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Intertestualità e parodia nella commedia per musica napoletana: il caso dell’"Armida immaginaria" di Giuseppe Palomba e Domenico Cimarosa (1777)
2021
"Armida immaginaria" by Palomba and Cimarosa is tangled in a thick network of intertextual connections. Many are its references, partly known, to Tasso’s Gerusalemme. In addition, scene I.10 turns out to be an effective literary and musical parody of scene II.10 of "Armida abbandonata" by De Rogati and Jommelli. That imitation is the outcome of a strategy shared between the librettist, the composer and the singer (the buffo Antonio Casaccia) and implies the deliberate connivance of the audience, whose reactions may be partly retraced by comparison with similar episodes.
Un musico peregrino
2007
Il saggio discute uno scritto del compositore modenese Orazio Vecchi (1550-1605) dedicato ad un pellegrinaggio a Loreto fatto dalla Compagnia di S. Gemignano di Modena nel 1595, all'interno del quale egli ricoprì il ruolo di maestro di cappella. Il volumetto di Vecchi è estremamente interessante perché offre uno spaccato della vita musicale nel tardo Cinquecento. La discussione evidenzia gli elementi più interessanti della narrazione, mettendoli in relazione con la conoscenza che abbiamo della musica cinquecentesca, e con le più recenti acquisizioni della ricerca musicologica.
Recensione ad: ACCADEMIA DEGLI INTRONATI, Gl’Ingannati, a cura di M. Pieri, Pisa 2009 (in «Mediaeval Sophia» 10, luglio-dicembre 2011)
2011
Recensione all'ediz., con introduzione e commento, della commedia cinquecentesca «Gl'Ingannati» (di imitazione classica), composta dagli Accademici Intronati di Siena. L'ediz. in questione è stata curata da Marzia Pieri ed è apparsa nel 2009.
Gli studi di Michele Cataudella su Paolo Giovio
2014
L'articolo analizza gli studi condotti da Michele Cataudella sulla figura di Paolo Giovio
Recensione a Matthews-Grieco, Sara F. (ed.), Erotic Cultures of Renaissance Italy, Burlington, VT: Ashgate, 2010, pp. 281, «Forum Italicum», 2011, n.…
2011
Recensione a Matthews-Grieco, Sara F. (ed.), Erotic Cultures of Renaissance Italy, Burlington, VT: Ashgate, 2010, pp. 281, «Forum Italicum», 2011, n. 2, pp. 501-503
Una perifrasi traduttiva per una regina rimossa. Torsioni onomastiche in "Cima delle nobildonne" di Stefano D'Arrigo
2020
Molto si è scritto sulla “lingua horcynusa” di Stefano D’Arrigo e del suo maestoso Horcynus Orca, romanzo in cui si battezza un nuovo codice linguistico fondato sulla stratificazione e sulla neologia virtuosistica il cui scopo non è tanto indicare con precisione, quanto evocare. Assai meno studiato, probabilmente per il ricorso ad una lingua asciutta, scientifica, quasi anonima, risulta il romanzo epigono della sua carriera letteraria, Cima delle nobildonne, apparso dopo una lunga pausa decennale nel 1985. Le ragioni del titolo stanno tutte nella volontà/opportunità/necessità di celare l’antroponimo che ha ispirato la narrazione, quello dell’unica donna faraone dell’antico Egitto, Hatshepsu…
Zeitbegriffe und Versuche der Zeitbewältigung im 16. Jahrhundert. Der Goldfaden Wickrams (1557) und Fortunatus (1509)
2010
In the 16th century many parts of Europe saw a passionate interest in the life of the individual, while time begins to be seen more as a linear progression and less as a series of cycles. Time is a linear dimension that the human being can use in whatever way he prefers. This idea of time is inevitably linked to the sense of the unpredictabilty of the length of each person’s life is, during which he must demonstrate what he is capable of doing.This paper examines two very different but equally significant novels of the period: Wickram’s Der Goldfaden and the Fortunatus, showing how this new concept of time is reflected in a literature which describes various different models of behaviour an…