudice competente a disporle. Sotto il primo profilo – al di là dei problemi legati alla successione di leggi nel tempo e al controverso ambito applicativo della norma – sono state affrontate le diverse specifiche fattispecie che rilevano nel relativo computo. Sotto il secondo profilo – dopo un cenno ai dubbi di costituzionalità sollevati – ci si è soffermati sulle molteplici questioni sorte in ordine ai diversi momenti del procedimento e con riguardo alle conseguenze di…
La sentenza del giudice ricusato nelle more sulla verifica dell'incompatibilità
2011
La Corte di cassazione è intervenuta in materia di decisione di revoca del provvedimento del Tribunale di sorveglianza emessa, in violazione del divieto di cui all'art. 37,co. 2, c.p.p. Gli antecedenti prima dell'intervento della Corte di cassazione hanno riguardato la sospensione in via cautelare, da parte del magistrato di sorveglianza, della misura di affidamento in prova al servizio sociale, con trasmissione degli atti al Tribunale di sorveglianza per la decisione sulla revoca della misura. Il Difensore del reo informava oralmente il tribunale di avere presentato dichiarazione di ricusazione nei riguardi di uno dei membri del collegio giudicante. L'A. esamina gli istituti dell'astension…