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«Piccolo fante con lo zaino (e il cuore) affardellato»: Sbarbaro e la Grande Guerra

2007

Una vera e propria “poetica dello scarto” connota gli scritti dal fronte di Camillo Sbarbaro, soldato di trincea durante la prima guerra mondiale. Uno scarto praticato a livello esistenziale – l’attitudine ad infrangere le norme, a deviare da un percorso prefissato – e soprattutto a livello linguistico e stilistico, come attesta la trasfigurazione del conflitto operata nelle “Cartoline in franchigia” e nei “Fuochi fatui”, all’insegna dell’opposizione civiltà-natura, guerra-scrittura, storia ufficiale-storia vissuta, spesso esitante nella deformazione dei particolari in chiave grottesca ed espressionistica, o in una scrittura eufemistica legata alla precisa volontà di ridimensionare l’evento…

guerra scrittura sbarbaroSettore L-FIL-LET/10 - Letteratura Italiana
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Quel che resta dell’amore. I “Versi a Dina” di Camillo Sbarbaro

2011

Lettura dei “Versi a Dina”, canzoniere amoroso sbarbariano pubblicato nel ’31 su «Circoli», e confluito nella silloge del ’55 “Rimanenze”. Imperniato su una dialettica costante fra impotenza soggettiva a riesumare il tempo trascorso, ed evidenza oggettiva che presentifica il ricordo, il racconto dell’amore perduto è qui analizzato in chiave intertestuale, in termini di continuità-discontinuità col precedente poemetto “Pianissimo, di cui condivide un analogo repertorio topico e lessicale, seppur riscattato da un riacquisto di fiducia nella parola.

poesia amore sbarbaroSettore L-FIL-LET/10 - Letteratura Italiana
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«Nos iuvat herbas legere» o l’umile poesia della natura

2009

Non è difficile individuare, ripercorrendo l’opera di Camillo Sbarbaro, una significativa tangenza fra il desolato mondo dell’artista, dominato dall’immagine della «città di pietra» e della natura ruvida ed aspra, e il misterioso mondo dei licheni, che abitano petraie, rovine solatie, muri a secco di calce e sabbia. Al centro di questo studio è appunto il confronto intertestuale fra gli scritti inventivi e quelli scientifici del poeta ligure, entrambi all’insegna dell’umile poesia della natura.

poesia natura sbarbaroSettore L-FIL-LET/10 - Letteratura Italiana
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Sbarbaro e Novaro: due poeti-pensatori dinanzi al «deserto della vita»

2008

Tra gli archetipi che popolano l’immaginario novecentesco, il deserto si connota per la sua ricorsività. Soprattutto in Sbarbaro, che spicca per una stoica accettazione della condizione desertica. Altro poeta-pensatore educato alla consegna leopardiana di «mirare intrepidamente il deserto della vita» è il ligure Mario Novaro, dall’attitudine meditativa della riflessione in versi. Tracce del magistero novariano, specie quello leopardista degli esordi, s’intravedono proprio nella poesia di "Pianissimo" e "Rimanenze", anche se alla panteistica trascendenza di Novaro si contrappone in Sbarbaro una ricerca di risarcimento estetico come antidoto alla desolazione.

poesia pensiero novaro sbarbaroSettore L-FIL-LET/10 - Letteratura Italiana
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I fiori del deserto. Sentimento della natura e culto dell’arte in Camillo Sbarbaro

2007

sbarbaro letteratura scienza deserto licheniSettore L-FIL-LET/11 - Letteratura Italiana Contemporanea
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