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Progetti
2012
Pubblicazione all’interno del volume "La misura e lo sguardo" di lavori di architettura realizzati in Sicilia da Giovanni Francesco Tuzzolino e Antonino Margagliotta.
L'Area dello Stretto tra prossimità e distanza
2016
Composta da entità autonome, distinguibili per morfologia, identità e storia, questa minuta porzione di mondo, pur nella ridotta dimensione dei suoi confini, ascrive i suoi contorni nelle rievocazioni del mito configurando nella sua riconoscibilità globale il paradosso di un’alternanza di opposizioni e convergenze che definiscono nella prossimità delle sue terre e nella distanza dei percorsi programmatici intrapresi al loro interno i significati chiave della sua stessa identità geografica. La moltitudine di termini con i quali nel tempo è stata individuata - comprensorio, conurbazione, regione, area, territorio - nel sottolineare l’indecisione verso la riconoscibilità di un soggetto unitari…
Interazioni metropolitane
2020
Difficile presentare la ricerca di Giovanni Battista Cocco e Adriano Dessi escludendo quanto è accaduto negli ultimi mesi in seguito alla pandemia. Se si dovesse procedere nella riflessione senza tenere conto della diffusione del virus SARS-Cov-2 e della infezione Covid-19, ne scaturirebbe un quadro distorto e forse si apprezzerebbe solo in parte il lavoro dei due ricercatori che, osservando una specifica condizione metropolitana, ne palesano le peculiarità e, utilizzando il progetto di architettura come strumento di indagine, le potenzialità. Perché richiamare la pandemia se il volume è stato concluso poco prima che la sciagura si propagasse? Perché le conseguenze del virus hanno messo in …
Nuove relazioni tra tessuto urbano e agricolo nel Parco del Gugliotta a Piano Tavola a Carini
2014
A sud-ovest della città di Palermo, lungo la fascia a nord-est dellʼabitato di Carini, segnata da monte Colombrina e attraversata dal torrente Gugliotta, si estende tra città e campagna unʼampia zona, denominata Piano Tavola. Elementi differenti ne costituiscono i margini: la frangia urbana dei volumi che si attestano sullʼasse di corso Italia (a ovest), lʼuliveto sotto Pizzo Castellaccio (a est), la villa Dominici (a nord-est), lʼarea industriale e il tracciato ferroviario (a nord) e la cava in località Manostalla (a sud-est). La lettura del paesaggio evidenzia la pressione esercitata dal costruito verso lʼuliveto e la campagna, la presenza di strade che cingono il quartiere isolandolo e l…
Il progetto urbano per gli scali ferroviari milanesi
2019
Quali sono oggi le strategie progettuali messe in atto nelle operazioni di trasformazioni urbane della città contemporanea? Come il recupero e la trasformazione delle aree abbandonate della città di Milano, nello specifico quelle degli scali, vengono affrontati dal punto di vista del progetto urbano? Dopo la proposta dei cinque diversi scenari presentati nell’Aprile del 2017, alcuni degli scali sono stati recentemente oggetto di nuove proposte progettuali. A partire da queste nuove condizioni generali della città Milano, il contributo verte su quale ruolo verte oggi il progetto urbano nell'esperienza di rigenerazione degli scali ferroviari milanesi.
Vicende edilizie, usi e progetti per l'Arsenale tra Settecento e Ottocento
2017
Pur nella sostanziale immutabilità dell’impianto seicentesco progettato da Mariano Smiriglio e del suo aspetto configurativo complessivo, l’Arsenale di Palermo fu oggetto nel corso della sua esistenza di continui interventi edilizi dettati sia dall’esigenza di una costante manutenzione della fabbrica architettonica di notevole dimensione, sia da interventi di consolidamento strutturale in conseguenza dei danni arrecati dai terremoti che colpivano periodicamente Palermo, sia, infine, dalla necessità di adattare l’edificio, anche per brevi periodi, a diversi usi. È nota l’utilizzazione a carcere dell’Arsenale, più precisamente, come riportato dal marchese di Villabianca, a «serraglio ordinari…
Aspetti configurativi organizzativi dell'Arsenale
2017
L’edificazione dell’Arsenale, sebbene fosse localizzata nella parte estrema della banchina che portava al grande Molo, non rimase isolata. Quasi adia- cente all’Arsenale esisteva, già dal 1569, la Chiesa di Santa Maria del Popolo, detta “della Vittoria”, cui si aggiunse, a partire dal 1625, il convento dei Padri Mercedari Scalzi. Dalla parte opposta, sempre in adiacenza all’Arsenale, la Regia Corte aveva realizzato degli ampi magazzini e, in successione a que- st’ultimi edifici, era sorto un vasto palazzo suburbano, dotato di un ampio giardino, appartenuto nel Settecento ai principi Tomasi di Lampedusa e in seguito ai De Gregorio, marchesi del Parco Reale Anche nella parte retrostante, dove…
Epilogo
2017
L'articolo descrive le ultime fasi trasformative e i processi di deterioramento della fabbrica dell'Arsenale, dalla seconda metà dell'Ottocento sino ad oggi. Dopo l’Unità d’Italia l’intera area urbana del porto fu oggetto, infatti, di diversi progetti di rinnovamento urbano finalizzati ad una massiccia espansione della città e alla modernizzazione dell’attività portuale. Da tali processi di rinnovamento rimase tuttavia estraniato il vecchio Arsenale che, incamerato dal demanio pubblico, venne sopraelevato, alla fine dell’Ottocento, nella parte retrostante, e trasformato in caserma della Guardia di Finanza. I nuovi corpi furono costruiti sull’antico terrazzo (“astracone”), dell’Arsenale e ne…
Arte e architettura
2016
L’arte contemporanea rappresenta un avanzamento culturale e sociale che gli architetti devono saper “praticare” quando, come nel nostro caso, è necessario prevedere spazi nuovi per ospitarla in un museo. Per queste ragioni, abbiamo organizzato un workshop all’interno del Museo Riso, in collaborazione con tre artisti che praticano forme d’arte quali: video arte, street art e teatro danza. Artisti e studenti hanno costruito insieme tre installazioni, da collocare negli spazi aperti del giardino, che con forme diverse dell’architettura commentano la porosità, per provare a integrare i due sguardi sul tema (arte e architettura), che ci siamo dati, dell’attraversare gli spazi del Palazzo Belmont…
Fiumara d’Arte. La rifondazione di un territorio di confine
2008
Su Fiumara d’Arte molto è stato scritto e detto. Inoltre, assai più dicono all’occhio e alla mente le opere che ne costituiscono la sostanza - ‘vascelli’ naufraganti tra i lembi molli di un territorio di confine, teatro di acerbe contraddizioni e, tuttavia, scenario di struggente bellezza. Questa breve guida si propone di ripercorrere, tra le righe di ciò che il mondo intero oramai riconosce e sostiene, i luoghi e i tempi, le congiunture e le conseguenze, di un’iniziativa individuale libera e creativa e fortemente contrastata alle origini. L’intento è di verificarne, di là dal comprovato spessore artistico, un pregnante valore etico, fondamento di crescita culturale e civile, prima ancora c…