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Tra ambiguità e malinteso: schermaglie di una «battaglia per l’identità» in una conversazione tra mafiosi
2015
Gli scambi comunicativi tra membri di Cosa Nostra sono regolati dalla duplice restrizione della legge del silenzio verso il mondo esterno e dall'obbligo di dire la verità all'interno del sodalizio. A tal fine, il linguaggio mafioso ricorre all’obliquità semantica che fornisce ai parlanti un ampio margine di libertà consentendo loro di non esplicitare le proprie reali intenzioni. È questa la ragione per la quale Tommaso Buscetta ha definito Cosa Nostra come "il regno dei discorsi incompleti". L'ordine del discorso mafioso si basa spesso sulla pratica di quello che Jankélévitch ha definito il "malinteso doppiamente beninteso” uno scambio che si fonda non tanto su una falsa relazione quanto su…
Pratiche linguistiche e costruzioni identitarie in Cosa Nostra
2011
L'articolo analizza il ruolo che la prassi linguistica svolge all'interno di Cosa Nostra, in particolare la relazione che si instaura tra i processi di identificazione e l'uso del linguaggio: in che modo le scelte linguistiche contribuiscono a formare il senso di appartenenza al gruppo Cosa Nostra? E, simmetricamente, come tali scelte concorrono alla costruzione di un modello identitario di riferimento?
Al di là dei limiti della rappresentazione. Letteratura e cultura visuale
2014
Il volume affronta una questione centrale per gli studi di “cultura visuale” contemporanei. Un tema attualissimo e antico ad un tempo: quello dell’esplorazione di territori della creatività che si pongono al di là dei limiti delle rappresentazioni verbali e visuali, in quella terra di nessuno in cui il verbale e il visuale si contendono la significazione e sfidano l'indicibile e l'invisibile. Il volume, che si avvale della presenza dei più autorevoli teorici della letteratura e della visualità europei, s’interroga sulla produzione di questo “terzo spazio” a partire da alcune opere fondamentali della letteratura e della produzione visiva moderna e contemporanea.
El diablo en el Paraíso. Derecho, teología y literatura en el Processus Satane (s. XIV)
2017
Prefacio de Alain Boureau. Traducción de Marta Madero El Diablo entra en el Paraíso, con la intención de apropiarse de la humanidad utilizando un nuevo y formidable instrumento: el proceso. Compuesto en el siglo XIV, transmitido como obra jurídica falsamente atribuida a Bartolo da Sassoferrato, el “Proceso entre el Diablo y la Virgen María” es un proceso simulado, en forma de diálogo, entre el Diablo, Cristo y la Virgen. Considerado como obra menor y casi ignorado por la historiografía, la obra constituye en realidad un extraordinario ejemplo de sincretismo cultural: el lenguaje de la teología sirve al derecho como fuente de legitimación, y a la inversa, la construcción escatológica y la mi…
Didattica e professione nei disegni dell’archivio Palazzotto
2007
Il saggio descrive modalità e tecniche di rappresentazione grafica a partire dall'analisi di disegni custoditi presso un significativo archivio privato palermitano. Lo scritto si inserisce nell'ambito di una ricerca e di una mostra incentrata sul disegno e le tecniche di rappresentazione dell'architettura nelle Scuola palermitana.
Nel cyberspazio. Visioni urbane delle giga-città
2015
L’autrice riflette sulle immagini delle giga-città, o smart cities, attualmente in fase di costruzione in aree completamente desertiche dell’India, dell’Africa, del Nuovo Messico, della Cina e degli Emirati Arabi, che strutturano i propri spazi con codici della rappresentazione rapportati alla dimensione del cyberspazio. Il disegno urbano di queste città digitali si caratterizza per gli avveniristici volumi architettonici, per le sperimentazioni tecnologiche e per la lettura attraverso layer delle piattaforme virtuali e delle infrastrutture trasparenti. The author reflects on the images of giga-cities, or smart cities, currently under construction in completely desert areas in India, Africa…
Ernesto Basile e il ritratto. La figura umana nelle sue declinazioni. Mostra storico-documentaria, Villino Florio Palermo, 29 settembre - 7 ottobre 2…
2012
La mostra storico-documentaria è focalizzata sugli anni di formazione dell'architetto Ernesto Basile, la sua attività grafica, lo studio della figura umana, il disegno dal vero e al vero, in relazione alla sua più ampia attività di architetto e ai suoi portati teorici.
Ermeneutica del segno cinetico. Disegno e danza
2016
Le recenti innovazioni scientifiche e gli studi delle scienze cognitive costituiscono un punto di riferimento per la ricerca artistica che, impiegando diversificate metodologie di interpretazione grafica, si apre verso nuove forme della rappresentazione. L’articolo propone alcune riflessioni sulle implicazioni del movimento in relazione allo spazio architettonico con l’obiettivo di riconoscere nella percezione del movimento, configurazioni bidimensionali che misurano lo spazio restituendo nuove informazioni e rapporti grafici: il peso, il colore, la superficie, il disegno. Recent scientific innovations and studies of cognitive science are a reference point for artistic research, which using…
Rappresentazioni vertiginose. Tre esempi: Perec, Lequeu, Douat
2022
Nel novembre del 2009 il Museo del Louvre decise di affidare a Umberto Eco la direzione di una serie di conferenze da tenere su un argomento di sua scelta. Eco scelse il tema della ‘lista’ conferendo a quella manifestazione il nome di Vertige de la liste a cui seguì un saggio dallo stesso titolo pubblicato da Bompiani. Questa breve nota prende in prestito la stessa tematica che, per via del suo carattere altamente ete-rogeneo, è in grado di coinvolgere diversi ambiti del sapere senza minimamente accennare ad esaurirsi. L’elenco, strettamente legato alla figura retorica dell’accumulazione, può infatti costituirsi di segni, parole, suoni e di qualsiasi altra forma di rappresentazione utile a …
Due volti della notte. Su Arthur Schopenhauer e Richard Wagner
2016
Il saggio prende le mosse dalla concezione dell'arte espressa da Arthur Schopenhauer nel "Mondo come volontà e rappresentazione" (1818; IIa ed. 1844), soffermandosi in maniera particolare sul Capitolo 52 e sull'idea di un'interpretazione metafisica della musica. Tale ipotesi viene messa in rapporto con l'esperienza compositiva di Richard Wagner a partire dalla concezione del "Ring des Nibelungen" e con particolare riferimento al linguaggio armonico di "Tristan und isolde". In nota viene riportato il frammento di una lettera di Richard Wagner ad Arthur Schopenhauer, databile intorno al 1857.