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Open-air Conservation of Ruins and the Concept of “Non-Dislocation”
2012
Most of the on-going debate is about “how” to protect archaeological ruins, whilst at the same time allowing the general public to enjoy them. Today it is clear how important it is, from the actual planning stages of excavations, to interact with experts from other disciplines, who are working on their own findings and offering them up for collective enjoyment. Whatever might be feasible for an indoor museum is not always feasible with an architectonic ruin, as regards both presenting objects with explicative apparatus that determines their significance, and exploring them in a new way when interpretations change or new ideologies are introduced. First of all, conserving excavations is the …
Opportunità attive: Palermo mia
2014
Le questioni poste nel saggio portano a considerare la dinamica contemporanea come il luogo d’elaborazione di un concetto interpretativo dell’architettura, intesa come servizio/funzione nei confronti delle mutevoli necessità dell’utenza, elemento di indirizzo strategico nella individuazione di proposte anche sostenibili. Un pretesto, questo, per parlare del progetto e spingersi oltre, anche solo di poco nel luogo ‘rassicurante’ depositario dell’identità, delle abitudini e delle emozioni negli “Interni” del nostro quotidiano.
Comunicare l'archeologia: innovazioni multimediali negli allestimenti museali
2014
Negli ultimi anni il tema della comunicazione museale attraverso i più avanzati strumenti di comunicazione è diventato, per i museografi, di forte interesse progettuale. Da diversi anni viene condotto infatti un dibattito molto acceso sui metodi e mezzi di comunicazione a supporto della narrazione archeologica in continuo contrasto fra tradizionalisti e rinnovatori, sul rapporto tra gli oggetti e la multimedialità e sul museo come luogo di apprendimento e divertimento. La ricerca approfondisce l'uso e il ruolo delle nuove tecnologie di comunicazione concentrandosi sulla possibilità di inserimento di essi negli allestimenti a carattere archeologico. Negli ultimi anni, i new media hanno appor…
Luce per comunicare. I colori in tre importanti siti archeologici della Catalogna
2011
La volontà di restituire alla collettività la lettura storica della città del passato ha fatto sì che nei siti archeologici della Catalogna la luce fosse utilizzata per consentire ai cittadini di riappropriarsi della propria identità e ai turisti di comprenderne la storia. Ai visitatori tutti, in generale, è data la possibilità di godere delle rovine delle città, non solo per quanto riguarda il valore estetico aggiunto, ma anche, e soprattutto, per l’aspetto didattico del tipo d’intervento realizzato.
La luz y el color en la arquitectura contemporánea: los nuevos escenarios urbanos
2010
"Cuando a finales del siglo XIX, Claude Monet pintó la catedral de Rouen, vista en diferentes horas del día, desde el amanecer al atardecer, nos da una demostración de cómo un solo monumento podría tener configuraciones y aspectos diferentes debido exclusivamente a la capacidad de la luz de modelar formas. Pero también nos da otra lección: de cuanto sea importante en la fruición de un lugar la posibilidad de leer el paso del tiempo a través de la alteración de la percepción debida a la evolución de las formas y los colores, específicamente en relación con el cambio de luz "[1]. La investigación se propone una reinterpretación del paisaje urbano, considerando el proyecto luz como elemento in…
Beni culturali e Architettonici: Analisi, Documentazione, Ambiente. La «Présentation» de la Préhistoire: de la Pratique à la redécouverte des valence…
2006
Stratigrafie del territorio: la comunicazione mediante lining out
2009
Alle origini dell'Europa: le ville britanno-romane, gallo-romane e romano-gotiche. prospettive di comprensione e comunicazione.
2009
LA PRESENTAZIONE DEI SITI GALLO-ROMANI. Conservare, Proteggere e Musealizzare
2012
Today’s interventionist experience is deeply oriented towards an all cost valorization of archaeological heritage, which is sometimes perpetuated disregarding the real possibilities of execution, or without a sensible sustainability of the interventions. One cannot keep thinking to have to offer the public everything straight away, because, if the necessary resources or the community interest happens to lack, there is the risk of leaving the “resurfaced” ruins in the open air, thus having them suffer probable looting or relentless degrading factors. The risk is also not to take on all due account the different types of intervention required by every single archaeological reality, thereby fl…