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Commento agli artt. 521 bis, 522, 523 c.p.p.
2012
L'Autrice commenta gli articoli del codice di procedura penale relativi alle modifiche della composizione del giudice a seguito di nuove contestazioni, alla nullità della sentenza per difetto di contestazione e allo svolgimento della discussione, riportando giurisprudenza e dottrina più recente e significativa.
L'oltre ogni ragionevole dubbio: nuovo criterio del giudizio di condanna?
2006
Il contributo contiene riflessioni sulla reale portata applicativa della formula di nuovo conio inserita nel corpo dell’art. 533 c.p.p. dalla l. n. 46 del 2006. Dopo una breve ricognizione sull’elaborazione dottrinale e giurisprudenziale del suddetto parametro decisorio prima della sua codificazione, si vuole valutare se, in concreto, esso aggiunga un quid novi per il giudizio di responsabilità, ovvero abbia solo il valore di rafforzare i principi di garanzia già patrimonio del nostro sistema.
Commento agli artt. 612-615 c.p.p.
2005
Si commentano gli artt. 612-615 del codice di procedura penale in tema di ricorso per cassazione, mettendo in evidenza le questioni giurisprudenziali più controverse alla luce anche degli orientamenti dottrinali più accreditati sulla sospensione dell'esecuzione della condanna civile, sulla partecipazione dei difensori, sulle peculiarità del dibattimento, nonché sulla deliberazione e pubblicazione della sentenza.
Rassegna sezioni unite
2011
Commento ragionato di decisione delle sezioni unite nel settore processuale penale.
Questioni in tema di fallimento di società cancellata
2014
Breve storia di un trapianto con crisi finale di rigetto (nota a CORTE COSTITUZIONALE - sentenza 23 marzo 2007 n. 103).
2007
Breve storia di un trapianto con crisi finale di rigetto (nota a CORTE COSTITUZIONALE - sentenza 23 marzo 2007 n. 103).
L’ATTUAZIONE DELLA DELEGA FISCALE IN MATERIA DI OTTEMPERANZA
2017
Lo studio è rivolto alla disciplina del giudizio di ottemperanza delle sentenze tributarie, con specifica considerazione dell’attuazione della delega fiscale. La riforma, operata dal D. lgs. n. 156/2015, con riguardo al giudizio di ottemperanza ha comportato più innovazioni, sia attraverso le modifiche ai preesistenti commi dell’art. 70, D. lgs. n. 546/1992, sia con l’introduzione di un nuovo comma (10-bis), che prevede la composizione monocratica del giudice dell’ottemperanza. Il lavoro è rivolto anche al nuovo art. 67-bis, D. lgs. n. 546/1992 (“Esecuzione provvisoria”), nonché ai successivi artt. 68 (“Pagamento del tributo in pendenza del processo”) e 69 (“Esecuzione delle sentenza di con…
La riforma "Orlando" e la semplificazione del sistema delle impugnazioni: dalla "specificità" dei motivi alla struttura 'mutevole' dell'appello
2017
Dopo avere tracciato un quadro generale sulle novità in tema di impugnazioni introdotte dalla legge 23 giugno 2017, n. 103, l'A. si dedica, in particolare, a due modifiche che generano incertezze interpretative : il nuovo e più esteso parametro di specificità richiesto per l'atto di impugnazione, correlato all'inedito modello di sentenza cui dovrà adeguarsi il giudice nella redazione della motivazione, e il nuovo caso di rinnovazione obbligatoria dell'istruzione dibattimentale previsto dal comma 3 bis dell'art. 603 c.p.p. Ne deriva un giudizio di appello con struttura 'mutevole': novum iudicium quando l'itinerario dibattimentale è con istruzione, revisio prioris istantiae quando invece è se…
Condizioni di detenzione e cooperazione giudiziaria: verso una rafforzata tutela della dignità del detenuto
2017
La necessita di un equilibrio tra “certezza della pena” e “rieducazione del condannato” postula che la pena consista in un trattamento umano e rispettoso della dignita della persona. Posta tale premessa, l’Autrice mette in relazione il fenomeno della sovrappopolazione carceraria con i principi che stanno a base della cooperazione giudiziaria, di cui il MAE rappresenta la prima concretizzazione, per rilevarne le possibili alterazioni dei rapporti tra le autorita giudiziarie, in particolare quando si tratta di accogliere o rifiutare la consegna del condannato a pena detentiva. In tale contesto sembra apprezzabile il nuovo approccio della Corte di Lussemburgo che, nella decisione del 5 aprile …
Commento all'art. 525 c.p.p.
2008
Il commento prende in rassegna sia l'immediatezza nella deliberazione della sentenza come esplicazione del principio di concentrazione, sia l'immediatezza sotto il profilo soggettivo della decisione, tradotto nel principio d'immutabilità fisica del decidente. L'analisi si sofferma soprattutto su questo aspetto, ritenendo, l'Autrice, come con tale disposizione il legislatore abbia dato formale riconoscimento al principio di oralità, che quindi, non è da intendere confinato nella sola legge delega n. 81 del 1987 (Direttiva n. 2).