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Daniela Averna

showing 24 related works from this author

Sintomi di una 'tragica' malattia: quando l'amore non è corrisposto

2014

amore tragediaSettore L-FIL-LET/04 - Lingua E Letteratura Latina
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Appunti sulla condizione della donna nella letteratura dell’età augustea

1987

Attraverso l'esame dei testi di Virgilio e degli elegiaci latini, concludo che il codice comportamentale femminile,sostenuto ed esaltato dagliscrittori del tempo era esattamente quello imposto dalla politica augustea che mirava a ripristinare la figura della matrona dei tempi antichi,moglie e madre.

antichitàuniviradonna
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Fortuna nel de beneficiis di Seneca

2009

Attraverso l’analisi del cursus semantico, indispensabile ad uno studio diacronico della ‘parole’, del lessema sostantivale fortuna, tale termine rivela una struttura semantica articolata intorno alle coordinate positive di ‘favore’ divino e di destino umano, inteso come ‘dono’ da dispensare ai mortali, ovvero ‘ricompensa’ attribuita dagli dei agli uomini meritevoli, attraverso il rapporto di causa-effetto sotteso al binomio fortuna-virtus. In età neroniana se nel corpus tragico senecano fortuna con valenza negativa raggiunge l’apice, in Seneca prosatore presenta notevoli connotazioni polisemiche. Nel de beneficiis in particolare si verifica una massiccia presenza di occorrenze di fortuna s…

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La palliata: connotazioni fisiche di un’emozione

1981

Al fine di evidenziare le risultanze fisiche della paura nella palliata,attraverso un percorso diacronico sono risalita alla topica omerica,e atttraverso il filtro della lirica safficasono giunta ai commediografilatini.

indiciazioniregia
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la suasoria nella preghiera agli dei: percorso diacronico dalla commedia alla tragedia

2009

Il lavoro si basa sul riconoscimento della struttura retorica della suasoria dal campo proprio dell'eloquenza a quello più 'metafisico' della preghiera rivolta ad un dio, nelle forme in cui essa è rappresentata in alcuni generi letterari, fra cui spicca il teatro e, segnatamente, il teatro comico. L'analisi degli esempi addotti è sempre puntuale e opportunamente attenta al dato stilistico, inteso soprattutto come ricorso a parallelismi e figure foniche. Questo tipo di indagine si rivela particolarmente fruttuosa per il teatro plautino, ove la ricchezza retorico-srilistica è caratteristica fondamentale anche della resa scenica. Sono numerosi gli studi che hannointeso dimostrare come Plauto u…

LiteratureLinguistics and Languagebusiness.industrymedia_common.quotation_subjectContext (language use)ComicsEPICFilter (software)Language and LinguisticsPrayerArgumentRhetoricRhetorical questionsuasoria preghiera divinitàSociologybusinessmedia_common
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Spettatore attore in Plauto

1983

Evidenzio il coinvolgimento da parte dell'autore nei confronti dello spettatore che nel gioco dell'arte scenica perde la condizione privilegiata disuperiorità determinata dallaconoscenza dei fatti,acquistando tuttavia quella altrettanto privilegiata del beffato,e divenendo così personaggio-attore.

spettatoreattore
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Qualche considerazione sul pubblico plautino

1978

Rivolgendo l'attenzione allo sforzo costante del commediografo di soddisfare le inclinazioni del suo pubblico, adduco elementi la cui comune caratteristica è determinata dalla fisionomia latina impressa dall'autore ai suoi modelli.

pubblicoservi
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Paura simulata in Plauto

1976

Sottolineo non solo gli elementi stilistici fonici e lessicali che hanno l'importante funzione di evidenziare particolari non sempre avvertibili a prima vista, ma anche i gesti che si possono immaginare particolarmente espressivi.

metateatropaura
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Sopor o dolor? (Sen. Herc. 0.1413)

1995

Argomento la condivisione della lezione sopor del codice Etruscus, non accettata da nessun editore se non da L. Herrmann che, sulla scia di R. Peiper, sostituisce dolore a sopore del codice A.

doloresopore
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Plauto Mercator. Introduzione Testo e Traduzione a c. di Daniela Averna

2011

Plauto MercatorSettore L-FIL-LET/04 - Lingua E Letteratura Latina
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Linguaggio meta teatrale dalla tragedia alla commedia. ‘Spectator in fabula2’

2011

Unlike the modern theatre of Shakespeare first and Pirandello later, in which all the characters,at the moment when they are 'roles', are spectators of themselves, in fusion and confusion of the stage with the the audience, of the actors with the spectators, in ancient theatre,Greek and Latin,tough we do not find the actor/spectator,nevertheless he is present in a sense as inventor of the fabula, that is to say of the microdrama that is placed,'mise en abyme',inside the hosting play.Also spectators of the fabula are the actors without 'roles'in the recital.Paradigmatic in this sense are Sophocles'Philoctetes,Menander'Aspis and Plautus'Persa,Pseudolus,Miles Gloriosus.

metateatroSettore L-FIL-LET/04 - Lingua E Letteratura Latina
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Tourism and reception in the ancient world

2010

If we broaden the notion of ‘tourism’ to mean ‘integrated relational tourism’, based on the interpersonal relationships of friendship between guest and host, and serving to strengthen the bonds between different countries and cultural traditions and between man and territorial, historical, artistic and oenological-gastronomic patrimony, we realize that this formula is only apparently ultramodern, in that it is rooted in remote times. An outstanding example is what we are told in the Homeric poem, the Odyssey, regarding that exceptional ‘tourist’ named Ulysses who, sailing from one coast to another, is shipwrecked, escaping from the furious sea, on the island of the Pheacians where the touri…

turismo ospitalità receptionSettore L-FIL-LET/04 - Lingua E Letteratura Latina
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Tra vultus e persona Ricerche nella filigrana eidografica della drammaturgia greca e latina

2015

Si tratta di tre saggi che si concentranoda una parte sulla sintomatologia delle passioni drammatiche, con particolare riferimento all'amore inteso come 'malattia', prendendo in considerazione varie figure del teatro senecano, e considerando che la conseguenza devastante della 'malattia è il furor in tutte le sue manifestazioni psico-somaticheche pur emergendo,contraddicono il coerente rispetto della forma drammatica,creando slittamenti e osmosi tra i generi.

eidografica drammaturgia greca latina
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Una nota sull’Emporos di Filemone

1988

Ho cercato di dimostrare,contrariamente a quanto sostengono alcuni studiosi, che protagonista della commedia greca,così come avviene nel Mercator di Plauto è Carino e non Demifone.

Filemone
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Femina in Seneca tragico

1990

Attraverso l'analisi del campo semantico di femina nel suo rapporto significato-significante,evidenzio la connotazione negativa dello 'specifico'femminile. Femina,definita da Seneca filosofo imprudens animal,assume in Seneca tragico valenza tanto dispregiativa da trasformrsi in parola-chiave di un processo di 'colpevolizzazione' delle protagonite delle sue fabulae.

volubilitàdonna
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Non ibo inulta (Sen. HO. 282)

2001

Contro l'interpretazione di Friedrich,secondo il quale ire deve intendersi nel senso di esse che nel corpus tragico senecano costituirebbe un unicum semantico e comproverebbe quindi la non autenticità dell'Hercules Oetaeus, ritengo la presenza del verbo di movimento indispensabile sulla base dei vv.344 sg. ire ire ad umbras Herculis nuptam libet,/sed non inultam, dove l'esplicitazione del luogo in cui la regina vuole "recarsi" si traduce in chiaro indizio della libido moriendi manifestata precedentemente.

mortevendetta
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Seneca Hercules Oetaeus: testo critico, traduzione e commento a cura di D. Averna

2002

Attraverso una attenta revisione del testo critico, nel tentativo di sfrondare l'apparato dalle innumerevoli e spesso erronee congetture accumulatesi nel corso dei secoli,analizzo in primo luogo il testo, stabilito attraverso la scelta di lezioni tradite contestualmente e concettualmente valide,reiservando nel commento un'attenzione particolare oltre che all'esegesi testuale,anche alle scelte tematiche,linguistiche,stilistiche operate dall'autore e ai moduli compositivi impiegati. Si fa presente che nella valutazione (unica) triennale della ricerca (CIVR 2003),Panel 10-Scienze dell'antichità,filologico-letterarie e storico-artistiche (Univ. Palermo)il libro dal titoloL.A.Seneca Hercules Oet…

Seneca
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Male malum metuo, Espressioni di paura nella palliata

1990

Dopo la problematica inerente alla presenza dominante in un contesto comico del sentimento della paura, che di solito ha sede privilegiata nella dimensione tragica, ho cercato di delineare un quadro, quanto più possibile completo, di questo ingrediente del comico plautino e terenziano, procedendo su quattro binari livellari che comprendono un referente funzionale, basato sulla frase minima "A teme B", un referente linguistico basato su quegli scarti linguistici di cui la fabula palliata è paradigmatica, unreferente extralinguistico (gesto, movimento), in cui consiste il fenomeno teatrale, un referente sociale che consiste nel rapporto emittente-destinatario. In questa direzione ho esaminato…

palliatapaura
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Un monologo plautino (Most. 348 sgg.)

1978

Muovendo dall'esame di un passo della Mostellaria, oltre a rilevare la novità del personaggio che si incontra nella scena I del II atto (un servus currens privato delle caratteristiche comuni nelle scene in cui agisce), ho riscontrato nessi che consentono di esprimere un parere sul problema morale, in relazione ad un autore per lo più considerato soltanto produttore di un teatro di pura evasione.

monologo
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La scena del sogno nel Mercator plautino

1987

Dopo avere chiario la problematica relativa al sogno del Mercator plautino, finora analizzato esclusivamente sotto il profilo filologico e misconosciuto in rapporto al sogno drlla Rudens, esamino le apparenti incongruenze plautine alla luce della modernateoria interpretativa dei sogni.

sognoallegoria
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Fortuna in Seneca tragico ed Herc. Oet. 104-5

1998

Contro l'interpretazione di Friedrich,secondo il quale ire deve intendersi nel senso di esse che nel corpus tragico senecano costituirebbe un unicum semantico e comproverebbe quindi la non autenticità dell'Hercules Oetaeus, ritengo la presenza del verbo di movimento indispensabile sulla base dei vv.344 sg. ire ire ad umbras Herculis nuptam libet,/sed non inultam, dove l'esplicitazione del luogo in cui la regina vuole "recarsi" si traduce in chiaro indizio della libido moriendi manifestata precedentemente.

avversitàsorteprosperità
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Padri e figli plautini tra navigazioni e naufragi: il prologo del mercator

2008

Plauto
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Prologo dell'HO.: la ricerca del padre in 'Genos/genus:parentela,società, letteratura in Grecia e a Roma' a c. di G.Picone

2007

La ricerca del padre rappresenta l'anello di congiunzione tra prologo ed epilogo dell'Hercules Oetaeus di Seneca percorrendo in un nesso ininterrotto l'intera tragedia.Le figure retoriche individuate in tutti i segmenti mimetici di chiara marca parentale enfatizzano le sezioni parentali scandite da lessemi afferenti al linguaggio in questione relativi alla sfera emozionale ed affettiva.

prologo padre
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Lecturae Plautinae Sarsinates, XI. Mercator

2013

Recensione di un volume relativo a studi sul Mercator di Plauto affrontati nell'ambito delle giornate urbinate dedicate alla palliata plautina

MercatorrecensioneSettore L-FIL-LET/04 - Lingua E Letteratura Latina
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