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Il linguaggio degli uccelli: Aristotele e lo specifico fonetico del linguaggio umano
1996
A partire da Pagliaro e Belardi, padri fondatori degli studi italiani di fonetica greca, prevale la convinzione che lo specifico del linguaggio umano non si trovi su base fonetica. Spcifico del linguaggio sarebbe 'non la fonicità nè l'articolazione ma la funzione simbolica. Attraverso l'analisi minuziosa delle opere di Aristotele, il contributo si propone di sfatare questo mito. L'analisi è condotta sul linguaggio degli uccelli, in confronto al linguaggio fonetico umano. Il risultato è che, per quanto gli uccelli siano capaci come gli uomini di produrre voce articolata (dialektos) è questo è importanti a livello di continuità fra le specie e come smentita dell'antropocentrismo, il linguaggi…
Metaphysica Z 17, 1041 b 11-33. Perché la sillaba non è gli elementi?
2008
Il saggio è incentrato sull''interpretazione di Metaphysica Z 17, 1041 b 11-33, e considera l''esempio di sillaba come metafora della sostanza sensibile fornita da Aristotele in questo contesto. Sulla scorta della storia dei termini, viene fornita un''interpretazione innovativa di syllabé, e soprattutto di stoicheion, anche sulla base del confronto con la definizione di stoicheion della lexis in Poet. 20, 1456 b 22-24.
Le regole linguistiche funzionano come algoritmi?
2000
Nel periodo in cui domina il congnitivismo classico (a partire dagli anni 40 del 900) è opinione comune che le regole linguistiche funzionino come algoritmi. E' questa, ad esemipo, l'autorevole opinione di Noam Chomsky, espressa più volte nelle sue pubblicazioni. A ben vedere, lo strutturalismo classico, in particolare luois Hjelsmslev, non sembra della medesima opinione. nel suo ultimo libro pubblicato postumo, Il linguaggio, Hjelslev accenna infatti a regole linguistiche che rimangono 'aprete', ad esempio nella formazione della sillaba. Ciò èermette di fare una radicale differenfza fra algoritmi e regole linguistiche.
Principi di classificazione del suono nella Grecia antica. Le origini della riflessione fonetica tra oralità e scrittura
2001
Il saggio affronta il problema delle origini della riflessione fonetica in grecia. opinione dei più è che la riflessione fonetica sia, in Grecia, fortemente influenzata dalla scrittura alfabetica. Gli stoicheia o grammata sarebbero insomma redupicazioni foniche dei caratteri scritti. L'autore smonta questa tesi partendo da un'analisi della terminoolgia delle classificazioni fonetiche, ricavata da una analisi esastiva di tutte le fonti letterarie a nostra disposizione. Essa presenta quattro fasi. 1. prima fase, prelpatonica. i grammata sono divisi in due classi esaustive ed esclusive: phoneenta (vocali) ed aphona (non vocali). Una simile classificazione è presente ad esempio nelle tragedie d…
Studi di fonetica greca
2018
Il presente volume contiene tutti i contributi sulla fonetica greca pubblicati dall'autore dall'inizio della sua carriera (1995) ad oggi. Gli argomenti principali: i modelli di produzione della voce e del linguaggio nella Grecia antica da Ippocrate, ad Aristotele, a Galeno. Omero come origine della linguistica e della scienza greca. La terminologia di voce e voce articolata in Omero e i suoi rapporti con le classificazioni fonetiche successive. Le teorie della voce e del suono in Aristotele, anche in relazione alle voci animali. I principi di classificazione fonetica nella Grecia antica, 'elemento' e 'sillaba' dalle origini a Platone e Aristotele e nella tradizione successiva, la teoria del…
Pronunciare bene. Fonetica italiana e tedesca a confronto
2017
Come si fa ad acquisire una buona pronuncia? Questo libro – che si rivolge a italofoni che studiano o insegnano il tedesco e a germanofoni che studiano o insegnano l’italiano – mette a disposizione tutto il background teorico necessario per quanto riguarda la pronuncia di entrambe le lingue. La descrizione in parallelo dell’italiano e del tedesco fornisce le basi per un confronto tra i due differenti sistemi fonologici. Che cosa hanno in comune e in che cosa si differenziano? Quali errori ci si può aspettare dagli italofoni che si esprimono in tedesco e dai germanofoni che si esprimono in italiano? Grazie a quali accorgimenti si possono evitare gli errori riuscendo così a “pronunciare bene”…