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Giudizio abbreviato, reati "da ergastolo", populismo penale e Stato di diritto
2019
Al culmine di trent’anni di tensioni e di incomprensioni, le scelte trancianti coagulatesi nella l. n. 33 del 2019 escludono radicalmente dall’accesso al rito abbreviato le imputazioni per reati punibili con la pena dell’ergastolo. Sul piano delle politiche di sistema nella stagione del populismo penale, la filigrana della novella del 2019 appare emblematica di nuove preoccupanti disinvolture: la riscrittura delle regole del processo è stata elettivamente finalizzata all’irrigidimento della previsione edittale, convergendo sull’obiettivo di rendere inesorabile la sanzione della pena “a vita”, sottratta a ogni flessibilità; il processo penale regredisce, così, allo stadio del “servo muto”, a…
Giudizio abbreviato
2019
Nell’ambito della giustizia penale differenziata, il giudizio abbreviato si inserisce nel solco dei procedimenti speciali deflativi del dibattimento. Riformato dalla l. n. 499/1999, esso presenta caratteristiche del tutto nuove rispetto all’impianto originario, costituendo oggi un modello deflativo dall’accesso automatico: all’imputato, infatti, è riconosciuto un vero e proprio diritto a rinunciare al contraddittorio per la prova in cambio di un apprezzabile effetto premiale in caso di condanna. Destando ulteriori perplessità, sul nuovo assetto è nuovamente intervenuto il legislatore con le leggi 23 giugno 2017, n. 103 e 12 aprile 2019, n. 33.
LA GIUSTIZIA DI NORIMBERGA
RICOSTRUZIONE ANALITICA DELLE TAPPE PIU' SIGNIFICATIVE DEL PERCORSO CHE HA CONDOTTO ALLA CELEBRAZIONE DEL PROCESSO AI CRIMINALI NAZISTI DEL 1946, CON PARTICOLARE ATTENZIONE ALLE MOLTEPLICI AMBIGUITA' CHE HANNO CARATTERIZZATO IL RUOLO AVUTO DALLE POTENZE ALLEATE E AI CRIMINI DA LORO PERPETRATI.
Indagini non Distruttive per una Migliore Conoscenza dei Documenti dell'Archivio Storico Diocesano di Palermo
2008
Verga e la poetica del vero nella cultura figurativa di Francesco Lojacono, Antonino Leto e Onofrio Tomaselli
2020
Il ritrovamento di un bozzetto inedito per I carusi del 1905 circa di Onofrio Tomaselli offre lo spunto per una riflessione sulla presenza cruciale dei temi veristi nella cultura figurativa siciliana tra XIX e XX secolo. Con riferimenti trasversali al collezionismo, alla letteratura e alla fotografia, il contributo approfondisce il tema dell’influenza di Giovanni Verga sulla pittura siciliana focalizzandosi sulla produzione di Francesco Lojacono, Antonino Leto e Onofrio Tomaselli e sulla loro affinità con Nedda, I Malavoglia e Rosso Malpelo. The discovery of an unpublished sketch for I carusi by Onofrio Tomaselli (1905 ca) invites us to reflect on the crucial presence of realist themes in S…
Quali minacce per i pistores? Per un'interpretazione di Plauto Capt. 807 ss.
2016
L’articolo esamina il passo di Capt. 807 ss., dove Ergasilo, trasformato in servus currens, minaccia chiunque voglia ostacolare la sua corsa. In particolare si analizza la controversa spiegazione del v. 810, dove si materializza l’intimidazione del parassita ai pistores. Dopo avere passato in rassegna e mostrato come insoddisfacenti le varie interpretazioni del verso, si suggerisce di comprenderne il senso attraverso un incrocio di immagini, tra esibizione di muscoli e metafora agricola.
Due note dannunziane
2008
I siciliani al banchetto della nazione. Verga e la "rivoluzione".
2012
Verga e il sentire mafioso. Altre annotazioni tra storia e letteratura
2016
Alcuni studiosi hanno isolato, nel corpus verghiano, luoghi nei quali è possibile riconoscere riferimenti impliciti a dinamiche mafiose o “protomafiose”, ovvero a codici culturali e antropologici ascrivibili a un più generico “sentire mafioso” (in alcuni episodi del Mastro-don Gesualdo o in novelle come Cavalleria rusticana e La chiave d’oro). Anche grazie al contributo di alcuni studi recenti, questo intervento intende provare ad aggiornare il dibattito, rinnovando l’attenzione al contesto politico e culturale in cui maturò la svolta verista verghiana e tornando a riflettere sulle oscillazioni tra pittoresco e antipittoresco del Verga siciliano.
La Sicilia in bianco e nero di Giovanni Verga
2007
Viaggio nei luoghi verghiani attraverso una duplice ottica, letteraria e fotografica. Lo scrittore verista, infatti, immortalerà il paesaggio siciliano a partire dal 1887, compiendo un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo e nello spazio. Nelle immagini verghiane di Catania, Vizzini, Tébidi si rispecchiano gli stessi ambienti ritratti nell’opera letteraria; alla scrittura come itinerario memoriale nei luoghi dell’infanzia subentra la fotografia come riscoperta delle dimore dell’arte.