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Salvatore Di Piazza. 2011. Congetture e approssimazioni. Forme del sapere in Aristotele (Milano-Udine : Mimesis)
2013
Quel est le statut épistémologique d’une discipline qui, quelquefois, n’atteint pas à ses objectifs ? C’est la question que Di Piazza pose dans Congetture e approssimazioni. Elle concerne la rhétorique et, avec elle, toutes les disciplines qui ont un statut épistémologique comparable, à commencer par la médecine. Trois éléments - disons trois piliers - délimitent le chantier de Di Piazza : la rhétorique, la médecine et la philosophie d’Aristote.Le point de départ est la décision de ne pas se ...
L'interprete al cinema: stereotipi, pregiudizi e realtà
2020
The figure of the interpreter in history has always oscillated between visibility and invisibility. Although today there is a tendency to give it increasing recognition, some categories (cultural mediators, war and sign interpreters) still remain in a poorly recognized situation and often operate in precarious working conditions. The interpreter as a subject of study has been present in world literature for years. We will investigate what has become the interpreter as a subject in world cinema. What is the semiotic process for which a given image of the interpreter communicates a certain cliché or suggests certain characteristics that the director (or the screenwriter) wanted to highlight. …
«A/traverso» la transizione. Le pratiche culturali del movimento del ’77 e il paradigma artistico
2012
Il cosiddetto movimento del ’77, già negli anni della sua emersione ricondotto alle esperienze delle avanguardie artistiche del primo Novecento, riconfigurò i dispositivi di produzione-fruizione della cultura producendo un capovolgimento – orientato verso l’autorappresentazione politica dell’emergente proletariato giovanile – delle tradizionali categorie e mediazioni sociali ancora agenti nella società fordista.
Tradurre un mito letterario: tradurre Orazio
2020
Quinto Orazio Flacco è fra i più tradotti auctores latini nelle culture letterarie d’Europa, soprattutto nei secoli XVI, XVII, XVIII. La ricostruzione repertoriale e critica delle traduzioni che hanno avuto per oggetto il suo corpus si offre, quindi, come documento particolarmente significativo della fortuna traduttoria di un mito letterario, in quanto attesta il rapporto di imitatio/aemulatio che numerosi autori hanno stabilito con il modello nel momento in cui hanno deciso di assimilarlo, attraverso le traduzioni, alle lingue e alle culture nazionali cui essi appartengono.