Search results for " Giuseppe"
showing 10 items of 107 documents
Nomi di giovani e nomi di re. Il patrimonio onomastico nella tradizione favolistica di Giuseppe Pitrè
2017
La tradizione favolistica mondiale attinge i nomi dei propri protagonisti dalla creatività popolare, attribuendogli soprannomi che rappresentano linguisticamente il destino o l'origine o un tratto fisico, oppure rifacendosi al contesto regionale. Giovani popolani e re, nei centoquaranta testi di fiabe raccolti nella Biblioteca delle Tradizioni popolari di Giuseppe Pitrè, non sono connotati onomasticamente in maniera che ne denunci la provenienza sociale. Ipocoristici e soprannomi, persino ingiuriosi, possono essere il marchio distintivo del figlio minore di un fabbro come del reuccio di Spagna. In ogni caso la presenza del nome proprio, quale che esso sia, è segno inequivocabile di una cent…
"Macbeth", un "fiasco" francese (ossia il problema d'esser fedeli a Shakespeare)
2021
The article investigates the reasons for the French fiasco of Verdi's "Macbeth", identifying one of the reasons in the different perspectives from which Verdi and the French public looked to the Shakespearean hypotest of the opera.
Da "Anch'io dischiuso un giorno" all'"Abandonnée" (e ritorno): un percorso indiziario
2022
Prendendo le mosse da un aneddoto che circolò sulla stampa italiana nella prima metà del Novecento, l’articolo intende far luce sulla presunta composizione di una versione alternativa oggi perduta dell’adagio «Anch’io dischiuso un giorno» dell’aria di Abigaille nel secondo atto di Nabucco. Attraverso un percorso d’indagine di tipo indiziario condotto su documenti di varia natura, possiamo ipotizzare che il brano in questione fu effettivamente scritto da Verdi a uso di Giuseppina Strepponi, la quale lo avrebbe cantato a teatro in una manciata di occasioni fra il 1843 e il 1846, e che esso fu poi trasformato dal compositore nella romanza da camera in lingua francese L’abandonnée, pubblicata p…
Una matita morbida. Note sul capolavoro incompiuto di Giacomo Puccini
2019
Il testo ripercorre gli ultimi mesi di vita di Giacomo Puccini, con particolare riferimento alla genesi di Turandot (1920-24) e al problema degli interventi di completamento e di orchestrazione del finale del III atto realizzati da Franco Alfano.
L'architettura
2019
Esso costituisce, di fatto, un vero e proprio punto di riferimento per l’intera cultura scientifica e illuminista di Palermo e dell’intera Isola. L’indagine su tale “presenza” svela una fitta trama di accadimenti, ricca di coincidenze, che ci aiuta a comprendere meglio il clima culturale di quegli anni. Sono abbastanza note le vicende che legano, direttamente o indirettamente, l’Orto Botanico a Giuseppe Venanzio Marvuglia, a Carlo Giachery e a Giovan Battista Filippo Basile, meno note quelle riguardanti docenti come Domenico Marabitti, Cristoforo Cavallaro e Antonino Gentile o architetti come Salvatore Attinelli, Pietro Trombetta e Domenico Cavallari Spadafora. Léon Dufourny e Vincenzo Tine…
Contesti, sistemi e centralità diffusa
2014
Palermo è una città difficile da capire per le tante contraddizioni che la caratterizzano, per l’ossimoro che racchiude in sé, per le eterne, dicotomiche contrapposizioni delle diverse città comprese forzatamente in un unico corpo multiforme; quella misera e luttuosa dei suoi spazi più interni e interstiziali; quella che si sforza di manifestare la sua fragile bellezza attraverso testimonianze memorabili di una storia unica; quella laico-borghese i cui vaneggiamenti progressisti e riformatori ottocenteschi si sono infranti contro l’irriducibile eterna aspirazione urbana ad una voluttuosa immobilità storica; quella non scettica e indifferente nei confronti della modernità (di tutte le modern…
Palermo tra innesti e piante originarie
2019
Se vi è qualcosa di profondamente e visceralmente connaturato alla stessa dimensione esistenziale della città di Palermo, sin dalle sue molteplici e stratificate origini fenicio-puniche, questo è certamente il concetto di “innesto”. Ed in analogia con l’innesto agrario, cioè con la pratica del far concrescere in una pianta esistente una parte di un altro vegetale, al fine di rafforzare il primo soggetto ma modificandolo verso un genere diverso da quello iniziale, l’intera storia millenaria della città potrà essere riguardata come il frutto di continue, cicliche introduzioni di modelli architettonici e urbani esogeni, declinati rispetto alle contingenze culturali autoctone dei diversi esempi…
Una città per l'uomo
2018
Il restauro di una città caratterizzata da una densa stratificazione storica, ancorché di piccole dimensioni come Cefalù, è un’impresa più volte tentata e difficilmente riuscita, tranne il caso di Urbino, in altre città italiane. Questo restauro si caratterizza per l’approccio anti-ideologico della proposta: l’essere il centro storico, allo stesso tempo, da conservare e rinnovare. Ma anche per la forte carica utopica del progetto culturale: svolgere un ruolo pedagogico, per la collettività e gli altri progettisti, attraverso la realizzazione di opere pubbliche capaci di essere “esemplari”. Durante l’arco di venti anni il Piano particolareggiato per il centro storico di Cefalù è stato utiliz…
Sulle orme di un progetto
2018
Lo studio verte sul ridisegno e la restituzione grafica di una casa unifamiliare non realizzata progettata da Pasquale Culotta e Giuseppe Leone nel 1965. il progetto si sarebbe dovuto inserire verso la fine del lungomare di Cefalù, ed è dl chiaro riferimento la matrice wrightiana con citazioni alla "casa sulla cascata". inquadramento formativo dei progettisti, analisi della produzione coeva e post progetto in analisi per chiarire i riferimenti progettuali per un corretto ridisegno ed interpretazione degli elaborati rintracciati. elaborazione 3d e contestualizzazione del progetto. The study focuses on the redesign and the graphic rendering of an single-family house not built designed by Pasq…
Il piccolo nel grande, il grande nel piccolo. Gli adeguamenti liturgici di Culotta e Leone The small in the big, the big in the small. Culotta and Le…
2015
Una esplorazione degli adeguamenti liturgici di Pasquale Culotta e Giuseppe Leone conduce a comprendere in che modo la loro riflessione sulle architetture per il culto cristiano cattolico sia parte integrante della sperimentazione progettuale incentrata sul rapporto architettura-città. Nel saggio si specifica in cosa consista il lavoro di adeguamento rispetto alle indicazioni formulate nel Concilio Ecumenico Vaticano II (1963). Ci si sofferma sulle peculiarità della liturgia rinnovata: il valore "processionale" dello spazio ecclesiale e la relazione immanente-trascendente, a scala architettonica e urbana. In seguito si approfondiscono, "caso per caso", la riconfigurazione dell'ambone del Du…