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ISO 639, Yosemite e App che “parlano” dialetto. Qualche reazione e riflessione
2016
Quale teoria e concezione del dialetto soggiace all’idea di descrivere il siciliano come «abbastanza distinto dall’italiano tipico tanto da poter essere considerato un idioma separato» (Ethnologue, MOSELEY e ASHER 1994, 54)? Un certo ruolo deve avere la distorta pratica di valutare le varietà dell’italoromanzo come dialetti dell’italiano, pratica, questa, che, per altro, induce a proporre separazioni e distinzioni al punto da invocare, per alcune di queste varietà, lo statuto di «lingue madri». Se poi queste “lingue”, nella prospettiva ecolinguistica, presentano una serie di condizioni che ne mettono a rischio la sopravvivenza, entrano ne “Il Libro Rosso delle lingue in pericolo” (Red Book …
Il Liber de Deo Maiore et de Deo Minore (op. 239) di Raimondo Lullo
2007
The Liber de Deo maiore et Deo minore (1314) is a tract that is a fundamental part Llull's work from Messina. The themes covered include the theological issues most often debated between Christians and Muslims: the Trinity and the Incarnation of Christ.
Spazi contesi spazi condivisi. Geografie dell'interculturalità
2010
La relazione fra atteggiamenti etnici e processi di identificazione in bambini di un gruppo minoritario
2009
Il gruppo EOS e l’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Palermo: aspetti organizzativi ed operativi nell’intervento con i minori abusanti
2009
Il contributo illustra la storia e l'evoluzione del gruppo di operatori sociali dell'USSM di Palermo, specializzati nella presa in carico e trattamento dei minori abusanti. Vengono mostrate strategie d'intervento e principali procedure utilizzate nel lavoro complesso con i rei e le loro famiglie. Non viene tralasciata l'attenzione ai fattori istituzionali ed organizzativi entro cui questa peculiare esperienza viene realizzata.
DALL'IMMAGINE ALLA PAROLA. LA FOTOGRAFIA COME MEDIAZIONE DEL PENSIERO IN GRUPPI DI OPERATORI DI COMUNITÀ
2011
Gli operatori delle comunità per minori possono andare incontro, nel gestire il continuo contatto con situazioni di rischio e sofferenza ad una sorta di contagio emotivo in cui le emozioni dei piccoli utenti si radicano nell’operatore e diventano elemento di disagio e fattore traumatico, portatore di rischio per il proprio Sé e per i compiti di cura e protezione che si è chiamati a svolgere (Barberis,2001; Di Vita et al., 2009; Foti, 2003). La violenza delle emozioni in gioco, le dinamiche che investono l’equipe e la natura degli interventi creano elementi di criticità nei professionisti e nell’intera equipe (poiché il lavoro dell’operatore è di gruppo e per il gruppo), che richiedono parti…
COMUNITÀ PENALE MINORILE. UN PONTE VERSO IL SOCIALE PER MINORI AUTOCTONI E ALLOGENI
2022
La comunità penale rappresenta una delle forme non detentive di intervento alle quali la giustizia minorile ricorre in via prioritaria nel rispetto dei succitati principi, permettendo all’utenza la possibilità di usufruire dei servizi e delle risorse offerti dal territorio. Finalità, questa, dimostrata sin dalla costituzione di alcune comunità penali alla cui base vi è infatti la stipula di una convenzione tra i centri per la giustizia minorile e le associazioni del privato sociale, o cooperative, che si occupano di minori.
FIGLI DI GENITORI "SPECIALI": DA FIGLI ADOTTIVI AD ALUNNI ADOTTATI
2014
GRUPPI, RELAZIONI E RAPPRESENTAZIONI TRA ADOLESCENTI ED EDUCATORI IN COMUNITÀ
2014
Le comunità per minori sono un contesto elettivo di presa in carico per bambini e adolescenti in situazioni gravi di abuso e maltrattamento e/o con severe problematiche psicopatologiche o di devianza.Numerosi dati di letteratura ne confermano l’efficacia, quando le condizioni del trattamento rispondono a criteri clinici. Particolare interesse rivestono i modelli analiticamente orientati (Bastianoni, Taurino, 2009; Giannone et al., 2012; Souverein, 2013). Questo lavoro propone un approfondimento sulle rappresentazioni mentali dei principali “attori” coinvolti nel funzionamento delle comunità e indaga sui differenti modelli di presa in carico. Un’analisi qualitativa delle rappresentazioni sul…
Fare rotta verso nuove terre: la diaspora greco-albanese della prima età moderna
2021
The contribution aims to frame the diasporic phenomenon of the 15th-16th centuries of the Balkan populations from areas roughly corresponding today to Albania and Greece, reading it according to a plurality of levels and intertwining that characterize the Mediterranean modern age history. Specifically, the paper summarizes the most recent reflections on the subject and focuses on the reasons that triggered the migration flows and on the historiographical narration over the centuries.