Search results for " sciascia"
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"Nei visionari terrori dell'infanzia": Sciascia e Redon
2013
Intento dell’articolo è quello di esplorare – col fondamentale apporto delle immagini – la funzione Redon nell’elaborazione del pensiero sciasciano. L’artista e diarista francese, chiamato in causa dallo scrittore in diverse occasioni, costituisce infatti il perno di un’ideale costellazione di auctores, accomunati dall’adesione ad una poetica simbolista – quest’ultima in senso lato – e, conseguentemente, da un’estetica visionaria. A questa lettura sincronica si accompagna l’evoluzione diacronica del percorso sciasciano, opposto ma speculare a quello di Redon: dalla predilezione per la pittura a quella per l’opera al nero, e dunque dalla luce all’ombra e dal razionalismo al mistero; ma sopra…
Da angelo della luce ad angelo della morte: il personaggio femminile nella raccolta "Il mare colore del vino"
2012
Se è vero che a connotare l’opera di Sciascia è l’assenza quasi totale di protagoniste femminili, la silloge einaudiana del ’73 "Il mare colore del vino" attesta eloquentemente la sua attenzione nei confronti della metamorfica essenza muliebre. L’intera raccolta, che raccoglie testi composti dal ’59 al ’72, valorizza infatti l’alterità femminile, sia nella variante salvifica dell’angelo di luce – come la Concettina del racconto d’apertura "Reversibilità" – che in quella distruttiva dell’angelo di morte – incarnato dal personaggio di Eufrosina, che dà il titolo al racconto conclusivo.
«LA COMUNE PASSIONE DEL GIUSTO». LEONARDO SCIASCIA E ANNA MARIA ORTESE
2020
Mentre fosche si profilano le ombre infauste del decennio di piombo, si amplificano le inquietudini di Leonardo Sciascia e di Anna Maria Ortese che, sin dai rispettivi esordi, furono diversamente interpreti di un mestiere di scrivere fondato sulla tensione conoscitiva, vocato al disvelamento di ogni mistificazione, e proprio per questo in crescente collisione con il sistema imperante. Acquisisce, in tal senso, uno spessore più significativo la consonanza che si instaura nello scambio epistolare tra i due autori, avviato nel 1978, ma maturato attraverso un lungo dialogo silente di cui in questo saggio si ripercorrono alcuni snodi nevralgici. While the ominous shadows of the Decade of Lead lo…
Leonardo Sciascia, nel tempo del pane (e coltello) quotidiano
2022
La rilettura della produzione sciasciana a partire dalle note sparse relative all'alimentazione, restituisce l'immagine di una Sicilia tradizionale rurale e povera. In particolare, nei suoi scritti degli anni Settanta – ne Le parrocchie di Regalpetra, ad esempio –, il cibo è associato a una tavola che è difficile imbandire, sia per le troppe bocche da sfamare che per lo scarso salario familiare. Le immagini della refezione scolastica a cui accedevano i figli dei minatori e dei braccianti riportate nelle Cronache scolastiche ricollegano a usi tipici della Sicilia centrale e a lessemi oggi presenti nelle fonti lessicografiche dialettali. The reinterpretation of Sciascia's production starting …
Prefazione a "SCIASCIARIO DIALETTALE. 67 parole dalle Parrocchie" (di Roberto Sottile)
2021
In questo volume postumo Roberto Sottile illustra 67 lemmi dialettali ricorrenti nella prosa di Leonardo Sciascia, a partire da un nucleo estratto da Le parrocchie di Regalpetra. A partire da questo nucleo, Sottile raccoglie le parole proprie della lingua letteraria di Sciascia, quelle rese oggetto di riflessione metalinguistica in "Kermesse/Occhio di capra" e quelle di origine anglo americana presenti ne "Gli zii di Sicilia". L’attenzione maggiore è posta sugli autoctonismi, parole che non hanno corrispondenti formali o semantici nell’italiano. Marina Castiglione, curatrice della collana, illustra i tempi e i modi in cui il dialettologo ha cominciato a mettere a fuoco questa categoria d'an…
Pirandello attraverso Sciascia: olivo e zolfo, due voci dell’Alfabeto pirandelliano
2019
Analizzando i testi in cui Leonardo Sciascia interviene in maniera organica sulla traiettoria umana e letteraria di Luigi Pirandello, non è difficile far emergere un ricorsivo meccanismo di penetrazione in quelli che lui considera i leit-motiv del rapporto tra autore-testo-pubblico. Tale meccanismo è generato da una serie di parole-chiave, più spesso nomi propri, che fungono da focalizzatori. Nel contributo ci si concetra su due parole chiave, Olivo e Zolfo, che contrassegnano i genia loci che da Pirandello si trasmettono a Sciascia. Questo particolarissimo punto di osservazione della Sicilia interna, della Sicilia araba come spesso ripete lo stesso Sciascia, con due elementi-simbolo pregna…
PER UNO SCIASCIARIO DIALETTALE. 100 E PIÙ PAROLE DALLE PARROCCHIE SICILIANE
2020
Lo Sciasciario dialettale è un contributo alla documentazione della lingua dell’autore di Racalmuto – con specifico riguardo al lessico dialettale – per offrire uno strumento utile per la comprensione della parole letteraria dell’autore di Racalmuto. Si tratta di una “lista di parole” ordinate alfabeticamente e riguardanti gli “autoctonismi” dialettali, le voci del dialetto usate nell’opera sciasciana che non trovano corrispondenti formali nell’italiano letterario (per es. sic. naca vs it. culla). In quanto voci “autenticamente” ed esclusivamente dialettali, esse esistono solo dentro l’orizzonte (etno)linguistico siciliano e svelano il tesoro più genuino del dialetto informando sulla parte …
La parabola disonorevole del professor Frangipane (e del ruolo dell’intellettuale): un’analisi pragmatica
2020
L’analisi condotta su uno dei tre testi teatrali di Leonardo Sciascia, L’onorevole (1965), viene qui affrontata con gli strumenti della pragmalinguistica e comprende anche lo studio delle didascalie. Sebbene l’opera non abbia avuto successo né durante il periodo della sua pubblicazione né successivamente, essa presenta tutti i caratteri della visione sciasciana sui rapporti mondo politico – corruzione e sul ruolo degli intellettuali in politica. Il testo presenta, inoltre, un’interessante prospettiva metateatrale, con la caduta della quarta parete alla fine del terzo atto, in cui si confondono realtà, teatro e cinema. The analysis conducted on one of Leonardo Sciascia's three theatrical tex…
Sciascia e i nomi dell’Alfabeto pirandelliano
2018
In Alfabeto pirandelliano, del 1989, Leonardo Sciascia individua 33 lemmi attraverso i quali "racconta" elementi biografici, stilistici, estetici, linguistici dell’opera letteraria di Luigi Pirandello. Lungi dal mettere "in esponente" concetti chiave e in qualche modo prevedibili della scrittura e della poetica pirandelliane (ad es. dialetto, umorismo, metateatro, ecc.), Leonardo Sciascia privilegia un‘ampia gamma di nomi propri che vanno dal coronimo Sicilia, al toponimo Girgenti, dal crematonimo Hotel des temples all’etnico Goy, dall’antroponimo fittizio Pascal al vezzegggiativo con cui chiamava la moglie Antonietta, Nietta, da una porzione di un titolo di una sua opera, Qualcuno, ad un i…
Le parole e l'ordito. Lessico e cultura dialettale nella scrittura di Leonardo Sciascia
2018
Nell'articolo si affronta il tema del plurilinguismo letterario di Sciascia e ci si sofferma sulle sue scelte lessicali connesse alle parole dialettali “autoctone” (quelle parole che esistono solo nel siciliano o nei dialetti meridionali, senza corrispondenti formali o semantici nell’italiano). Le parole dialettali di Sciascia appaiono per lo più radicate nella specificità della cultura dialettale e materiale, quella dei campi e dei mestieri, sulla quale si fondava il vissuto dei siciliani e dei racalmutesi, Una parte significativa del lessico dialettale di Sciascia ricorre, poi, anche negli autori “post-sciasciani” che come lui praticano il plurilinguismo letterario. Nel contributo ci si i…