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La prevista censura dell’ergastolo ostativo non andrà in onda: al suo posto, un «invito al legislatore»
2022
Con l’ordinanza n. 97/2021, la Corte costituzionale ha sospeso il giudizio di costituzionalità sulle norme interne che impediscono all’ergastolano condannato per taluni delitti di accedere alla liberazione condizionale, intimando alle Camere di riformare l’istituto dell’ergastolo ostativo entro il 10 maggio 2022. Si tratta di una tecnica monitoria già sperimentata dalla Consulta, che però non cessa di sollevare dubbi e interrogativi sul piano interno. Sul piano internazionale, e segnatamente sul piano dei rapporti tra ordinamento italiano e sistema convenzionale, invece, questa tecnica è meno esplorata. Il presente contributo, collocata l’ordinanza n. 97/2021 sullo sfondo dell’esecuzione de…
Commento agli artt. 438, 441, 441-bis, 442, 443
2010
I commenti agli artt. 438-443 c.p.p. ripercorrono la storia travagliata del giudizio abbreviato, dal suo varo nell'impianto codicistico originario alla prima parabola della giurisprudenza costituzionale, alla rifondazione operata nel 1999 dalla c.d. legge Carotti e ai successivi adeguamenti, fino alle manipolazioni introdotte dalla c.d. legge Pecorella e drasticamente ridimensionate dalla Corte costituzionale. La trattazione scandaglia i nodi del dibattito dottrinale e approfondisce le ampie problematiche giurisprudenziali e di diritto applicato poste da un rito dal cospicuo impatto sotto il profilo della gestione del carico giudiziario globale.
Giudizio abbreviato, reati "da ergastolo", populismo penale e Stato di diritto
2019
Al culmine di trent’anni di tensioni e di incomprensioni, le scelte trancianti coagulatesi nella l. n. 33 del 2019 escludono radicalmente dall’accesso al rito abbreviato le imputazioni per reati punibili con la pena dell’ergastolo. Sul piano delle politiche di sistema nella stagione del populismo penale, la filigrana della novella del 2019 appare emblematica di nuove preoccupanti disinvolture: la riscrittura delle regole del processo è stata elettivamente finalizzata all’irrigidimento della previsione edittale, convergendo sull’obiettivo di rendere inesorabile la sanzione della pena “a vita”, sottratta a ogni flessibilità; il processo penale regredisce, così, allo stadio del “servo muto”, a…
Verso il "giusto processo" d'appello: se non ora quando? Dalla irriducibile staticità nello ius positum italiano al dinamismo cognitivo nel diritto v…
2012
L'Autrice si sofferma sul dogma della necessità del doppio giudizio di merito sottolineando la crisi della struttura cartolare dell'appello nel sistema processuale di parti. In seguito viene affrontato il dinamismo del secondo giudizio nella giurisprudenza europea per verificare la possibilità di una interpretazione costituzionalmente e "convenzionalmente" orientata.
Giudizio abbreviato “non condizionato” e attenuante ex art. 13 D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74: un connubio in cerca di specifiche regole di convivenza
2014
Il contributo affronta lo specifico tema riguardante i rapporti tra le dinamiche del giudizio abbreviato e la c.d. attenuante tributaria di cui all’art. 13 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74. Da una questione centrale - concernente la concreta collocazione temporale del termine «prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado», indicato dalla norma, entro il quale deve essere effettuato il pagamento del debito tributario per ottenere il riconoscimento della predetta attenuante - traggono spunto più ampie considerazioni, legate alle peculiarità del rito speciale, soprattutto quando esso sia “non condizionato”.
Giudizio abbreviato
2019
Nell’ambito della giustizia penale differenziata, il giudizio abbreviato si inserisce nel solco dei procedimenti speciali deflativi del dibattimento. Riformato dalla l. n. 499/1999, esso presenta caratteristiche del tutto nuove rispetto all’impianto originario, costituendo oggi un modello deflativo dall’accesso automatico: all’imputato, infatti, è riconosciuto un vero e proprio diritto a rinunciare al contraddittorio per la prova in cambio di un apprezzabile effetto premiale in caso di condanna. Destando ulteriori perplessità, sul nuovo assetto è nuovamente intervenuto il legislatore con le leggi 23 giugno 2017, n. 103 e 12 aprile 2019, n. 33.
La rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale nel giudizio di appello
2012
La disciplina della prova nel giudizio di appello penale ancora oggi è calibrata sulla rivalutazione delle prove già formate nel processo di primo grado. L'acquisizione nel contraddittorio orale è assestata sostanzialmente su declinazioni ecccezionali: la sussistenza di elementi probatori nuovi, reperiti o sopravvenuti dopo il primo processo. Tuttavia, alla luce del principio costituzionale del c.d. giusto processo non si può più avallare un giudizio che riformuli la decisione nel merito sulla base di rivalutazioni di conoscenze ex actis soprattutto per ribaltare una decisione di proscioglimento in sentenza di condanna. Questa interpretazione del resto è ormai pacificamente adottata dalle C…
Giudizio abbreviato (dir. proc. pen.)
2016
Nell’ambito della giustizia penale differenziata, il giudizio abbreviato si inserisce nel solco dei procedimenti speciali deflativi del dibattimento. Riformato dalla l. n. 499/1999, esso presenta caratteristiche del tutto nuove rispetto all’impianto originario, costituendo oggi un modello deflativo dall’accesso automatico: all’imputato, infatti, è riconosciuto un vero e proprio diritto a rinunciare al contraddittorio per la prova in cambio di un apprezzabile effetto premiale in caso di condanna.
Le sequenze procedimentali “obbligate” in caso di trasgressione dell’ordine di espulsione o di allontanamento ex artt. 235 e 312 c.p.
2008
Le disposizioni introdotte nel codice penale e in quello di rito, dal c.d. "pacchetto sicurezza" del 2008, si pongono - per certi versi - sul solco di modifiche precedentemente apportate dal legislatore con la c.d. "legge Bossi-Fini", proseguendo così un cammino già intrapreso. Nell'affrontare le principali innovazioni in tema di "lotta all'immigrazione illegale", l'Autore si sofferma principalmente su quelle riguardanti l'espulsione, nella sua veste di misura di sicurezza, la fattispecie dell'arresto anche fuori dai casi di flagranza, nonché le dinamiche del giudizio direttissimo, "tipico" e "atipico".
Ricerca della verità e dimensione etica del processo penale
2022
Lo scritto mira ad affrontare e indagare, nei sui profili essenziali, la questione dei diversi valori “in gioco”, e spesso “in conflitto”, nella configurazione dinamica dell’accertamento processuale penale. In particolare, l’Autore, prendendo le mosse da una disamina – anche diacronica – del divieto codicistico di utilizzabilità delle dichiarazioni e informazioni ottenute mediante tortura, intende approfondire la significativa tensione tra finalizzazione euristica e connotazione etica nel giudizio penale, nella ricercata prospettiva di un loro provvido bilanciamento.