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Immanuel Kant. Il tempo interno del miglioramento: un paradigma del progresso storico?
2010
Il soggetto kantiano, per sapersi morale, deve potersi pensare come un soggetto che non ha fine nel tempo sensibile: per pensarsi secondo questa forma dell’intelligibile egli postula una durata infinita della sua personalità. Con ciò si apre un orizzonte di senso immaginabile soltanto in un ‘futuro aperto’ e dilatato all’infinito: in questa dimensione temporale specifica trova senso l’esercizio morale di ogni individuo. La designazione temporale dell’immortalità dell’anima come durata infinita (unendliche Dauer) e il progresso intelligibile che è connesso al postulato mostrano un’interessante processualità inerente alla dimensione intelligibile - non spazio-temporalmente condizionata - dell…
La actualidad de la distinción entre fenómeno y cosa en sí para la fenomenología. Los diferences significados de la cosa en sí en Kant y Husserl.
2020
Kant’s and Husserl’s philosophies both ground on the distinction between the things in themselves and the phenomenon. While for Kant, this distinction rests in the respective faculties and the mediating function of imagination, for Husserl it is a function of the perceptual process itself. Concerning the thing in itself, its main sense for Kant is that of noumenon or intelligible being, while for Husserl it is mainly the ideal of the adequate givenness of a particular reality of the thing. This contribution aims at developping Husserl’s critical reformulation of Kant’s thing in itself by analysing its different senses and interpretations at both authors.