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L'inazione del pubblico ministero
2009
L'Autrice affronta il tema dell'azione penale, soffermandosi anzitutto sui rapporti tra il concetto di azione e quello di pretesa punitiva che vengono analizzati tenendo conto dei profili storici della loro evoluzione e della successiva crisi di categorie dovuta al mutamento dei contenuti delle norme. L'analisi si sposta sul potere di azione del pubblico ministero e sul canone di obbligatorietà, per poi dirigersi sulle zone franche dai controlli sull'inazione del pubblico ministero nell'alternarsi delle vicende legislative in materia di archiviazione. Segue una riflessione sulla discrezionalità del pubblico ministero, ove è rimarcata la degenerazione di determinate forme di inazione diretta…
Un triangolo dinastico-familiare e un sogno d'amore infranto: il racconto «Un dramma in Persia»
2013
Pirandello attraverso Sciascia: olivo e zolfo, due voci dell’Alfabeto pirandelliano
2019
Analizzando i testi in cui Leonardo Sciascia interviene in maniera organica sulla traiettoria umana e letteraria di Luigi Pirandello, non è difficile far emergere un ricorsivo meccanismo di penetrazione in quelli che lui considera i leit-motiv del rapporto tra autore-testo-pubblico. Tale meccanismo è generato da una serie di parole-chiave, più spesso nomi propri, che fungono da focalizzatori. Nel contributo ci si concetra su due parole chiave, Olivo e Zolfo, che contrassegnano i genia loci che da Pirandello si trasmettono a Sciascia. Questo particolarissimo punto di osservazione della Sicilia interna, della Sicilia araba come spesso ripete lo stesso Sciascia, con due elementi-simbolo pregna…
SOPRANNOMI ETNICI PROVERBIALI E ANEDDOTICI IN SICILIA. QUALCHE ESEMPIO DAL CORPUS DASES.
2013
Il contributo si inserisce all’interno degli studi preparatori al Dizionario Atlante dei Soprannomi Etnici in Sicilia (DASES). A partire dai dati emersi durante la raccolta sul campo ma anche con il confronto sulle fonti bibliografiche, vi si analizzano alcune ricorrenze con varianti formali in diacronia e diatopia costruite su formule paremiologiche (es: Favarisi unu ogni paisi/e si nun ci nn’è mègghiu è) o su aneddoti specifici (es: Jàpicu ˗o Cià˗, mùzzica a crapa) o, ancora, su entrambi (es: Cu passa di l’Omumortu e unn-è arrubbatu/ Biancucci o è mortu o è carzaratu). La prospettiva del contributo, integrandosi con le altre sin qui affrontate in sede di analisi preliminare del DASES, ne …
I nomi dietro i numeri: Michele Salvemini aka Caparezza
2019
The present work focusses on the onomastic interest shown by a singer belonging to the new generation of Italian rappers, Michele Salvemini, aka Caparezza. His expressive talent managed to shape an anti-purist language, full of styles and registers, open to dialect and spoken language, which ranges from the younger generations’ language to neologisms, from English to special languages, from jargon to Latin. The pattern of his CDs, a sort of “fononovels”, modernises the structure of the concept-album of the ‘70s on the basis of constant references to contemporary Italian events, news and characters, and of his figure as an artist. Caparezza’s choices shows a linguistic awareness which goes b…
La toponimia popolare nello studio dei sistemi toponimici. Indagine su una microarea delle Madonie.
2021
Il progetto di ricerca si pone come obiettivi principali il reperimento e l’analisi dei microtoponimi pertinenti ai sistemi toponimici popolari di tre comunità linguistiche delle Madonie: Castelbuono, Isnello e Pollina. Presentando i dati raccolti sul campo, si intende mostrare come il ricorso alla toponimia popolare costituisca una preziosa risorsa per gli studi toponomastici, per almeno due motivi: innanzitutto perché permette di documentare forme toponimiche assenti nella cartografia ufficiale, la cui unica testimonianza è possibile ottenere soltanto attraverso una diretta escussione delle fonti orali costituite dagli informatori locali. In secondo luogo perché i microtoponimi popolari s…
“Caltanissetta fa quattro quartieri”, nello Stato della città del 1731
2023
L’odonimia nissena, come emerge da “Lo Stato della Città di Caltanissetta nel 1731 sotto l’arciprete Giovanni Agostino Riva”, presenta la suddivisione storica in quattro quartieri così come consegnataci ancora nel Novecento nell’omonima canzone di Rosa Balistreri: nel manoscritto si elencano il “Quartieri chiamato delli Zingari”, il “Quartiero di Santo Rocco”, il “Quartiero di San Francesco” e il “Quartiero di Santa Vennira”. Per ciascuno dei quartieri l’arciprete segna non soltanto il tessuto viario con le denominazioni dell’epoca, ma anche le anime dei battezzati e dei non battezzati, specificando nomi, cognomi, mestieri, età. In “Lo Stato della Città di Caltanissetta nel 1731 sotto l’arc…
Uno sguardo dentro il punto: terra e mare a Licata.
2011
Patrimonio toponomastico di Sicilia. Una raccolta capillare per la toponimia orale e la sua cartografazione digitale
2022
Il progetto onomastico qui presentato rientra nel più ampio progetto dell’Atlante Linguistico della Sicilia. L’obiettivo è di documentare capillarmente l’intero patrimonio toponimico nella forma popolare (che affianca quella documentata e cartografata). La ricerca che si propone, di straordinaria ampiezza, costituirà una fondamentale chiave di lettura della storia linguistica della Sicilia e della sua complessa stratificazione. I primi sondaggi confermano che il patrimonio toponimico orale è a grave rischio di scomparsa. La possibilità di realizzare un portale interrogabile e interattivo è una opportunità di riconsegna al territorio non passiva e inerte, ma può sollecitare ulteriori attivit…
I re animali nelle fiabe di Giuseppe Pitrè: nomi o sostanze?
2017
Di animali parlanti è popolato ciascun repertorio favolistico mondiale. Le qualità archetipiche connesse a ciascun animale ripropongono vizi e virtù umane, con scopo moralistico e spesso con intento ironico. Non così le fiabe che, viceversa, non ricorrono a protagonisti animali, sebbene non di rado presentino un variegato bestiario sotto forma di aiutanti magici, animali-eroi, animali-parenti, ecc. Tra gli esseri fantastici che sono rappresentati nelle fiabe raccolte nel 1875 all’interno dei quattro volumi dedicati alle Fiabe, novelle e racconti popolari siciliani, Giuseppe Pitrè nomina la prima sezione, di cui qui ci occuperemo, «Fiabe di re, principesse fatate, di draghi e mamme-draghe», …