Search results for "Archeologia."
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The Harvesting Memories Project: Landscape Archaeology in the Castro/Giardinello Valley and Mt. Barraù (Corleone, Palermo)
2018
Il progetto Harvesting Memories è finalizzato allo studio delle interazioni tra dinamiche umane e fattori ecologici che nella lunga durata hanno contribuito alla formazione dei paesaggi rurali. L’area di studio è localizzata tra Corleone e Campofiorito (Palermo) nei pressi delle contrade Castro e Giardinello e lungo le pendici occidentali di Monte Barrù. Questo distretto dell’Alto Belice Corleonese ha rappresentato un asse di collegamento tra la costa meridionale della Sicilia e quella settentrionale fin all’epoca repubblicana con continuità anche nel Medioevo in cui è citato per la prima volta il toponimo Barraù/Barracù, dal nome arabo ra’s e ǧabal bū ‘r-raḫū, nella Jarida di Monreale del …
Le statue della “Porta Marmorea” di Siracusa
2022
Viene preso in esame il primo recupero di sculture antiche di cui abbiamo memoria per Siracusa, tramandato da Fazello che ne riferisce il ritrovamento nel 1530 nella zona dell‟istmo tra Ortigia e la terraferma, nel corso di lavori edili al Castello Marchetto. Delle sette statue marmoree ricordate, almeno tre possono essere ancora individuate nel Museo “Paolo Orsi”: 1) una statua iconica femminile velato capite degli inizi dell‟età imperiale, raffigurante quasi certamente una dama impe-riale e proveniente da contesto ufficiale (nel Foro?); 2) un torso di Dioniso del secondo quarto del II secolo d.C., che po-trebbe avere attinenza col santuario di Dionysos Morychos presso l‟istmo; 3) il framm…
Capitolo 8. L’apparato statuario
2022
The section contains a detailed study of the twelve sculptural pieces that were found in the "Gymnasium" complex. These include, beside two "ideal" sculptures - a semicolossal torso of the goddess Rome, and a fragmentary head of a "Vatergottheit" of small scale-, several portrait statues. Two of them (a fragment of a togatus and a fragmentary togatus wearing a ceremonial "laena") date back to the julio-claudian period, like the abovementioned statue of the goddess Rome, and are not in their originary context. Most probably, the laenatus and the statue of the goddess, coming from an official cultic context, yet unrecognized, of Rome and Augustus(?), were reemployed or discarded in the area o…
Palermo e Santa Lucia siracusana
2014
Nella Sicilia paleocristiana, il culto della martire dioclezianea Loukìa conosce una notevole fortuna nei primi secoli del Cristianesimo, tanto da varcare i confini dell’Isola e da estendersi nel Mediterraneo occidentale e orientale; molto si deve, in questo senso, all’opera pastorale dei pontefici, sin dalla fine del secolo IV. Anche Palermo partecipò della promozione del culto della martire, come attesta la fondazione gregoriana di un cenobio latino dedicato ai santi Agata e Massimo in Lucuscanum; è ben nota, infatti, la connessione tra le due sante Lucia e Agata, testimoniata non solo dai ben noti luoghi dei testi agiografici, ma anche dalle innovazioni nella liturgia introdotte dal papa…
Tell Shiyukh Tahtani, Syria Report of the 2006-09 Seasons
2012
The Italian excavations at Shiyukh Tahtani have recently resumed, revealing a long occupation sequence on the mound’s eastern slope (Area CD). In Trench D23, on the summit, an Iron Age level II building contained a rich array of pottery, sheep knuckle bones, clay ‘bobbins’ and an unstratified Egyptian scarab of Menkheperre. An earlier massive building (LBA ?) was also excavated below the Iron Age II occupation. Halfway down the slope the lower level of a large burnt complex of Middle Bronze I date contained rich finds and various burials characterized by peculiar rituals. Finally, in a deep trench down below the slope, EB I-II remains included niched mud-brick architecture of fine Mesopo…
Early Syrian Bottles
2014
Near Eastern archaeologists are accustomed today to labelling as “Syrian bottles” various kinds of oil/perfume fasks that enjoyed a wide popularity in Syria during the 3rd millennium. Owing to the volatile nature of their contents and the lack of archeometric analysis it has not been possible so far to ascertain whether these vessels were scent or unguent vases. Whatever the case, since they have been found far afeld from the core region of production it is clear that they were a luxury item of long-distance trade and are thus today – if possible misattributions are discarded – a valuable indicator of exchange networks and for establishing synchronisms among distant areas of the ancient Nea…
La ecclesia carinensis. Un esempio di diocesi rurale a Villagrazia di Carini (Palermo).
2013
Ad Ovest di Palermo, una vasta area che si estende dalla costa per oltre quattro chilometri verso l’interno nel territorio del comune di Carini, dall’ellenismo fino alla tarda antichità ha conosciuto una serie di dinamiche insediative assai articolate. Gli esiti delle ricognizioni e i risultati di campagne di scavo condotte in anni recenti in tutta la zona e, in particolare, nella contrada San Nicola, documentano la riorganizzazione dell’insediamento rurale con la presenza di fattorie e ville rustiche, la probabile attestazione di un vicus e almeno di una villa padronale, in stretta relazione col percorso della costiera Via Valeria e con la viabilità secondaria interna che collegava Panormo…
Metodi e prospettive nella ricerca archeologica sulla Sicilia bizantina
2002
La pittura vascolare attica a fondo bianco: la prospettiva archeologica, l'apporto dell'indagine scientifica
2017
Il presente contributo intende offrire nuovi spunti di ricerca sui vasi attici a fondo bianco e sulla relativa tecnica pittorica. In particolare, è stato selezionato come caso di studio il cratere del Pittore della Phiale (450-440 a.C.) con il mito di Perseo e Andromeda, esposto nel Museo Archeologico di Agrigento. La prima parte del lavoro si concentra sugli aspetti archeologici e storico-artistici, cercando di ricostruire il ruolo di questa tecnica nella produzione figurativa dell’artigiano e il rapporto tra il cratere di Agrigento e gli altri prodotti del Pittore della Phiale. Inoltre, viene considerata la connessione tra tecnica e con- testo di utilizzo e acquirenti o “committenti”, la…
Il cratere attico a fondo bianco del Pittore della Phiale al Museo Archeologico di Agrigento: primi dati da un’indagine composizionale sui pigmenti
2019
Il cratere attico a fondo bianco del pittore Phiale (440 a.C.), esposto al Museo Archeologico "Pietro Griffo" di Agrigento è un manufatto di grande raffinatezza. Raffigura il mito di Perseo e Andromeda ed è molto interessante sia per l'iconografia che per la tecnica pittorica generalmente documentata su lekythoi e vasi più piccoli. La presente ricerca interdisciplinare si è concentrata sulla tecnica pittorica di questo cratere ed è stata condotta direttamente al Museo mediante tecniche spettroscopiche non invasive e non distruttive (fluorescenza a raggi X e TRFTIR). Lo studio, di cui presentiamo qui i risultati preliminari, intende definire la natura del terreno bianco e pigmenti (secondo b…