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RESEARCH PRODUCT

Caraibi: un "archipel inachevé"

Restuccia

subject

The definition "Franco-Caribbean Literature" used by convention from the critique to indicate all the literary production in French of the central region of the American continent is very improper. The Caribbean region includes in fact the islands of Martinique Guadeloupe Haïti and the Guiana. Despite the diversity of ideological movements and historical events that took place in these countries the literary works of the Caribbean writers have fluctuated and continue to oscillate between two tendencies: that of rooting in tradition and that of escape from it. The writers show themselves open to comparison and dialogue with other literary and cultural traditions in order to create a narrative form that corresponds to the many inheritances of those composite populations. Here the cultural syncretism that has been created allows to recognize a common identity in the name of all that the West wanted to extinguish. The common denominator seems to be inverted in the contradictory result of courageous but dangerous encounters of curiosities that can lead to conflicts to exclusions.Settore L-FIL-LET/14 - Critica Letteraria E Letterature Comparate

description

L’etichetta “Letterature franco-caraibica” utilizzata, per convenzione, dalla critica per indicare unitariamente la produzione letteraria in lingua francese della regione centrale del Continente americano è assai impropria. La regione dei Caraibi abbraccia, infatti, sia alcune delle isole dell’arcipelago delle Piccole Antille (Martinica, Guadalupa), sia l’isola di Haïti, che fa parte delle Grandi Antille, che la Guiana incastonata sulla costa orientale dell’America meridionale. Pur nella diversità dei movimenti ideologici e degli avvenimenti storici che si sono succeduti nella regione, le opere letterarie degli scrittori caraibici francofoni, nel loro insieme, hanno oscillato, e continuano ad oscillare tra due tendenze: quella del radicamento nella tradizione e quella della fuga. Gli scrittori attingono sia dalla tradizione orale, che dalla letteratura francese, che a quella africana, mostrandosi aperti al confronto e al dialogo con le altre tradizioni letterarie e culturali, allo scopo di creare una forma narrativa che possa corrispondere alle molteplici eredità di quelle composite popolazioni. Qui, il sincretismo culturale che si è creato consente di riconoscersi in una identità comune in nome di tutto ciò che l'Occidente avrebbe voluto estinguere. Il comun denominatore sembra inverarsi nel contraddittorio risultato di incontri coraggiosi, ma pericolosi, di curiosità che possono condurre a conflitti, ad esclusioni. Si tratta di un’identità di frontiera; di un’identità in bilico, squilibrata, che dichiara nel suo colore, nella sua lingua un mescolamento ‘imperfetto’ che è ancora in corso.

http://hdl.handle.net/10447/276716