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Sciascia e i nomi dell’Alfabeto pirandelliano
2018
In Alfabeto pirandelliano, del 1989, Leonardo Sciascia individua 33 lemmi attraverso i quali "racconta" elementi biografici, stilistici, estetici, linguistici dell’opera letteraria di Luigi Pirandello. Lungi dal mettere "in esponente" concetti chiave e in qualche modo prevedibili della scrittura e della poetica pirandelliane (ad es. dialetto, umorismo, metateatro, ecc.), Leonardo Sciascia privilegia un‘ampia gamma di nomi propri che vanno dal coronimo Sicilia, al toponimo Girgenti, dal crematonimo Hotel des temples all’etnico Goy, dall’antroponimo fittizio Pascal al vezzegggiativo con cui chiamava la moglie Antonietta, Nietta, da una porzione di un titolo di una sua opera, Qualcuno, ad un i…
Fraseologie cristallizzate e retorica nei soprannomi etnici in Sicilia: un sondaggio nei materiali DASES
2016
La motivazione su cui si innestano i processi onomaturgici dell’attacco campanilistico può essere storica e accertabile, ma assai più spesso è da ricercarsi nelle dinamiche oppositive che nascono dalla definizione del proprio io (in questo caso noi) in contrapposizione all’altro cui si attribuiscono caratteristiche deteriori. La tipologia di soprannome comunitario può essere talmente poco creativa, da costruirsi attorno a formule fraseologiche da applicarsi a diversi contesti, anche molto distanti. tra loro. Nell'articolo si propongono le formule che riguardano "Quando l’animale selvaggio è meglio di un uomo: lo straniero per antonomasia" e "Non ricco ma povero: le litoti della povertà".
TRA ACQUA E TERRA, TRA CULTURA ALTA E RACCONTO POPOLARE: I NOMI DELLA TRILOGIA DELLE METAMORFOSI DI ANDREA CAMILLERI
2022
La dimensione onomastica della cosiddetta “Trilogia fantastica” di Andrea Camilleri è costituita da un misto di evocazioni mitologiche, di residui leggendari, di storie popolari raccontate alla fiamma serale, dove il reale incontra il favolistico. Maruzza Musumeci (2007), Il casellante (2008), Il sonaglio (2009), la raccolta di romanzi nota come «trilogia delle metamorfosi» per definizione dello stesso Camilleri, rappresenta una sorta di diversivo consapevole rispetto alle altre scelte di genere. Qui le scelte onomastiche si fanno voce di contesti narrativi in cui la storia e la cronaca trascendono verso memorie astratte e simboliche, vere perché nutrite di evocazioni poetiche. Donne-sirene…
Una perifrasi traduttiva per una regina rimossa. Torsioni onomastiche in "Cima delle nobildonne" di Stefano D'Arrigo
2020
Molto si è scritto sulla “lingua horcynusa” di Stefano D’Arrigo e del suo maestoso Horcynus Orca, romanzo in cui si battezza un nuovo codice linguistico fondato sulla stratificazione e sulla neologia virtuosistica il cui scopo non è tanto indicare con precisione, quanto evocare. Assai meno studiato, probabilmente per il ricorso ad una lingua asciutta, scientifica, quasi anonima, risulta il romanzo epigono della sua carriera letteraria, Cima delle nobildonne, apparso dopo una lunga pausa decennale nel 1985. Le ragioni del titolo stanno tutte nella volontà/opportunità/necessità di celare l’antroponimo che ha ispirato la narrazione, quello dell’unica donna faraone dell’antico Egitto, Hatshepsu…
Onomastica
2013
Il contributo illustra il sistema onomastico siciliano e costituisce una ricognizione della storia degli studi di settore.
I re animali nelle fiabe di Giuseppe Pitrè: nomi o sostanze?
2017
Di animali parlanti è popolato ciascun repertorio favolistico mondiale. Le qualità archetipiche connesse a ciascun animale ripropongono vizi e virtù umane, con scopo moralistico e spesso con intento ironico. Non così le fiabe che, viceversa, non ricorrono a protagonisti animali, sebbene non di rado presentino un variegato bestiario sotto forma di aiutanti magici, animali-eroi, animali-parenti, ecc. Tra gli esseri fantastici che sono rappresentati nelle fiabe raccolte nel 1875 all’interno dei quattro volumi dedicati alle Fiabe, novelle e racconti popolari siciliani, Giuseppe Pitrè nomina la prima sezione, di cui qui ci occuperemo, «Fiabe di re, principesse fatate, di draghi e mamme-draghe», …
Poligenesi e polimorfia dei ‹blasoni popolari›. Una ricerca sul campo in Sicilia a partire dai moventi
2013
La relazione muove da una ricerca che si sta attualmente conducendo in Sicilia sul rilevamento dei blasoni popolari (epiteti o soprannomi popolari, come proposto da Migliorini 1948) ancora in uso. La regione possiede, infatti, già a partire dalla preziosa opera di Giuseppe Pitrè una ricca documentazione di pubblicazioni sull’argomento, rinvenibile sulla rivista da lui diretta , su alcuni numeri della Biblioteca delle Tradizioni popolari e su un discreto numero di lavori di studiosi siciliani . Dall’inizio del secolo, però, la tradizione di studi si è interrotta e scarne informazioni sono presenti in testi di autori locali. Il lavoro di cui questo contributo costituisce uno dei primi prodott…
I cavalli di casa Moncada: un repertorio “di razza” di inizio Seicento
2021
Il saggio presenta e discute due documenti testamentari di Francesco II Moncada (1569-1593) e sua madre Luisa de Luna y Vega (1553-1620), che amministrarono la città di Caltanissetta, nella Sicilia centrale, facendone sede del loro mecenatismo. I documenti presentano due ricchi elenchi di cavalli allevati nel casino di caccia di Mimiani e «mercati de lo merco della racza Moncada». La maggior parte dei cavalli non viene identificata solo attraverso le caratteristiche fisiche anche attraverso i nomi. Tuttavia, in un arco di tempo di soli trenta anni, madre e figlio hanno scelto diverse tecniche onomaturgiche. I due documenti presentano alcune interessanti prime occorrenze di ispanismi. The pa…
Dialetto e canzone. Uno sguardo sulla Sicilia di oggi
2018
Negli ultimi decenni la canzone in dialetto ha conosciuto una straordinaria fioritura in concomitanza con lo “sdoganamento” delle varietà locali. Oggi che nel nostro Paese il processo di italofonia può dirsi pressoché concluso, si ritorna al dialetto per una specie di senso di nostalgia. E mentre il dialetto perde parlanti nativi e funzioni comunicative “ordinarie”, compare in ambiti nuovi, fino a qualche tempo fa del tutto impensabili. Così nella canzone, dove si presta ad ampliare il «potenziale di variazione», a soddisfare bisogni espressivi ai quali l’italiano non sembra in grado di rispondere e, più in generale, a simboleggiare il ritorno alle radici come “meccanismo di difesa” dall’ef…
Onomastica, sintassi, testualità del monolinguismo espressivo letterario. Introduzione a Gibigliane di Gaetano Spinnato
2021
Il testo, prefazione di una pregevole raccolta di racconti in dialetto, è un saggio sul monolinguismo espressivo letterario tra onomastica, sintassi e testualità. Nell'analizzare la lingua di Gaetano Spinnato in Gibigiane, l'autore tratta e problematizza le questioni più importanti sul tema della letteratura dialettale e del suo rapporto con il repertorio nazionale. Il ragionamento sulla lingua della poesia dialettale muove dal concetto di letteratura riflessa di Benedetto Croce e giunge alla fase più recente dominata dai neodialettali.