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Giuseppe Samonà e la “spina dorsale” di Gibellina Nuova
2020
Nel 1970 Giuseppe Samonà coordina il gruppo di progettazione formato da Vittorio Gregotti, Gianni Pirrone e Alberto Samonà per il Progetto del Centro civico, commerciale e culturale di Gibellina Nuova. Del piano è realizzato il municipio e poi, rielaborato e in altro luogo, il teatro. I monumenti, fondati su un asse pedonale in quota connesso a un suolo artificiale articolato, esprimono l’unità architettura – urbanistica e anticipano, per certi versi, una riflessione successiva del Direttore dello IUAV sulla dialettica fra urbano e rurale.
Tra le modernità dell’architettura. La questione del quartiere ZEN 2 di Palermo
2003
La “questione” del quartiere ZEN 2 di Palermo è una delle più controverse dell’ultimo trentennio della storia dell’architettura italiana. Dal 1970, anno in cui venne bandito il concorso nazionale per il completamento del quartiere (Zona Espansione Nord), attraverso un percorso complesso e problematico, si giunge all’attuale condizione di incompletezza dello ZEN, ormai abbandonato al destino di “quartiere dormitorio”. Il libro percorre i vari passaggi, dal progetto alla realizzazione, che hanno generato la questione dello ZEN 2, sviscerandone le cause determinanti che vanno ben oltre l’esecuzione parziale dell’opera e il suo degrado materiale e sociale, ma sono da rintracciare in motivazioni…
IL TERRITORIO NELL’ARCHITETTURA. Grande scala e agricoltura nell’architettura italiana, 1966-1978.
2020
Nel quadro composito di superamento del Moderno, il rinnovamento dell'architettura italiana si lega al Territorio a partire dagli anni Sessanta. Vittorio Gregotti, Aldo Rossi, Superstudio, Archizoom, Studio 9999, ne animano i due distinti filoni principali, includendo fra le matrici del procedimento progettuale la storia urbana, la geografia umana, la fotografia aerea dei territori, con riferimento sia ai segni antropici arcaici che all’agricoltura e a tecniche moderne per la trasformazione produttiva dei luoghi. L'articolo rievoca i temi e i progetti principali di tale quadro, con l'obiettivo di mostrare che la flessibilità di estensione di buona parte dell’orientamento disciplinare contem…
Il ricordo dell’esperienza di Vittorio Gregotti a Palermo
2020
Ricordare da Palermo Vittorio Gregotti implica la scelta di un punto di vista particolare per inquadrare un’esperienza culturale e architettonica fra le più significative nell’intervallo cronologico che si estende tra la metà del XX e i primi vent’anni del XXI secolo. Tale peculiare prospettiva dalla Sicilia sembrerebbe costringere questo tipo di osservazione attraverso una lente poco trasparente in grado di attenuare qualsiasi bagliore, definendo la figura di Gregotti con toni spenti. Infatti, la città della Conca d’Oro è il luogo in cui è stato costruito l’ampliamento del quartiere Zona Espansione Nord, il cosiddetto Zen 2, progettato da Franco Amoroso, Salvatore Bisogni, Vittorio Gregott…
Vittorio Gregotti, il Sud e la scoperta della dimensione antropogeografica dell'architettura
2021
In una conferenza tenuta il 23 marzo 2010 a Cosenza, Vittorio Gregotti ha affermato che non si può comprendere l’Italia se non la si guarda da Sud. Nonostante la sua parabola critica sia stata sempre caratterizzata da una forte assertività, l’affermazione sopra citata si colloca oltre la semplice parafrasi retorica della celebre frase di Goethe: essa rappresenta l’esplicito riconoscimento del debito acquisito nei confronti di alcune esperienze progettuali, realizzate dal progettista novarese a partire dalla fine degli anni sessanta in Calabria e in Sicilia. Esperienze che hanno permesso a Gregotti di chiarire e precisare la propria visione critica dell’architettura. Il contributo che qui si…
Il fuoco e la casa
2020
Il saggio riflette sull’interazione tra il fuoco e l’architettura e, rispetto a questa prospettiva critica, recupera come incipit il libro del 1851 di Gottfried Semper, I quattro elementi dell’architettura, nel quale basamento, fuoco, recinto e tetto, prima che parti costruttive, sono l’esito di comportamenti umani. Le teorie di Semper, recepite dalla Chicago School, tra la metà e la fine del XIX secolo, sono alla base di molte abitazioni di Frank Lloyd Wright nelle quali il camino costituisce il fulcro di irradiazione del calore, della luce e, soprattutto, dello spazio. In queste case prese in considerazione, quasi tutte progettate per facoltosi committenti, il fuoco assume quindi un ruolo…
Il diritto all’oblio tra definizione sostanziale e rimedi di tutela. Riflessioni alla luce della giurisprudenza più re cente della Corte di Cassazion…
2023
The most recent judgements of the Court of Cassation and the Court of Justice of the European Union offer food for thought, to outline the different attitude of the balance between the protection of personal data and the right to information in the digital environment. These rulings in particular point out the reference to de-indexing as a useful remedy for the purpose of balancing opposing interests that does not disproportionately penalize the right to information, according to methods which, after some uncertainties, seem to highlight elements of convergence in the relative protection between the State level and the European level.
Canova, Johann Gottfried Schadow e l'ambiente berlinese (con un'appendice di lettere inedite di Schadow a Canova)
2017
This article investigates J.G. Schadow's relevance as a portraitist and as a sculptor of funerary monuments. In the appendix are published Schadow's letters to Canova, documents that help to contextualize Canova's relations to the Berlin Academy of Fine Arts.
Artisti, "artistucoli" e "buoni lavoranti": Francesco Carradori e la razionalizzazione dei processi operativi nell’«Istruzione elementare per gli stu…
2022
Francesco Carradori's treatise «Istruzione elementare per gli studiosi della scultura» (1802) codifies the organization and working process within a sculpture workshop in such an exemplary manner that it is an indispensable source for understanding the marble industry in the 19th century. The author analyses Carradori's text both through its Renaissance and Baroque sources (Vasari, Cellini, Boselli) and through encyclopaedic repertories (Baldinucci, Félibien, de Jaucourt, Falconet, Levesque) and then proposes a comparison with the similar attempt by the Prussian sculptor Johann Gottfried Schadow, whose essay «Die Werkstätte des Bildhauers» (1802) similarly narrates the work processes, but u…