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I giorni della civetta
2023
Il giorno della civetta è l’opera più nota di Leonardo Sciascia: tradotta in svariate lingue, presente pressoché in tutte le antologie scolastiche, stabile nel canone della narrativa italiana del secondo Novecento; è il romanzo che ha dato la notorietà allo scrittore e che ha fatto conoscere ai lettori italiani la questione mafiosa. Tuttavia, è il testo letterario sciasciano che più di tutti ha patito una ricezione controversa: lo stesso autore si discosterà presto dalla sua creazione, finendo addirittura col detestarlo, forse presagendo le interpretazioni tendenziose che, di quel libro, sarebbero state formulate perfino dopo la sua morte. Risalire al contesto nel quale Il giorno della cive…
Tra sogno e realtà. "Il mare colore del vino" di Leonardo Sciascia
2010
Il saggio si propone di illustrare un'opera poco nota di Leonardo Sciascia, la raccolta di racconti "Il mare colore del vino" del 1973, mettendo in rilievo l'importanza e l'originalità della silloge. In essa infatti lo scrittore oscilla fra due poli, la tradizione e l'innovazione, l'adesione ai modelli neorealistici e la tendenza ad elaborare nuove forme espressive. In tale ambito, oltre al racconto eponimo "Il mare colore del vino", sono particolarmente interessanti i racconti "Apocrifi sul caso Crowley" ed "Eufrosina", dove l'autore adotta - sulle orme di Stendhal - la tecnica della riscrittura e delinea un profilo impietoso della società italiana
L'archivio della memoria. Documentario su Racalmuto e la sede della Fondazione Leonardo Sciascia
2011
This video presents for the first time the research, cataloging and cultural dissemination activities promoted by the Leonardo Sciascia Foundation, a moral institution placed under the high patronage of the President of the Republic.
Pictor in fabula: la funzione dell'oggetto d'arte nella narrativa sciasciana
2014
Il presente saggio si propone di indagare, anche con l’ausilio di diverse illustrazioni, la funzione dell’oggetto d’arte in alcuni romanzi di Leonardo Sciascia – Il Consiglio d’Egitto (1963), Todo modo (1974), Il Cavaliere e la morte (1988) – dove miniature, dipinti e incisioni stimolano l’immaginazione creativa – dando luogo a particolari strategie ecfrastiche e stilistiche – e acquisiscono specifica rilevanza nella poetica spaziale dell’autore. Sulla scorta degli studi di Erwin Panowsky, in particolare, si illustra la dimensione iconografico-iconologica della narrativa sciasciana, così come il suo personale approccio alla realtà, guidato da una vera e propria ermeneutica dello sguardo. Ne…
"Nei visionari terrori dell'infanzia": Sciascia e Redon
2013
Intento dell’articolo è quello di esplorare – col fondamentale apporto delle immagini – la funzione Redon nell’elaborazione del pensiero sciasciano. L’artista e diarista francese, chiamato in causa dallo scrittore in diverse occasioni, costituisce infatti il perno di un’ideale costellazione di auctores, accomunati dall’adesione ad una poetica simbolista – quest’ultima in senso lato – e, conseguentemente, da un’estetica visionaria. A questa lettura sincronica si accompagna l’evoluzione diacronica del percorso sciasciano, opposto ma speculare a quello di Redon: dalla predilezione per la pittura a quella per l’opera al nero, e dunque dalla luce all’ombra e dal razionalismo al mistero; ma sopra…
Da angelo della luce ad angelo della morte: il personaggio femminile nella raccolta "Il mare colore del vino"
2012
Se è vero che a connotare l’opera di Sciascia è l’assenza quasi totale di protagoniste femminili, la silloge einaudiana del ’73 "Il mare colore del vino" attesta eloquentemente la sua attenzione nei confronti della metamorfica essenza muliebre. L’intera raccolta, che raccoglie testi composti dal ’59 al ’72, valorizza infatti l’alterità femminile, sia nella variante salvifica dell’angelo di luce – come la Concettina del racconto d’apertura "Reversibilità" – che in quella distruttiva dell’angelo di morte – incarnato dal personaggio di Eufrosina, che dà il titolo al racconto conclusivo.
Anime candide. Il carteggio Sciascia-Bartolini
2014
L'inedita corrispondenza epistolare fra Leonardo Sciascia e Luigi Bartolini (1952-1955) mostra le profonde corrispondenze fra i due artisti, legati dal comune amore per la verità.
Per urgenza di poesia. Leonardo Sciascia e Luigi Bartolini
2014
La predilezione sciasciana per l’acquafortista marchigiano Luigi Bartolini affonda le radici in una più generale adesione dello scrittore al realismo figurativo e, conseguentemente, in un rifiuto dell’arte avanguardista. A partire dal realismo secentesco di Pietro d’Asaro e Rutilio Manetti, sino a quello d’impronta socialista di Guttuso e Migneco, lo scrittore siciliano ha sempre privilegiato, infatti, un’arte comunicativa e impegnata. Ma questa linea figurativa non è esente da vibrazioni neo-simboliste o da accensioni neo-espressioniste, in un superamento della mimesi realista sotto l’impeto conoscitivo dell’arte. A ciò si aggiunge una particolare affinità fra il modus operandi di Sciascia…
«LA COMUNE PASSIONE DEL GIUSTO». LEONARDO SCIASCIA E ANNA MARIA ORTESE
2020
Mentre fosche si profilano le ombre infauste del decennio di piombo, si amplificano le inquietudini di Leonardo Sciascia e di Anna Maria Ortese che, sin dai rispettivi esordi, furono diversamente interpreti di un mestiere di scrivere fondato sulla tensione conoscitiva, vocato al disvelamento di ogni mistificazione, e proprio per questo in crescente collisione con il sistema imperante. Acquisisce, in tal senso, uno spessore più significativo la consonanza che si instaura nello scambio epistolare tra i due autori, avviato nel 1978, ma maturato attraverso un lungo dialogo silente di cui in questo saggio si ripercorrono alcuni snodi nevralgici. While the ominous shadows of the Decade of Lead lo…
Leonardo Sciascia, nel tempo del pane (e coltello) quotidiano
2022
La rilettura della produzione sciasciana a partire dalle note sparse relative all'alimentazione, restituisce l'immagine di una Sicilia tradizionale rurale e povera. In particolare, nei suoi scritti degli anni Settanta – ne Le parrocchie di Regalpetra, ad esempio –, il cibo è associato a una tavola che è difficile imbandire, sia per le troppe bocche da sfamare che per lo scarso salario familiare. Le immagini della refezione scolastica a cui accedevano i figli dei minatori e dei braccianti riportate nelle Cronache scolastiche ricollegano a usi tipici della Sicilia centrale e a lessemi oggi presenti nelle fonti lessicografiche dialettali. The reinterpretation of Sciascia's production starting …